Cassa Integrazione pagamento Inps: quando arriva?

La Cassa integrazione è una sostengo economico corrisposto dall’Inps o dal Fondo bilaterale di solidarietà, ad esempio per le aziende artigiane ed agricole, con la finalità di integrare o compensare le ore di sospensione lavorativa del prestatore di lavoro.

L’integrazione salariale è concessa in caso di mancanza di commesse, crisi aziendale, eventi meteorologici o eventuali emergenze nazionali.

La cassa integrazione è pagata generalmente in busta paga dall’azienda, che anticipa la retribuzione delle ore sospese al lavoratore e recupera il pagamento in compensazione con i contributi pagati. Però in determinati casi, l’integrazione salariale ordinaria, straordinaria ed in deroga, può essere pagata direttamente dall’Inps sul conto corrente del lavoratore.

Chi ha diritto alla cassa integrazione?

Non tutte le imprese hanno diritto alla cassa integrazione. Sono escluse le imprese artigiane, del terziario e dell’agricoltura, le quali hanno degli appositi fondi finanziati dai datori di lavoro per provvedere al pagamento di prestazioni particolari o di periodi di sospensione, ai lavoratori.

Inoltre non spetta ai lavoratori con la qualifica di apprendista, dirigente, con contratto di lavoro a chiamata ed ai lavoratori somministrati.

L’articolo 1 del Dlgs numero 148 del 2015 prevede che, il lavoratore, per ottenere la cassa integrazione ordinaria, deve possedere 90 giorni di effettivo lavoro, compresi i giorni di ferie, festività, infortuni e dei periodi di astensione obbligatoria della lavoratrice. Nel conteggio dei 90 giorni, si contano i giorni di sabato, per chi lavora dal lunedì al venerdì e la domenica nel caso di lavoro prefestivo.

In determinate situazione di emergenza, lo Stato può prevedere particolari deroghe, facendo rientrare nei requisiti dell’integrazione salariale, tutte le imprese ed i lavoratori.

Quando arrivano i soldi della cassa integrazione?

In un momento di sospensione attività o crisi aziendale, il datore di lavoro può richiedere attraverso una previa consultazione sindacale, l’intervento della cassa integrazione. La cassa integrazione ordinaria, straordinaria, Fis o in deroga, viene richiesta dal Consulente del lavoro dell’azienda e trasmessa telematicamente all’Inps, con:

  • il verbale di accordo sindacale o la consultazione effettuata,
  • le motivazioni che hanno portato il datore di lavoro a richiedere l’integrazione delle ore dei dipendenti,
  • i lavoratori sospesi e le ore da pagare per ciascun prestatore di lavoro.

Dopo l’autorizzazione dell’Inps, nella maggior parte dei casi dopo 2-3 mesi, il datore di lavoro anticipa i soldi della cassa integrazione sulla busta paga del lavoratore e li recupera con la compensazione dei contributi da pagare.

In alternativa, soprattutto quando ci sono eventi eccezionali e di particolari rilevanza, il consulente del lavoro potrebbe chiedere il pagamento diretto sul conto corrente postale o bancario del lavoratore. In questo caso il lavoratore, deve fornire il codice Iban della banca o della posta al suo datore di lavoro.

Il pagamento diretto della Cig (cassa integrazione) di qualsiasi tipo, avviene dopo 2-3 mesi dalla presentazione della domanda Cig del Consulente del lavoro, sempre che non ci siano intoppi di qualsiasi tipo. Il lavoratore per controllare l’effettivo pagamento, deve controllare il suo cassetto previdenziale del cittadino.

Come controllare il pagamento della Cassa integrazione?

Per verificare l’importo e l’erogazione della cassa integrazione, bisogna accedere al sito dell’Inps ed in particolare al servizio online: Fascicolo previdenziale del cittadino. Per entrare bisogna scrivere il codice fiscale e le credenziali Inps (Pin Inps, Spid, Carta nazionale dei servizi o carta di identità elettronica) e cliccare sul menu a sinistra Prestazione – Pagamenti

Cassa integrazione pagamento diretto Inps

Dopo aver cliccato su PRESTAZIONE, si visualizzerà:

  • l’Agenzia Inps,
  • l’importo pagato,
  • la prestazione: CIG,
  • la data di disponibilità, data pagamento della Cassa integrazione,
  • l’ufficio pagatore indicato dove saranno accreditati i soldi,
  • il periodo, l’integrazione salariale lorda e la riduzione prevista.
Pagamento diretto Cassa integrazione

Vediamo in questo prospetto che la cassa integrazione di Agosto 2018, di poche ore, è stata pagata ad Ottobre 2018, dopo circa due mesi. Il tutto dipende dalla data di presentazione della domanda di cassa integrazione e soprattutto dalla burocrazia dell’Inps. In casi emergenziali, i pagamenti diretti della Cassa integrazione avvengono almeno, dopo 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Quanto spetta di Cassa integrazione?

Il lavoratore sospeso, deve chiedere al datore di lavoro, le ore che sono state inserite come ferie o permessi Rol e le ore che saranno pagate come cassa integrazione. In un secondo momento deve calcolare la retribuzione imponibile lorda del mese sospeso e sommare i ratei di tredicesima mensili (ad esempio retribuzione imponibile Inps 1800/12 = 150 rateo di tredicesima).

Ogni anno l’Inps pubblica, con una propria circolare l’importo massimale del trattamento di integrazione salariale dividendolo in due fasce di retribuzione.

Fino ad una specifica retribuzione, determinata con il calcolo precedente, si prende come riferimento un indennità mensile lorda pari ad un certo importo (ad esempio 998,18). Se supera tale retribuzione, l’indennità mensile massimale lorda della CIG è più alta.

Quindi riprendiamo la nostra retribuzione di riferimento di 1800 euro, la dividiamo per 173 (coefficiente orario del CCNL) e la moltiplichiamo per l’ottanta percento. Dal calcolo uscirà un importo orario di 8,32 euro, che per le ore sospese, (ad esempio 40) l’importo della cassa integrazione sarebbe pari a 332,80. Mentre non è così.

Dato che l’indennità oraria di 8,32 euro è superiore al massimale, per il calcolo della CIG si prenderà come riferimento il massimale previsto dall’Inps di 5,67 euro (998,18/176 = 5,67) e si moltiplicherà per le ore sospese. Quindi l’importo lordo della cassa integrazione non sarà l’ottanta per cento della retribuzione (332,80) ma 226,80 per settimana, se la riduzione dell’orario di lavoro è stata per 40 settimanali. (5.67*40 ore).

Da questo importo si sottrae l’aliquota Inps del 5,84%, si calcolano le ritenute irpef stabilite dalla legge e si somma l’assegno per il nucleo familiare.

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