Bonus per invalidi civili 2020

La sentenza della Corte Costituzione ha previsto un aumento delle pensioni di invalidità civile, a partire dal 20 Luglio. L’incremento sarà riconosciuto ai soggetti con un’età compresa tra i 18 e 59 anni, da 350 euro mensili a 310 euro.

Per i titolari di pensione di inabilità, con un’età compresa tra i 18 anni e 59 anni, già percettori dell’integrazione del trattamento minimo (515,07 per l’anno 2020), l’incremento sarà pari a 136,44, sino a raggiungere una pensione di 651,51 euro.

Il Governo, con l’approvazione del decreto di Agosto 2020, all’articolo 15, ha previsto, a decorrere dal 20 Luglio 2020, un fondo di 178 milioni i euro per l’anno 2020 e 400 milioni di euro per l’anno 2021, per incrementare le pensioni di 286,81 euro, agli invalidi totali con un’età superiore a 18 anni di età.

A chi spetta l’incremento della pensione?

L’aumento dell’assegno pensionistico degli invalidi civili spetta:

  • ai soggetti con età superiore a 18 anni, a partire dal 20 Luglio 2020,
  • agli invalidi civili totali, con una percentuale di invalidità, accertata dalla commissione medica degli invalidi civili, pari al 100%,
  • i sordomuti,
  • i ciechi civili assoluti, titolari di pensione,
  • i pensionati titolari di pensione di inabilità, di cui all’articolo 2 della Legge 12 giugno 1984 numero 222.

Non spetta l’aumento dell’assegno pensionistico:

  • agli invalidi civili parziali, con una percentuale inferiore al 100%,
  • ai minori di 18 anni: invalidi, ciechi o sordi,
  • agli invalidi totali che superano i limiti di reddito,
  • agli inabili con un’età superiore a 60 anni, che non avevano già diritto all’incremento della maggiorazione sociale, per il superamento del reddito.

Aumento pensioni di invalidità: come si calcola l’aumento?

Per calcolare l’incremento della pensione, il governo ha preso come riferimento, i diversi criteri reddituali, per la concessione delle maggiorazioni previste:

  • dall’articolo 70 comma 6 della legge 388/2000,
  • l’articolo 38 della legge numero 448/2001.

L’articolo 70, c. 6, della legge 388/2000 prevede una maggiorazione sociale per tredici mensilità della pensione e dell’assegno pensionistico di invalidità, agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili con un’età minima di 60 anni. (il decreto di Agosto 2020, ha previsto un’età superiore a 18 anni).

La maggiorazione è riconosciuta dal 2001, per coloro, che:

  • non hanno redditi propri, per un importo pari o superiore all’ammontare annuo complessivo dell’importo dell’assegno sociale e della stessa maggiorazione;
  • non superano, solo se coniugato (se separato non si procede al cumulo dei redditi), i limiti di reddito, per un importo pari o superiore all’ammontare annuo dell’assegno sociale comprensivo della stesso maggiorazione e dell’ammontare annuo del trattamento minimo di pensione.

La sentenza della Corte costituzionale e la relazione illustrativa del decreto di Agosto 2020, fa riferimento alla maggiorazione dell’articolo 38 della legge numero 448/2001.

Quali sono i limiti di reddito?

Per ottenere questo incremento di pensione (il modello Isee non è assolutamente rilevante), gli invalidi totali devono essere in possesso dei seguenti redditi:

  • 5.977,79 euro di reddito annuo individuale per ricevere l’incremento pieno,
  • 8469,63 euro di reddito anno individuale per l’incremento parziale,
  • 11955,58 euro di reddito anno coniugale, per ricevere l’incremento pieno,
  • 14.447,42 euro di reddito annuo coniugale, per ricevere l’importo parziale.

Ad esempio un pensionato con un’età superiore a 18 anni, non sposato e con un reddito personale pari a zero (non calcolando l’importo delle pensione di invalidità civile), probabilmente avrà diritto ad un aumento di 350 euro mensili, al fine di raggiungere una pensione di 636,81 euro.

I redditi da considerare sono i:

  • redditi da lavoro dipendente ed assimilato
  • reddito di lavoro autonomo, anche occasionale o non abituale,
  • le pensioni ai superstiti,
  • i redditi ai fini irpef.

Quindi, nel momento in cui il pensionato, titolare dell’assegno di invalidità, è in possesso di altri redditi, l’incremento della pensione sarà inferiore.

Non sono rilevanti ai fini del reddito:

  • le pensioni di invalidità civile,
  • l’indennità di accompagnamento,
  • la rendita della casa di abitazione,
  • i trattamenti di famiglia,
  • le pensioni di guerra.

Come chiedere l’aumento della pensione di invalidità?

Per ottenere l’incremento della pensione e per verificare ufficialmente i limiti di reddito, bisognerà attendere una circolare dettagliata dell’Inps. L’aumento delle pensioni di invalidità civili potrebbe essere in automatico, senza inoltrare nessuna domanda. E’ consigliabile inviare le dichiarazioni, indicate nel nostro video:

In generale per ricevere la maggiorazione sociale, il pensionato deve presentare un’apposita domanda telematica all’Inps, accedendo al servizio online: Domande di prestazioni pensionistiche.

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