Pensioni di invalidità civile ed aumenti

Non è possibile vivere in maniera dignitosa, con una pensione di invalidità civile pari a 285 euro”, è questo quello che in breve ha sentenziato la Corte Costituzionale, pronunciandosi in merito all’esiguo importo pagato ai cittadini titolari di Pensione di Invalidità.

L’articolo 38 della Costituzione italiana infatti, prevede che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.”

Dunque, secondo la Corte (ma anche secondo il sentire comune) i 285 euro al mese delle pensioni di invalidità civili, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita e violano il diritto al mantenimento, come invece previsto e dichiarato dall’articolo 38 della Costituzione italiana.

Invalidi civili totali: chi sono?

Secondo la Legge, si considerano invalidi civili totali i “mutilati ed invalidi civili di età superiore agli anni 18, nei cui confronti, in sede di visita medico sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa.” Per coloro i quali sia stata accertata l’inabilità totale dalla commissione invalidi civili, pari al 100%.

La Corte Costituzionale si è pronunciata stabilendo che deve essere assicurato un aumento sino a 516,00€ (ex incremento al milione) come previsto da diversi trattamenti pensionistici, dalla legge numero 448 del 2011.

Inoltre la pensione di invalidità, deve essere aumentata agli invalidi civili totali, senza attendere il raggiungimento dell’età e per coloro che hanno compiuto 18 anni di età e che non percepiscono redditi annuali pari o superiori a 6713,98 euro.

Secondo il decreto di agosto, i pensionati titolari di invalidità totale al 100% e di età pari o superiore a 18 anni, avranno un aumento dell’assegno pensionistico sino a 650 euro circa, in relazione al reddito stabilito dal decreto. L’incremento decorre dal 20 luglio 2020.

Pensione di invalidità: da quando l’aumento?

Da quando partiranno gli aumenti per le pensioni di invalidità in Italia?
La Corte ha sentenziato che l’aumento della pensione di invalidità civile a 516,46 €, non potrà avrà effetto retroattivo (nessuno potrà chiedere degli importi arretrati compensativi) e diventerà operativo solo dopo la pubblicazione della Sentenza sulla Gazzetta Ufficiale.

Questo significa che l’aumento non sarà immediato e dopo la pubblicazione della Sentenza sulla Gazzetta Ufficiale, si dovrà attendere un intervento Governativo, che avrà lo scopo di trovare i fondi per rimodulare le prestazioni assistenziali di invalidità civile.

Ecco la circolare Inps che sblocca l’aumento delle pensioni di invalidità civile.

Alla Camera è stato approvato un emendamento proposto da Fratelli D’Italia, durante la discussione del Decreto Rilancio, con il quale viene confermato che: la pensione di invalidità civile, riconosciuta al 100%, sarà incrementata dal primo agosto 2020 a 514,46 euro al mese, per chi abbia un reddito personale pari o inferiore a 6.712,96 euro.

Il Decreto Rilancio è legge e l’articolo 89 bis ha istituito” un fondo, con una dotazione iniziale pari a 46 milioni di euro per l’anno 2020, destinato a concorrere a ottemperare alla sentenza della Corte costituzionale, pronunciata nella camera di consiglio del 23 giugno 2020, in materia di riconoscimento dei benefìci di cui all’articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, in favore degli invalidi civili totali, indipendentemente dal requisito dell’età pari o superiore a sessanta anni previsto dal comma 4 del medesimo articolo 38. 2. Agli oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo, pari a 46 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265

Su insindacabili.it seguiremo tutti gli aggiornamenti relativi agli aumenti della Pensioni di invalidità.

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