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Agenzia delle Entrate: i servizi online e la Fatturazione Elettronica. La dichiarazione dei Redditi 730 e la precompilata di Agenzia Entrate.

Tutte le ultimissime news da Agenzia delle Entrate.

  • Quando si può visualizzare, modificare ed inviare la dichiarazione dei redditi 730 nel 2025?

    Quando si può visualizzare, modificare ed inviare la dichiarazione dei redditi 730 nel 2025?

    730 precompilato 2025 da quando è disponibile?

    Quando si può modificare il 730 precompilato 2025? A partire dal 30 Aprile 2025 sarà possibile consultare sul sito infoprecompilata il 730 precompilato 2025, ossia la dichiarazione fiscale dei redditi dell’anno di imposta 2024.

    Anche se non tutti sono obbligati ad inviare la dichiarazione dei redditi 730, noi di insindacabili, consigliamo sempre di verificare un’eventuale credito e quindi un credito irpef con la dichiarazione precompilata 2025 o con la nuovissima dichiarazione semplificata.

    Ricordiamo anche, che per chi è in possesso di due CU, ossia di più rapporti di lavoro nell’anno 2024 o due redditi derivanti da un rapporto di lavoro e da una prestazione dell’Inps, è obbligato a presentare il modello 730.

    730 2025 quali dati contiene?

    Con la precompilata sarà possibile visualizzare i dati già predisposti dall’Agenzia delle Entrate e a partire dal 15 Maggio 2025 e sino al 30 Settembre 2025 (scadenza del modello 730), si potrà accettare e modificare il 730 precompilato.

    Per accedere al 730 precompilato 2025, bisogna recarsi sul sito infoprecompilata dell’Agenzia delle Entrate e cliccare in alto a destra su accedi alla tua precompilata.

    In seguito dobbiamo inserire le nostre credenziali Spid, oppure la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi e cliccare nella sezione: la tua dichiarazione precompilata.

    Come si compila la dichiarazione precompilata 2025?

    In seguito bisogna scegliere il modello di dichiarazione fiscale tra: modello 730 – Redditi PF Web o modello Redditi PF Online.

    La tua dichiarazione precompilata
    La tua dichiarazione precompilata

    Prima di scegliere il modello fiscale 730, è importante, per tutti, inserire il proprio codice Iban nella sezione Dati dichiarante:

    Comunicare codice IBAN Agenzia delle Entrate

    In questo riquadro possiamo anche aggiornare i nostri contatti: numero di telefono ed indirizzo email e controllare come vengono destinate le nostre imposte.

    In seguito si possono visualizzare i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate sulla nostra dichiarazione nei dati di sintesi:

    I dati di sintesi della dichiarazione precompilata contengono:

    • la o le certificazione uniche 2025, riferenti ai redditi dell’anno 2024, (si possono scaricare i CU 2025 sul sito dell’Agenzia delle Entrate)
    • i familiari a carico, (il coniuge se non supera 2840,51 euro di reddito nell’anno 2024 ed i figli con un’età maggiore di 21 anni che non superano determinati limiti di reddito).
    • In seguito ci sono gli oneri e le spese che si possono dedurre o detrarre. Se c’è un X in rosso, vuol dire che quel dato è stato comunicato dalla farmacia, da una banca o da un’assicurazione, però non è stato inserito nel 730 precompilato.

    In alto, in visualizza i dati, è possibile conoscere nel dettaglio tutte le spese sostenute nell’anno 2022.

    Sei a credito o a debito sul 730: cosa significa?

    Dopo aver controllato il quadro di sintesi, è necessario scegliere la nostra dichiarazione, compilando un questionario predisposto dal Fisco. Da quest’anno è possibile selezionare la dichiarazione dei redditi in maniera semplificata.

    Questa modalità permette di consultare, modificare o integrare i dati utili per presentare la dichiarazione 730, mediante un percorso semplificato e guidato. I dati modificati e/o intergrati saranno inseriti automaticamente nel modello 730 della dichiarazione da inviare.

    Alla fine, è necessario cliccare prima su calcola, nel riquadro: Esito del calcolo del 730 precompilato e sul modello PDF nel riquadro: Visualizza il tuo 730 precompilato.

    Dall’esito del calcolo, la prima versione del nostro 730, ci dirà se siamo a credito (riceveremo un rimborso dal datore di lavoro, dall’Amministrazione o da Inps) o a debito (dobbiamo pagare altre imposte). Nell’esempio il cittadino ha un credito di 491 euro.

    In entrambi i casi, consigliamo di verificare la dichiarazione in formato pdf ed eventualmente modificarla dal 15 Maggio 2025. Solo da questa data sarà anche possibile inviarla all’Agenzia delle Entrate.

    Cosa ne pensi? Preferisci questa opzione oppure l’assistenza tramite Caf/Patronato?
    Facci sapere la tua nei commenti!

    Per tutti gli approfondimenti sul modello fiscale 730 o Unico, leggi i nostri ultimi articoli su insindacabili.it:

  • Bonus elettrodomestici 2025: come funziona e quanto si risparmia?

    Bonus elettrodomestici 2025: come funziona e quanto si risparmia?

    Il Bonus Elettrodomestici 2025 è una nuova agevolazione pensata per incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Lo scopo? Sostenere il risparmio energetico delle famiglie italiane e spingere la produzione europea. Il tutto con una formula semplice e diretta, che promette meno burocrazia e uno sconto immediato al momento dell’acquisto

    Vediamo insieme cosa sappiamo finora.

    Come funziona il Bonus Elettrodomestici 2025

    Il bonus prevede uno sconto in fattura pari al 30% del prezzo del prodotto, fino a un massimo di 100 euro. Per le famiglie con un ISEE sotto i 25.000 euro, il contributo può salire fino a 200 euro.

    Cosa si può acquistare con il bonus nel 2025?
    Il bonus riguarderà i seguenti elettrodomestici:

    • Frigoriferi
    • Congelatori
    • Lavatrici
    • Asciugatrici
    • Lavastoviglie
    • Forni
    • Piani cottura a induzione
    • altro (in via di definizione)

    L’elenco completo sarà comunque definito dal decreto attuativo, attualmente in fase di preparazione. Fino a quel momento, le categorie citate rappresentano un’indicazione generale basata sulle dichiarazioni istituzionali.

    Requisiti per accedere al Bonus Elettrodomestici 2025


    Per poter accedere allo sconto bisognerà rispettare due condizioni fondamentali:

    • L’elettrodomestico dovrà essere prodotto nell’Unione Europea
    • Bisognerà smaltire un apparecchio vecchio con una classe energetica inferiore rispetto al nuovo

    Una scelta che punta sia alla sostenibilità ambientale, sia al sostegno del comparto produttivo europeo (ma vi potranno essere alcune deroghe in tal senso).
    Tutto il processo della domanda, sarà gestito tramite la piattaforma PagoPA, accessibile con SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE). Attraverso il portale sarà possibile generare un voucher digitale, da utilizzare in negozio o online per ottenere lo sconto immediato.

    E’ importante sottolineare che al momento, non è ancora possibile richiedere il bonus. Per accedere all’incentivo servirà attendere la pubblicazione del decreto attuativo, che stabilirà nel dettaglio:

    Quando parte il bonus e quanti fondi ci sono?


    Il Bonus Elettrodomestici entrerà in vigore nel corso del 2025. La dotazione economica iniziale è di 50 milioni di euro e verrà gestita fino a esaurimento fondi. Per questo motivo, conviene muoversi per tempo non appena sarà operativa la piattaforma.

    Il Bonus Elettrodomestici 2025 rappresenta un’opportunità concreta per rinnovare casa risparmiando, puntando su prodotti più efficienti e sostenibili. La semplificazione della procedura e lo sconto diretto in cassa sono due aspetti che renderanno questo incentivo più accessibile rispetto al passato.

    Restiamo in attesa del decreto attuativo, che definirà tutti i dettagli.
    Dicci cosa ne pensi nei commenti e continua a seguirci su insindacabili.it

  • Bonus prima casa under 36 prorogato anche nel 2025

    Bonus prima casa under 36 prorogato anche nel 2025

    Cosa prevede il bonus prima casa 2025?

    Il bonus prima casa under 36, introdotto dal Decreto Sostegni-bis nel 2021, ha subito modifiche nel corso degli anni. Le agevolazioni fiscali (esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale, credito d’imposta per l’IVA e imposta sostitutiva sui mutui) sono terminate il 31 dicembre 2024. Tuttavia, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per i giovani under 36 di accedere al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa con copertura statale fino all’80% dell’importo del mutuo. ​

    A chi spettano le agevolazioni del bonus prima casa under 36?

    Dal 1° gennaio 2025, le agevolazioni fiscali non sono più disponibili. Rimane attivo l’accesso al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa per i giovani che:​
    – non hanno ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui viene stipulato l’atto di acquisto;​
    – hanno un ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro. ​

    Inoltre, la garanzia all’80% è estesa anche a:​
    – nuclei familiari monogenitoriali con figli minori conviventi;​
    – conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case

    Come funziona il bonus prima casa under 36 nel 2025?

    Nel 2025, il bonus prima casa under 36 consiste esclusivamente nell’accesso al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa, con una copertura statale fino all’80% dell’importo del mutuo. Le agevolazioni fiscali precedentemente disponibili non sono più in vigore. ​

    Quali sono le agevolazioni del bonus prima casa under 36?


    A partire dal 1° gennaio 2025, le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa da parte di giovani under 36 non sono più disponibili. Rimane attivo l’accesso al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa, che prevede una copertura statale fino all’80% dell’importo del mutuo. ​

    Quanto si risparmia con il bonus prima casa under 36 nel 2025?

    Nel 2025, i giovani under 36 con un ISEE non superiore a 40.000 euro possono beneficiare della garanzia statale fino all’80% dell’importo del mutuo per l’acquisto della prima casa. Questa garanzia può facilitare l’accesso al credito e ottenere condizioni più favorevoli, ma non comporta un risparmio diretto sulle imposte, poiché le agevolazioni fiscali non sono più in vigore. ​

    Come richiedere l’agevolazione prima casa per i giovani?

    Per accedere al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa, i giovani under 36 devono presentare la richiesta direttamente alla banca o all’intermediario finanziario presso cui intendono stipulare il mutuo. È necessario verificare che l’istituto di credito aderisca all’iniziativa e presentare la documentazione richiesta, tra cui l’ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro. ​

    Quali banche aderiscono al bonus prima casa under 36 nel 2025?

    Numerose banche aderiscono al Fondo di Garanzia per i mutui prima casa. L’elenco aggiornato degli istituti di credito aderenti è disponibile sui siti ufficiali di Consap e dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Si consiglia di consultare più banche per confrontare le condizioni offerte e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

    Resta sempre aggiornato con le news di insindacabili.it

  • Sostituto d’imposta 730 precompilata 2025: come si cambia e perché?

    Sostituto d’imposta 730 precompilata 2025: come si cambia e perché?

    Dalla fine del mese di Maggio, sarà possibile modificare ed accettare il modello 730 Precompilato (relativo ai redditi maturati nel 2024). Prima di procedere però con la modifica e l’invio della dichiarazione è necessario controllare tutte le sezioni del modello fiscale.

    Uno degli aspetti più importanti della dichiarazione dei redditi è il sostituto di imposta, ossia l’Ente o l’Azienda che provvederà ad effettuare le operazioni di conguaglio, ossia il soggetto che provvederà al pagamento del credito Irpef.

    Vediamo insieme come indicare correttamente il sostituto di imposta sul modello 730 precompilato 2025.

    Sostituto di imposta sul modello 730: di che si tratta?

    Prima di inviare il 730 precompilato 2025 è importante controllare tutti i redditi percepiti nel periodo di imposta 2024, dal primo gennaio al 31 dicembre ’23, tutte le spese sostenute, detraibili e deducibili e chi sarà l’Ente, l’Amministrazione o il datore di lavoro che pagherà l’eventuale rimborso fiscale.

    Il sostituto di imposta è “il responsabile” del pagamento delle imposte in sostituzione del contribuente. Questo ruolo è spesso ricoperto dal datore di lavoro, che trattiene le tasse direttamente dallo stipendio del lavoratore e le versa allo Stato. In questo modo, il contribuente riceve il proprio reddito netto delle tasse, semplificando il processo fiscale.
    La figura del sostituto di imposta assicura quindi che le imposte siano raccolte in modo efficiente e tempestivo.

    Quindi questo aspetto diventa fondamentale per:

    • i lavoratori dipendenti, pubblici e privati,
    • i disoccupati in Naspi, Dis-coll e per coloro che hanno percepito la disoccupazione agricola,
    • tutti i pensionati.

    Per coloro che non hanno un sostituto di imposta, cioè non hanno un datore di lavoro nei mesi di Giugno e Luglio 2025, non percepiscono la disoccupazione Naspi e Dis-coll, non sono pensionati e sono percettori della disoccupazione agricola nell’anno 2025, l’eventuale rimborso irpef sarà ottenuto direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    Quadro Sostituto d’imposta: dove si trova e come si compila?

    Dopo essere entrati nella dichiarazione precompilata 730 ed aver cliccato su modifica, bisogna premere nella sezione sostituto di imposta. Abbiamo tre opzioni:

    1. Nessun sostituto, in questo caso l’eventuale rimborso si riceverà a Dicembre dall’Agenzia delle Entrate. Mentre in caso di debito irpef, si pagheranno le imposte con i modelli F24.
    Modello 730 Senza sostituto di imposta

    2. Nuovo sostituto, se il sostituto di imposta è variato rispetto all’anno precedente. In questo caso bisogna indicare il codice fiscale dell’azienda (partita iva) o del datore di lavoro, il Cognome e Nome se il datore di lavoro è una persona fisica (come una ditta individuale), la denominazione dell’azienda, il codice Sede ed in seguito bisogna cliccare su salva. Questi dati sono riportati sulla busta paga o sul CU consegnato dal nuovo datore di lavoro.

    Nuovo sostituto di imposta 730 precompilato

    3. La terza opzione è quella di confermare il datore di lavoro dell’anno precedente, sempre se il lavoratore continuerà il rapporto di lavoro, per lo meno, nei mesi di Giugno e Luglio 2025.

    Scegli uno dei seguenti sostituti

    Quando il Sostituto d’imposta è l’INPS, come nel caso dei cittadini in Disoccupazione Naspi o Dis-Coll (giusto per citare solo alcuni esempi) il numero da indicare nel quadro corrispondente è il seguente: 80078750587

    Sostituto d’imposta 730 per docenti scolastici

    Quale sostituto devono indicare gli insegnati supplenti? Il docente, con un contratto in scadenza il 30 Giungo 2025, dopo l’elaborazione del modello 730, se deve pagare maggiori imposte, può presentare il modello 730 senza sostituto e verserà le somme, in 6 scadenze, con il modello F24.

    Al contrario chi ha un credito irpef e quindi un rimborso fiscale, potrà recuperarli nella busta paga della scuola, indicando come sostituto d’imposta DAG-DSII o su quello indicato sul Cu di Noipa (attenzione alla denominazione).

    In questo caso, le operazioni di conguaglio del credito IRPEF saranno effettuate con un’emissione speciale (una busta paga straordinaria nel mese di Luglio 2025)

    Cosa ne pensi?
    Avevi mai sentito parlare prima del “Sostituto d’Imposta”?
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    Le ultime notizie pubblicate online su insindacabili:

  • Come fare l’Isee 2025 online senza CAF?

    Come fare l’Isee 2025 online senza CAF?

    Isee 2025 precompilato: istruzioni e come farlo online Gratis

    Come presentare l’Isee 2025 online senza l’aiuto del CAF? Come farlo in maniera gratuita?
    Le lunghe file agli sportelli, i tempi di attesa ed i costi, a volte scoraggiano gli utenti ad inviare l’Isee tramite il centro di assistenza fiscale.

    L’Inps ha predisposto un servizio online: Isee post riforma 2015, per la compilazione autonoma del modello Isee.
    E’ possibile accedere a questo servizio, con lo Spid, con la Carta di identità elettronica oppure mediante la carta nazionale dei servizi.

    Rinnovo Isee 2025: istruzione e come farlo online

    Il modello Isee è una dichiarazione fiscale, che attesta la situazione economica di un nucleo familiare, in relazione ai redditi, al patrimonio mobiliare ed immobiliare ed al numero dei componenti dello stesso.

    L’isee 2025 è fondamentale per aggiornare tutte le prestazioni a sostengo del reddito dell’Inps, come l’assegno di inclusione, la pensione di cittadinanza, la carta acquisti, l’assegno unico 2025 e tanti altri bonus.

    Per compilare la dichiarazione ISEE, senza il supporto del Caf, bisogna accedere al servizio online: Isee post riforma 2015. Questo servizio è differente dal modello precompilato dell’Inps, in quanto i dati devono essere inseriti direttamente dal cittadino.

    Isee Post riforma 2015
    Isee Post riforma 2015

    In seguito, bisogna cliccare su Inizia acquisizione ed inserire il codice fiscale, lo Spid, la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi del richiedente del modello Isee 2025.

    Inizio acquisizione modello Isee online 2023
    Inizio acquisizione modello Isee online 2025

    Al passaggio successivo, bisogna cliccare sul quadratino dell’informativa sul trattamento di dati personali e premere su inizia acquisizione.

    Selezione dichiarante modello Isee online 2023
    Selezione dichiarante modello Isee online 2025

    E’ possibile selezionare una dichiarazione Isee MINI o integrale.
    In seguito bisogna cliccare su compila la DSU Mini o compila la DSU integrale.

    Selezione Isee 2023 da compilare
    Selezione Isee 2025 da compilare

    Se si vogliono copiare i dati del nucleo familiare della DSU in corso di validità più recente, bisogna cliccare sul quadratino in basso, sotto la dicitura Nucleo familiare.

    A questo punto si può iniziare la compilazione, dopo aver letto le prestazioni che si possono richiedere con la DSU Mini.

    Prestazione di interesse Isee online 2023
    Prestazione di interesse Isee online 2025

    E’ importante cliccare su si, conferma operazione.

    Conferma operazione Isee 2023
    Conferma operazione Isee 2025

    In questo riquadro bisogna inserire i dati di ogni singolo nucleo familiare residente e cliccare su azioni, per compilare i riquadri o aggiungi un componente, per inserire un nuovo componente familiare.

    Composizione nucleo familiare ai fine Isee 2023 online
    Composizione nucleo familiare ai fine Isee 2025 online

    In questa nuova sezione, cliccando su aggiungi un componente, dobbiamo inserire i dati del coniuge, dei figli o degli altri familiari. Se un componente è minorenne e non ha redditi, patrimoni o trattamenti, bisogna cliccare sul quadratino in basso.

    Ad esempio è il caso dei figli minori senza alcun libretto o buoni fruttiferi. In seguito bisogna cliccare su continua.

    Nucleo familiare del richiedente Isee 2023
    Nucleo familiare del richiedente Isee 2025

    Cliccando su continua bisogna premere sul quadratino seleziona la casella e compila i campi sottostanti, solo se la residenza è diversa da quella della casa di abitazione presente nel quadro B.

    Dati residenza Isee online 2023
    Dati residenza Isee online 2025

    In seguito bisogna selezionare l’attività lavorativa per ogni singolo componente familiare. Ad esempio lavoratore dipendente a tempo indeterminato, cliccando sul pulsante applica, salvare ed andare avanti con la procedura.

    Attività lavorativa Isee online 2023
    Attività lavorativa Isee online 2025

    In questo riquadro bisogna indicare il reddito patrimoniale, ossia il saldo e la giacenza media dei conti correnti , delle carte prepagate con codice Iban e dei libretti al 31 Dicembre 2023. Bisogna scegliere una delle due opzioni.

    Patrimonio mobiliare ai fine Isee 2023
    Patrimonio mobiliare ai fine Isee 2025

    Per inserire un nuovo patrimonio mobiliare, si deve cliccare sulla seconda opzione del pallino precedente e premere su applica. Il sistema ci darà la possibilità di inserire:

    • il tipo di rapporto: conto corrente, libretto, carta prepagata,
    • l’identificato del rapporto: numero del conto corrente o il codice Iban,
    • il saldo al 31 dicembre 2023 del conto corrente o di altro rapporto finanziario,
    • la giacenze medie al 31 dicembre 2023 del conto corrente o di altro rapporto finanziario,
    • il codice fiscale dell’operatore finanziario: codice fiscale o partita iva della posta o dell’Istituto bancario,
    • la data di inizio o di fine se il conto è stato aperto o chiuso nell’anno 2023.

    In seguito bisogna cliccare su salva.

    Nuovo patrimonio mobiliare ai fine Isee 2023
    Nuovo patrimonio mobiliare ai fine Isee 2025

    Nel menu a sinistra seleziona altro patrimonio mobiliare per indicare il valore delle polizze vita assicurative, i buoni fruttiferi, le azioni o i fondi o il patrimonio netto dell’impresa individuale al 31 Dicembre 2023. In seguito bisogna cliccare su salva.

    Altre forme di patrimonio mobiliare
    Altre forme di patrimonio mobiliare

    Nella sezione nuovo patrimonio immobiliare, bisogna indicare i fabbricati o i terreni al 31 dicembre 2023:

    • il tipo di patrimonio: terreno o fabbricato,
    • la provincia o lo Stato estero dove è situato il terreno o l’immobile,
    • il Comune,
    • la quota posseduta per ogni singolo componente,
    • il valore dell’IMU relativo alla quota posseduta,
    • il capitale residuo del mutuo al 31 dicembre 2023.

    Bisogna cliccare sul quadratino in basso, se l’immobile è dichiarato come casa di abitazione del nucleo familiare.

    Nuovo patrimonio immobiliare ai fine Isee 2023
    Nuovo patrimonio immobiliare ai fine Isee 2025

    In questo campo bisogna indicare particolari redditi. I redditi erogati dal datore di lavoro e certificati dalla CU (certificazione unica) oppure dall’Inps o già indicati sulla dichiarazione dei redditi 730 o Unico, NON bisogna inserirli in questa sezione.

    ATTENZIONE: Si ricorda di inserire in questa sezione soli i redditi non rilevati dall’Agenzia delle entrate attraverso la dichiarazione 730 o Unico in quanto:

    ✓ componente familiare esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e privo della Certificazione Unica;
    ✓ componente rientrante in una situazione di sospensione degli adempimenti tributari a causa di eventi eccezionali;
    ✓ Mancata presentazione della dichiarazione dei redditi pur essendone obbligato;
    ✓ Assenza redditi nel periodo d’imposta interessato

    Redditi da dichiarare ai fine Isee 2023
    Redditi da dichiarare ai fine Isee 2025

    In questo riquadro bisogna inserire gli assegni periodici corrisposti al coniuge ed ai figli.

    Assegni periodici del coniuge e dei figli Isee 2023
    Assegni periodici del coniuge e dei figli Isee 2025

    In seguito bisogna cliccare sul pulsante “torna sulla dichiarazione” sul menu a sinistra e compilare i riquadri precedenti per ogni singolo familiare.

    Infine, nel modello Base ordinario bisogna indicare i dati dell’abitazione del nucleo familiare e cliccare in altre informazioni del nucleo, in caso di famiglia con figli minori.

    Modello Base Isee online 2023
    Modello Base Isee online 2025

    Nel riquadro abitazione del nucleo familiare bisogna inserire:

    • l’indirizzo di residenza,
    • il cap, la provincia, il Comune,
    • il tipo di abitazione: di proprietà, in affitto o altro (contratto di comodato d’uso gratuito o contratto di affitto non registrato.

    Infine per i coniugi con diversa residenza, bisogna selezionare quale residenza familiare si intende dichiarare sul modello Isee: del Dichiarante o del Coniuge.

    Abitazione del Nucleo familiare Isee online 2023
    Abitazione del Nucleo familiare Isee online 2025

    Se ci sono altre informazioni da indicare, bisogna compilare il modello Isee integrale. Infine per inviare la DSU MINI bisogna cliccare su sottoscrizione della DSU ed indicare:

    • il luogo di sottoscrizione,
    • eventuali note,
    • se la dichiarazione è stata resa nell’interesse o in nome e per conto di altri (ad esempio da tutore o amministratore di sostegno),
    • l’eventuale pec (posta elettronica certificata) per ricevere l’attestazione Isee.

    Infine bisogna cliccare su accetta e sottoscrivi.

    L’Inps rilascerà l’attestazione Isee 2025 entro massimo 10/15 giorni dalla sua presentazione.

    Sottoscrizione Dichiarazione Isee 2022
    Sottoscrizione Dichiarazione Isee 2025
    Accetta e sottoscrivi dichiarazione Isee 2023
    Accetta e sottoscrivi dichiarazione Isee 2025

    Quando rinnovare bisogna rinnovare l’Isee 2025?

    L’isee si può rinnovare dal primo mese dell’anno (ma anche ad anno in corso) ed ha validità sino al 31 Dicembre dello stesso anno. Tutti i beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito dell’Inps, devono aggiornare il modello Isee, per continuare a ricevere i pagamenti correttamente.

    Il cittadino, prima dell’invio del modello Isee online Inps, potrebbe anche calcolare il suo valore Isee, attraverso il simulatore dell’Inps.

    Dopo il rilascio del modello Isee MINI o integrale, se la situazione reddituale è cambiata, sarà possibile presentare un ISEE corrente, prendendo come riferimento il reddito degli ultimi 12 o due mesi ed il saldo e la giacenza media dell’anno 2023.

    Gli ultimi articoli pubblicati sul nostro sito:

  • Calendario Scadenze Fiscali Aprile 2025: ecco tutte le date previste

    Calendario Scadenze Fiscali Aprile 2025: ecco tutte le date previste

    Quali sono le scadenze fiscali a Aprile 2025?

    Quali sono le principali Scadenze fiscali e previdenziali previste nel quarto mese del 2025? Conoscere il calendario delle scadenze Fiscali di Aprile 2025 è importantissimo per adempiere a tutti gli obblighi previsti della Legge.

    In questo articolo, ti indicheremo le principali scadenze per cittadini, imprese e professionisti nel mese di Aprile 2025.

    Scadenze a Aprile 2025: ecco tutte le date

    • 1 Aprile 2025: possibilità di presentare il nuovo Isee corrente, con valori patrimoniali anno precedente.
    • 10 Aprile 2025: Scadenza contributi dei lavoratori domestici primo trimestre 2025.
    • 10 Aprile 2025: Scadenza per l’iscrizione nell’elenco dei beneficiari del 5 per mille.
    • 16 Aprile 2025: versamento dei contributi Inps, delle imposte irpef dei lavoratori dipendenti da parte dell’impresa.
    • Entro il 25 Aprile 2025: scadenza Intrastat per le imprese soggette alla comunicazione mensile.
    • 30 Aprile 2025: dichiarazione Iva annuale ultima scadenza.
    • 30 Aprile 2025: Messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate della dichiarazione 730 precompilata 2025 (salvo proroghe), sia per le persone fisiche e sia per i titolari della partita iva.
    • 30 Aprile 2025: Approvazione dei bilanci societari

    Tutte le altre scadenze Fiscali previste nel 2025

    Il 2025 con i suoi 365 giorni, si prospetta un anno denso di scadenze fiscali e previdenziali, per saperne di più puoi consultare il calendario delle scadenze dell’Agenzia delle Entrate. Ogni mese ci sono molte scadenze sia per le aziende che per le persone fisiche.

    Per ulteriori dettagli su assegno di inclusione, pensioni, bonus INPS e dichiarazioni 730, puoi leggere i nostri articoli su insindacabili.it.

  • Chi deve fare l’ISEE nel 2025? A cosa serve?

    Chi deve fare l’ISEE nel 2025? A cosa serve?

    Chi deve presentare ISEE nel 2025?

    Cos’è il modello Isee e perché è così importante nel 2025? L’Isee è una dichiarazione importantissima per richiedere e rinnovare diversi aiuti economiche dello Stato.

    La dichiarazione sostitutiva Unica Isee è in vigore dal 1998, è una vera e propria dichiarazione, che inquadra la situazione economica familiare in base al numero dei componenti familiari ed alla condizione di disabilità del nucleo.

    Tutti i contribuenti che hanno un reddito, anche medio-alto, dovrebbero richiedere o aggiornare ogni anno il modello Isee, per ottenere l’assegno universale per i figli minori di 21 anni, la carta dedicata a te e rinnovare l’Assegno di inclusione.

    La nuova manovra finanziaria 2025 esclude dal calcolo l’Isee, gli importi percepiti nell’anno 2023 come assegno unico solo per alcune prestazioni Inps. (Carta nuovi nati e Bonus asilo nido.
    Inoltre esclude (con alcuni limiti) Titoli di Stato, Libretti Postali e Buoni Fruttiferi.

    A cosa serve l’ISEE nel 2025?

    La dichiarazione Isee 2025 è un modello fiscale, con una responsabilità civile e penale del richiedente, rilasciato dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate, costituito da due modelli:

    1. l’attestazione Isee 2025, dove è indicato il valore della situazione economica ISEE, il patrimonio mobiliare ed immobiliare al 31 dicembre 2023, la somma dei redditi del nucleo familiare (al netto della franchigia prevista) dell’anno 2023, la detrazione per il canone annuale pagato per l’affitto. L’attestazione Isee è importante per verificare i requisiti dei diversi bonus e sussidi economici, come il reddito e la pensione di cittadinanza,
    2. Dichiarazione DSU, dove sono riportati tutti i dati per elaborare il valore della situazione economica.

    E’ necessario presentare il modello ISEE, quando è richiesto da ogni singola agevolazione economica o contributo economico dello Stato.

    Ad esempio, è importantissimo rinnovare la dichiarazione ISEE 2025 ad inizio anno, per ricevere correttamente:

    • la nuova misura Assegno di inclusione, il primo pagamento di Gennaio 2025 avverrà in base all’Isee 2025;
    • assegno unico universale 2025 per rinnovarlo o per presentarlo per la prima volta,
    • la nuova misura supporto per la formazione e lavoro,
    • la Carta risparmio spesa o carta dedicata a te,
    • La carta dei nuovi nati di 1000 euro,
    • l’Isee universitario 2025 per la riduzione delle tasse universitarie;
    • la carta acquisiti per minori di tre anni e per i cittadini maggiori di 65 anni;
    • l’assegno di maternità del Comune, nel caso di nascita di un bebè;
    • il bonus luce, gas e acqua, corrisposto, come dal 2021 in maniera automatica, dopo la presentazione dell’Isee;
    • diverse agevolazioni delle Regioni;
    • aiuti dai servizi sociali del Comune;
    • home care Inps o bonus Caregiver.

    Quale saldo e giacenza per Isee 2025?

    Il cittadino, tramite l’Isee online precompilato, potrà visualizzare il:

    1. Saldo e le giacenze medie dei depositi bancari o postali, in possesso dei componenti del nucleo familiare dell’anno 2023, che saranno sicuramente pronti alle posta dopo il 15 Gennaio 2025; per i saldi e le giacenze medie degli Istituti bancari bisognerà controllare l’ultimo estratto conto del quarto trimestre della banca;
    2. i redditi della famiglia degli ultimi due anni, (anno 2023).

    Dal 2025, a differenza dell’anno 2024, si prenderanno come riferimento i redditi ed i saldi e le giacenze medie dei componenti familiari dell’anno 2023

    Potranno compilare la dichiarazione Isee precompilata 2025, le famiglie che possono indicare per ciascun componente familiare:

    1. l’importo del rigo differenza, evidenziato nel prospetto 730-3 della dichiarazione dei redditi 730 o del quadro RN del modello ex unico dei due anni precedenti (2023) o l’assenza di dichiarazioni,
    2. il valore del patrimonio mobiliare (conti correnti ed altri depositi) di ogni singolo componente familiare sotto la soglia di 10.000 euro o l’assenza di tali rapporti,
    3. se il valore del patrimonio mobiliare di ogni singolo componente supera 10.000 euro, bisogna indicare il valore del saldo contabile al 31 dicembre dell’anno precedente dei conti correnti bancari o postali o il valore di una delle altre forme di patrimonio mobiliare possedute dai familiari.

    Che documenti servono per fare l’Isee 2025?

    I documenti necessari per elaborare la dichiarazione Isee 2025 sono:

    1. dati anagrafici dei componenti familiari (Cognome, Nome, Codice fiscale e residenza, rapporto di parentela con il richiedente) residenti, al momento della presentazione del modello Isee;
    2. l’eventuale disabilità media o grave dei componenti familiari, attestata dal verbale della commissione medica invalidi civili (con l’indicazione di questo dato il valore Isee va a diminuire),
    3. i dati della casa di abitazione principale (Dati catastali, residenza e percentuale di possesso) ed i dati degli eventuali immobili all’estero o i dati della registrazione del contratto di affitto, ed il saldo del mutuo al 31 dicembre 2023;
    4. i redditi irpef 2023 non certificati dal CU (ex Cud) o dalla dichiarazione dei redditi,
    5. i redditi 2023 soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di acconto d’imposta,
    6. i proventi delle attività agricole 2023,
    7. gli assegni dei genitori 2023, separati o conviventi con l’altro genitore non coniugati, per il mantenimento dei figli,
    8. i redditi 2023 dichiarati all’estero per gli iscritti all’Aire,
    9. le prestazioni assistenziali diverse da quelle erogate dall’Inps ed i ricoveri degli anziani,
    10. l’importo degli assegni periodi corrisposti al coniuge,
    11. targhe degli autoveicoli e motocicli da 500cc e navi ed imbarcazioni da diporto,
    12. partecipazioni in società nell’anno 2023.

    Come ottenere l’Isee 2025?

    E’ possibile compilare l’Isee ordinario 2025, l’Isee corrente (dopo la presentazione dell’Isee ordinario), oppure l’Isee precompilato, universitario e per minorenni:

    Il modello Isee 2025, ha una validità di un anno: dal 1° gennaio 2025 e sino al 31 Dicembre 2025 (art. 7 del decreto legge 3 settembre 2019 n. 101). E’ importante rinnovare il modello Isee 2025, senza errori o omissioni, per aver diritto a diverse prestazione Inps e per ricevere le ricariche del nuovo assegno di inclusione a partire da Febbraio 2025.

    Dopo l’isee ordinario 2025, è possibile compilare un Isee corrente 2025 (a pagamento dai Caf), per attestare la situazione reddituale corrente degli ultimi 2 o 12 mesi, soprattutto per chi si trova in una situazione economica diversa rispetto al 2024.

    Invece dal 1° aprile 2025 sarà possibile presentare un nuovo modello Isee corrente 2025.

    Leggi gli ultimi articoli pubblicati sul nostro portale:

  • Bonus Tari 2025: sconto sulla tassa rifiuti per le famiglie in difficoltà

    Bonus Tari 2025: sconto sulla tassa rifiuti per le famiglie in difficoltà

    Bonus TARI 2025: uno sconto sulla tassa rifiuti per le famiglie in difficoltà

    La TARI è la tassa comunale che serve a coprire i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani, del tuo Comune. Ogni anno pesa sul bilancio familiare, ma c’è una buona notizia: il Governo Meloni ha introdotto il Bonus TARI 2025, una misura pensata per aiutare le famiglie economicamente più fragili con uno sconto sulla bolletta.

    Chi può ottenere il Bonus TARI 2025?

    Lo sconto previsto è del 25% sull’importo totale della TARI e spetta alle famiglie che rientrano in determinati requisiti economici:

    • ISEE fino a 9.530 euro → Se il tuo nucleo familiare ha un ISEE che non supera questa soglia, hai diritto allo sconto.
    • ISEE fino a 20.000 euro con almeno quattro figli a carico → Se la tua famiglia è numerosa e rispetta questo limite, puoi usufruire del bonus.

    Come funziona?

    La novità più interessante del Bonus TARI 2025 è che non serve fare domanda! Grazie alla collaborazione tra INPS e ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), i dati ISEE vengono trasmessi direttamente ai Comuni. Questo significa che, se rientri nei requisiti, lo sconto ti sarà applicato in automatico.

    Quando sarà attivo il bonus?

    Secondo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 24 del 21 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo 2025, il Bonus TARI 2025 entrerà ufficialmente in vigore il 28 marzo 2025. Tuttavia, bisognerà attendere ancora un po’ affinché tutto diventi operativo: ARERA dovrà definire i provvedimenti attuativi, previsti entro quattro mesi dall’entrata in vigore del decreto.

    Cosa bisogna fare per ottenere il bonus?

    Anche se il bonus viene assegnato automaticamente, è importante avere un ISEE aggiornato e valido. Il consiglio è di verificare la propria situazione e assicurarsi che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sia stata presentata correttamente. Solo così si potrà rientrare nella lista dei beneficiari.

    Il Bonus TARI 2025 rappresenta un passo avanti per sostenere chi è in difficoltà, riducendo il peso della tassa rifiuti senza burocrazia aggiuntiva. Un’iniziativa che renderà l’accesso agli aiuti più semplice e veloce.

    Per aggiornamenti e dettagli, il consiglio è di controllare il sito del proprio Comune o i portali ufficiali delle istituzioni.

    Leggi i nostri ultimi articoli per essere sempre aggiornato sulle novità fiscali e previdenziali:

  • Dove vedere il CUD della NASpI 2025?

    Dove vedere il CUD della NASpI 2025?

    Certificazione Unica 2025 Inps Disoccupazione Naspi

    Chi percepisce la Naspi deve scaricare una Certificazione INPS? Ebbene sì e dal 14 Marzo 2025 è possibile scaricare il CUD 2025 dei dei disoccupati in Naspi, riferito agli accrediti ricevuti dall’Ente previdenziale nel 2024.

    Per visualizzare online il Cu 2025 Naspi, bisogna essere in possesso dello Spid, della carta di identità elettronica (con i codici Pin consegnati dal Comune), della Carta Nazionale dei Servizi oppure puoi rivolgerti ad un patronato o ad un Caf.

    La CU 2025 Inps è indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi o per ricevere un prestito personale dagli istituti bancari o postali.

    Come scaricare il CUD disoccupazione 2025 con SPID?

    La certificazione unica 2025 Naspi è online dal 14 marzo 2025. Per scaricare la CU 2025 della Disoccupazione dell’anno precedente, bisogna recarsi sul sito dell’Inps: www.inps.it e scrivere nella barra cerchi servizi: Certificazione Unica 2025. In seguito bisogna cliccare sul servizio Certificazione Unica 2025 del Cittadino.

    A questo punto si potrà visualizzare la Certificazione Unica INPS 2025 Naspi Inps, riferita ai redditi dell’anno precedente.

    Inoltre è possibile scaricare il Cu Inps dall’App Inps mobile, cliccando sul servizio Certificazione Unica.

    Certificazione Unica online da APP Inps mobile
    Certificazione Unica online da APP Inps mobile

    In alternativa è possibile richiedere la certificazione unica Inps:

    • contattando i numeri verdi Inps,
    • inviando una pec all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it, allegando copia del documento di identità e codice fiscale,
    • contattando il numero verde 800434320, per riceverlo al proprio domicilio;
    • inviando una mail all’indirizzo richiestacertificazioneunica@inps.it, per gli eredi ed i soggetti non titolari;
    • contattando il numero 0039-06164164, per i disoccupati residenti all’estero.

    CU Naspi Inps 2025: come recuperare i vecchi cud?

    Per recuperare i CU Inps online degli anni precedenti, bisogna entrare sul servizio del cittadino: Fascicolo previdenziale del cittadino.
    A questo punto bisogna inserire le credenziali Inps (spid, carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi) e cliccare poi su Modelli e compariranno diverse schermate in relazione agli anni di riferimento della ricerca effettuata.

    Ora cliccando su Certificazione Unica puoi recuperare il Cud Inps degli ultimi anni (il pagamento della Naspi potrebbe essere avvenuto a cavallo di 2/3 anni).

    Quali dati visualizzare nella CU Inps della Naspi?

    Nella Certificazione Unica 2025 Inps dei disoccupati, è indicato l’ammontare della Naspi percepita nell’anno 2024.

    Certificazione Unica Inps 2024 pensionati

    Il reddito derivante dalla Disoccupazione INPS nell’anno precedente.

    Nel seguente riquadro sono riportate:

    • le ritenute irpef,
    • le addizionali regionali e comunali irpef,
    • gli acconti dell’addizionale comunale irpef.
    Ritenute Cu Inps Pensionati 2024

    Nel quadro delle detrazioni e crediti, è indicato l’imposta lorda 1.723,59 (7493,85*23%)

    E’ importante controllare la sezione delle annotazioni della certificazione Unica Inps, in quanto ci potrebbero essere delle indicazioni importanti per la dichiarazione dei redditi 2025.

    Leggi gli ultimi articoli pubblicati su insindacabili.it

  • Cud pensionati 2025 dal 14 Marzo: come scaricarla dal sito Inps?

    Cud pensionati 2025 dal 14 Marzo: come scaricarla dal sito Inps?

    Certificazione Unica 2025 Inps Pensionati

    Certificazione Unica 2025 Inps per i pensionati Inps ed ex-Inpdap: come fare per visualizzarla, scaricarla e stamparla? Dal 14 Marzo 2025 è possibile scaricare la certificazione unica 2025 dei pensionati Inps ed ex-Inpdap, riferita ai trattamenti pensionistici percepiti nell’anno 2024.

    Per visualizzare online il Cu 2025 pensionati, bisogna essere in possesso dello Spid, della carta di identità elettronica (con i codici Pin consegnati dal Comune), della Carta Nazionale dei Servizi oppure puoi rivolgerti ad un patronato o ad un Caf.

    Il Cud 2025 Inps è indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi o per ricevere un prestito personale dagli istituti bancari o postali.

    Cud Inps 2025 Pensionati: come fare?

    La certificazione unica 2025 Pensionati, è online dal 14 marzo 2025. Per scaricare la CU 2025 della pensione dell’anno 2024, bisogna recarsi sul sito dell’Inps: www.inps.it e scrivere nella barra cerchi servizi: Certificazione Unica 2025. In seguito bisogna cliccare sul servizio Certificazione Unica 2025 del Cittadino.

    A questo punto si potrà visualizzare la Certificazione Unica INPS 2025 dei pensionati, riferita ai redditi dell’anno precedente.

    Inoltre è possibile scaricare il Cu Inps dall’App Inps mobile, cliccando sul servizio Certificazione Unica.

    Certificazione Unica online da APP Inps mobile
    Certificazione Unica online da APP Inps mobile

    In alternativa è possibile richiedere la certificazione unica Inps:

    • contattando i numeri verdi Inps,
    • inviando una pec all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it, allegando copia del documento di identità e codice fiscale,
    • contattando il numero verde 800434320, per riceverlo al proprio domicilio;
    • inviando una mail all’indirizzo richiestacertificazioneunica@inps.it, per gli eredi ed i soggetti non titolari;
    • contattando il numero 0039-06164164, per i pensionati residenti all’estero.

    CU Pensionati Inps 2025: come recuperare i vecchi cud?

    Per recuperare i CU Inps online degli anni precedenti, bisogna entrare sul servizio del cittadino: Fascicolo previdenziale del cittadino.
    A questo punto bisogna inserire le credenziali Inps (spid, carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi) e cliccare poi su Modelli e compariranno diverse schermate in relazione agli anni di riferimento della ricerca effettuata.

    Ora cliccando su Certificazione Unica puoi recuperare il Cud Inps della Pensione negli ultimi anni.

    Quali dati visualizzare nella CU Inps della pensione?

    Nella Certificazione Unica 2025 Inps dei pensionati, è indicato l’ammontare della pensione percepita nell’anno 2024.

    Certificazione Unica Inps 2024 pensionati

    Il reddito da pensione, dell’anno di imposta 2024, percepito dall’Inps, è indicato nel quadro Dati fiscali – sezione 3: reddito di pensione.

    Nell’esempio seguente , è riportato il Cu Inps di un pensionato, che ha percepito una pensione minima dall’Inps di euro 7.493,85. I giorni di detrazione sono 365, ossia per tutto l’anno.

    Dati fiscali CU Inps pensionati 2024

    Nel seguente riquadro sono riportate:

    • le ritenute irpef,
    • le addizionali regionali e comunali irpef,
    • gli acconti dell’addizionale comunale irpef.
    Ritenute Cu Inps Pensionati 2024

    Nel quadro delle detrazioni e crediti, è indicato l’imposta lorda 1.723,59 (7493,85*23%), che viene interamente abbattuta dalle detrazioni di pensione di 1955 euro.

    Nel Cu Inps dei pensionati sono riportati anche gli eventuali redditi esenti, come le pensioni di invalidità civili e di accompagnamento.

    Infine è importante controllare la sezione delle annotazioni della certificazione Unica Inps, in quanto ci potrebbero essere delle indicazioni importanti per la dichiarazione dei redditi 2025.

    Leggi gli ultimi articoli pubblicati su insindacabili.it

  • ISEE 2025 e Titoli di Stato esclusi dal Calcolo

    ISEE 2025 e Titoli di Stato esclusi dal Calcolo

    Da Aprile 2025 i Titoli di Stato vengono esclusi dal Calcolo

    Buonissime Notizie in arrivo per i possessori di Titoli di Stato, Buoni fruttiferi e libretti di Risparmio Postali: a partire dal mese di Aprile 2025, tutti gli importi sino a 50Mila euro non saranno computati per il calcolo della Certificazione ISEE.

    Cosa sono i Titoli di Stato, Buoni fruttiferi e Libretti Risparmio?

    I titoli di Stato sono come un prestito che fai al governo: tu metti i tuoi soldi, loro li usano e poi te li restituiscono con un piccolo interesse. Sono considerati sicuri perché lo Stato è un debitore affidabile, anche se il guadagno non è altissimo. I buoni fruttiferi postali, invece, sono un modo per risparmiare con Poste Italiane. Funzionano un po’ come i titoli di Stato, ma sono ancora più semplici da usare e spesso hanno tassi di interesse che cambiano nel tempo.

    Entrambi questi strumenti, titoli di stato e buoni fruttiferi, hanno la caratteristica di essere esclusi dal calcolo dell’ISEE, fino ad un massimo di 50.000 euro.
    Infine, i libretti di risparmio postale sono come un conto in banca, ma offerto dalle Poste. Puoi metterci dentro del denaro e prelevarli quando vuoi, ma gli interessi sono molto bassi. Sono perfetti se vuoi tenere i tuoi risparmi al sicuro e averli sempre a portata di mano

    Titoli di Stato esclusi da Calcolo ISEE: il Comunicato INPS

    Di seguito riportiamo per intero la nota INPS del 5 Marzo 2025 che parla dell’esclusione tanto attesa dei Titoli di Stato dal calcolo dell’ISEE 2025:

    “Da aprile i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e i libretti di risparmio postale sono esclusi dal calcolo dell’ISEE, per un importo massimo di 50.000 euro per nucleo familiare. È quanto prevede l’articolo 1, comma 1, lettera d), numero 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2025, n. 13, entrato in vigore il 5 marzo 2025, che recepisce l’articolo 1, comma 183, della legge di bilancio 2024.

    Il nuovo modello della Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) sarà disponibile da aprile e, comunque, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del dpcm n. 13/2025.
    Per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, le DSU già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza, ferma restando la facoltà di richiedere una nuova attestazione ISEE calcolata secondo la recente normativa.”

    L’ISEE, o Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è un documento che serve a misurare la situazione economica di un nucleo familiare. Viene utilizzato per accedere a prestazioni sociali agevolate, come bonus, contributi e agevolazioni su servizi pubblici, garantendo che il sostegno sia indirizzato a chi ne ha più bisogno.

    Aggiornamento: la misura entra in vigore dal 3 Aprile 2025.

    Ultime Notizie e Aggiornamenti su Bonus, Pensioni e tanto altro:

  • Come recuperare il CUD 2025 dall’Agenzia delle Entrate?

    Come recuperare il CUD 2025 dall’Agenzia delle Entrate?

    Certificazione Unica online 2025: come recuperarla?

    CUD da Agenzia delle Entrate nel 2025: cosa c’è da sapere? Dalla seconda metà del mese di Marzo 2025, tutti i datori dovrebbero consegnare ai propri dipendenti, il modello Cu 2025, dove sono indicati i redditi corrisposti nell’anno di imposta 2024, le imposte irpef e l’importo del trattamento integrativo pagato.

    Cosa succede se il datore di lavoro non consegna la Certificazione Unica? Come si può scaricare il Cud o i diversi Cu direttamente online, dal sito dell’Agenzia delle Entrate?

    Dalla fine del mese di Aprile, sarà possibile visualizzare tutti i Cu sul sito dell’Agenzia delle entrate.

    Dove posso recuperare il mio Cud 2025?

    La certificazione unica, ex modello Cud, è un documento fiscale importantissimo, per la compilazione della dichiarazione dei redditi 730 o modello dei redditi delle persone fisiche, anche se i dati sono già indicati sulla dichiarazione precompilata.

    La certificazione unica dei redditi 2025, deve essere rilasciata entro la fine di Marzo 2025 dal:

    • datore di lavoro o dall’ufficio responsabile delle risorse umane, ai lavoratori (comprese le colf e badanti) che hanno svolto una prestazione lavorativa dal 1° gennaio 2024 al 31 Dicembre 2024, anche per una solo giorno;
    • da NoiPa, ai dipendenti della Pubblica amministrazione,
    • dall’Inps, ai pensionati, ai disoccupati percettori di Naspi e Dis-Coll, ai dipendenti sospesi in cassa integrazione o mobilità;
    • dall’Inail, ai lavoratori che sono stati indennizzati, a seguito di infortunio sul lavoro.

    Se il datore di lavoro non consegna il CUD 2025, non si deve perdere altro tempo prezioso e provvedere a scaricare tutti i Cud direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Questo è possibile, solo se il Consulente dell’azienda ha trasmesso i dati del CU all’Agenzia delle Entrate.

    Come scaricare il Cud 2025 online?

    Per recuperare il Cu 2025 dal sito dell’Agenzia delle Entrate, senza fare nessuna fila all’ufficio o tempestare il datore di lavoro di chiamate o mail, è necessario recarsi sul sito: https://www.agenziaentrate.gov.it. In seguito bisogna cliccare sull’area riservata, in alto a destra e su Accedi alla nuova area riservata:

    Accedi all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate
    Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

    In questo sezione bisogna inserire le credenziali di accesso. Dal 1 ottobre 2021 è possibile accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate solo con le credenziali Spid, oppure con la Carta di identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

    Come si accede all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

    Dopo essere entrati nell’area personale, bisogna cliccare nel menu in alto in servizi e scrivere nella barra cerchi servizi: Cassetto fiscale.

    Doppiamo cliccare su vai a Consultazioni.

    Ed in seguito cliccando in dichiarazioni fiscali – Certificazione unica, visualizzerai, prima dell’invio della dichiarazione dei redditi, la certificazione unica con annualità disponibile 2025 redditi dell’anno 2024. (esempio qui in basso)

    Certificazione Unica dei redditi 2024 Agenzia delle Entrate

    All’interno del cassetto fiscale è possibile anche scaricare i modelli 730 o modelli Redditi Unico Persone fisiche, inviati all’Agenzia delle Entrate degli anni precedenti.

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  • Calendario Scadenze Fiscali Marzo 2025: ecco tutte le date previste

    Calendario Scadenze Fiscali Marzo 2025: ecco tutte le date previste

    Quali sono le scadenze fiscali a Marzo 2025?

    Quali sono le principali Scadenze fiscali e previdenziali previste nel terzo mese del 2025? Conoscere il calendario delle scadenze Fiscali di Marzo 2025 è importantissimo per adempiere a tutti gli obblighi previsti della Legge.

    In questo articolo, ti indicheremo le principali scadenze per cittadini, imprese e professionisti nel mese di Marzo 2025.

    Scadenze a Marzo 2025: ecco tutte le date

    • 8 marzo 2025: Ultimo giorno per opporsi alla trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie sostenute nel 2024 per la dichiarazione precompilata. L’opposizione può essere effettuata online tramite SPID o Tessera Sanitaria.
    • 17 marzo 2025: Consegna della Certificazione Unica 2025 ai percipienti, inclusi dipendenti e altri lavoratori. Deve avvenire in formato cartaceo con firma per ricevuta o in modalità elettronica se il percipiente può visualizzarla e stamparla.
    • Invio telematico delle Certificazioni Uniche all’Agenzia delle Entrate per i redditi di lavoro dipendente, autonomo non abituale e redditi diversi.
    • Rilascio della Certificazione degli utili corrisposti ai soggetti che hanno percepito utili nel 2024.
    • Versamento dei contributi INPS relativi alle retribuzioni dei dipendenti per il mese di febbraio 2025.
    • Versamento dei contributi alla gestione separata INPS per compensi di febbraio 2025.
    • Versamento dell’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale IVA.
    • Liquidazione mensile IVA per chi ha obbligo di versamento mensile, relativa al mese di febbraio 2025.
    • Invio telematico dei dati contenuti nei modelli 730-4 all’Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta.
    • Versamento delle ritenute trattenute sui compensi di febbraio 2025, incluse le ritenute su lavoro dipendente, autonomo e provvigioni.
    • Versamento della tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali per le società di capitali.
    • Trasmissione dei dati necessari per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, incluse spese detraibili come quelle sanitarie e per la ristrutturazione.
    • 20 marzo 2025: Comunicazione dei dati relativi alle prestazioni autonome svolte tramite piattaforme digitali, utilizzando il modello “Uni-Piattaforme”.
    • Comunicazioni obbligatorie sulle assunzioni, proroghe e cessazioni di lavoratori somministrati, da inviare al Centro per l’impiego.
    • 25 marzo 2025: Presentazione telematica dell’elenco riepilogativo Intrastat mensile per acquisti e vendite intracomunitarie effettuate a febbraio 2025.
    • 26 Marzo 2025: Proroga del modelli RED 2024 e solleciti 2023 per pensionati ed invalidi civili.
    • 31 marzo 2025: Invio telematico della Certificazione Unica per i redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo abituale.
    • Conguaglio contributivo INPS per i datori di lavoro relativo alla denuncia del mese di febbraio 2025.
    • Invio della denuncia Uniemens per la decontribuzione Sud PMI, con la valorizzazione del codice causale “DPMI”.
    • Comunicazione annuale dei lavori usuranti, relativa ai lavoratori impegnati in attività di catena e notturne.
    • Compilazione del Libro Unico del Lavoro (LUL) con i dati relativi ai lavoratori per il mese di febbraio.
    • Versamento dell’imposta sostitutiva per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale, in applicazione del ravvedimento speciale.
    • 31 Marzo 2025: Prima scadenza domanda APE social 2025.
    • 31 Marzo 2025: Comunicazione Redditi effettivi per i percettori di naspi che hanno comunicato il Naspi com redditi presunti nel 2024.

    Tutte le altre scadenze Fiscali previste nel 2025

    Il 2025 con i suoi 365 giorni, si prospetta un anno denso di scadenze fiscali e previdenziali, per saperne di più puoi consultare il calendario delle scadenze dell’Agenzia delle Entrate. Ogni mese ci sono molte scadenze sia per le aziende che per le persone fisiche.

    Per ulteriori dettagli su assegno di inclusione, pensioni, bonus INPS e dichiarazioni 730, puoi leggere i nostri articoli su insindacabili.it.

  • Scadenza prima Rata IMU 2025: quando si paga?

    Scadenza prima Rata IMU 2025: quando si paga?

    Acconto IMU 2025: quando si paga?

    L’IMU è l’imposta municipale unica sugli immobili, istituita dal Governo Mario Monti, per tutti i possessori di case di lusso (anche se sono abitazioni principale) e per i titolari di immobili, diversi dalla prima casa di abitazione.
    Quando va pagata la prima rata di Acconto nel 2025 e chi deve procedere al pagamento?

    Chi è obbligato a versare l’IMU entro la metà di giugno 2025?

    L’IMU è l’imposta municipale Unica sulle abitazioni principali definite come case di lusso (con categoria catastale A/1, A/8 e A/9) e sulle seconde case. Ha sostituito la vecchia ICI ed è stata introdotta con l’art. 13 del Decreto Legge 201/2011, dal 1° Gennaio 2012.

    Dopo l’eliminazione della Tasi, una tassa sui servizi che si pagava insieme all’Imu, quasi tutti i Comuni, hanno aumentato l’aliquota IMU, per compensare la perdita dell’incasso del tributo.

    Sono obbligati a pagare l’Imu 2025, tutti i possessori di beni immobili in Italia (con esclusione della casa di abitazione e delle pertinenze), aventi diritto reale di godimento, ossia di proprietà, usufrutto, uso, enfiteusi o superficie ed abitazione. Si paga l’Imu, anche sulle abitazioni principali di lusso, con categoria catastale A/1, A/8, A/9. Quindi anche i proprietari di case in Italia residenti all’estero, devo pagare l’Imu alle scadenze previste.

    L’Imu è dovuta anche:

    • sui terreni identificati come aree fabbricabili, (il valore venale dell’area fabbricabile deve essere rilasciata dal Comune dove è ubicato il terreno)
    • chi ha in concessione un’area demaniale,
    • per gli immobili concessi in comodato gratuito (la base imponibile è ridotta al 50%), solo se il contratto è registrato presso l’Agenzia delle Entrate,
    • i proprietari di immobili concessi in leasing, anche se si tratta di immobili da costruire o in corso di costruzione. I locatari devono pagare l’IMU dalla data di sottoscrizione del contratto e per tutta la sua durata,
    • gli immobili con categoria commerciale,
    • gli immobili non agibili. Si paga al 50%.

    Chi non deve pagare l’IMU nel 2025?

    Al contrario, non devono pagare l’Imu sugli immobili:

    • i proprietari di solo casa di abitazione e pertinenza (box, cantina o garage) situata in prossimità della casa di abitazione principale. E’ identificata come abitazione principale e non devono pagare l’imu, i proprietari con residenza anagrafica certificata dal Comune e dimora abitale,
    • il coniuge superstite o vedovo, erede della casa di abitazione principale. In questo caso i figli del coniuge superstiti non devono pagare l’imu sulla loro quota.
    • gli inquilini non devono pagare l’Imu,
    • i coniugi separati o divorzianti non residenti ed i proprietari di immobili assegnati al Tribunale all’ex coniuge,
    • gli anziani ricoverati presso case di cura, che cambiano eventualmente la residenza,
    • i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permanga tale destinazione e non siano locati,
    • gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli (con categoria catastale D/3) solo se, i relativi proprietari, siano anche i gestori delle attività.

    Inoltre ci sono particolari agevolazioni per gli immobili:

    • storici o inagibili,
    • per le abitazioni concesse in comodato gratuito.

    Come si calcola IMU 2025? aliquote e pagamenti

    Per calcolare l’Imu 2025, bisogna prima di tutto, essere in possesso della rendita catastale dell’Immobile, indicata sull’atto di compravendita dell’immobile, sulla visura catastale (rilasciata da un ingegnere o geometra) o sulla dichiarazione di successione.

    Soprattuto in caso di successione o mancata presentazione della successione, ad esempio dei nostri genitori, il nostro consulente Nicola, consiglia ai figli di pagare l’Imu, nello stesso anno del decesso, per non ricevere sanzioni dal parte del Comune.

    Ad esempio, nella visura catastale seguente, ci sono tutti i dati per il calcolo dell’Imu:

    1. il Comune dove è ubicato l’immobile,
    2. i dati identificati,
    3. la categoria catastale, (nell’esempio A/4)
    4. la rendita catastale (il valore che ci interessa),
    5. in basso, a chi è intestato l’immobile e la quota di possesso.
    Visura catastale degli immobili
    Visura catastale degli immobili

    Bisogna anche identificare il periodo di possesso, ossia la data di proprietà dell’immobile. (Ad esempio dal 1° Gennaio 2025 al 31 Dicembre 2025).

    Dopo aver sottomano tutti i dati necessari, per calcolare l’Imu bisogna:

    1. rivalutare la rendita catastale del 5% (309,87 + 5% = 340,85)
    2. moltiplicare il risultato di 340,85 (rendita catastale del 5%) per 160 (coefficiente catastale per le abitazioni) per determinare il valore IMU di 52057,60.
    3. Dividere questo valore per la quota di proprietà, ad esempio 1/4 (25%).
    4. 13014,40 (il 25% del valore Imu) lo moltiplichiamo per l’aliquota IMU del Comune dove è ubicato l’immobile, ossia 9,10 e lo dividiamo per 1000.

    Il contribuente dell’esempio dovrà pagare 59,00 come acconto entro il 16 Giugno 2025.

    I coefficienti catastali per il calcolo dell’Imu 2025, variano a seconda della categoria del catasto e del tipo di immobile:

    1. Coefficiente 160 per categoria da A/1 a A/11 (escluso A/10),
    2. Coefficiente 80 per categoria A/10,
    3. il coefficiente 140 per le categorie da B1 a B8,
    4. il coefficiente 55 per categoria C/1,
    5. coefficiente 160 per categoria C/2, C/6, C/7,
    6. coefficiente 140 per categoria C/3, C/4, C/5,
    7. il coefficiente 65 da categoria D/1 a D/10 (escluso D/5).

    Le aliquote IMU 2025, si possono già ricercare nelle delibere approvate dai Consigli Comunali, sul sito del Dipartimento delle Finanze de MEF, oppure contattando l’ufficio IMU del Comune dove è situato l’immobile.

    IMU 2025 scadenza prima rata: quando si paga?

    L’Imu 2025, come gli scorsi anni, si versa con un modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate denominato F24, ordinario o semplificato. Per identificare l’immobile, il contribuente deve comunicare obbligatoriamente, entro l’anno successivo (entro il 30 Giugno) il possesso di immobili nel territorio nazionale, attraverso una dichiarazione IMU.

    Il modello F24 è elaborato dal commercialista o dal Caf, o lo stesso contribuente potrebbe compilare l’imposta IMU da pagare, con i tantissimi programmi gratuiti, messi a disposizione su internet come il sito amministrazioni comunali.

    L’importante è inserire i dati corretti e versare la prima rata, entro la seguente scadenza:

    • 16 Giugno 2025 (primo acconto del 50% dell’imposta o per la rata unica dell’interno anno).

    Sul modello F24 bisogna inserire dei codici tributo, per il pagamento dell’Imu. I codice tributo sono:

    1. 3912 per IMU, imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze, articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011,
    2. 3913 per IMU, imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale,
    3. 3914 per IMU, imposta municipale propria per i terreni,
    4. 3916 per IMU, imposta municipale propria per le aree fabbricabili – comune,
    5. 3918 per IMU, imposta municipale propria per gli altri fabbricati – comune,
    6. 3930 per IMU, imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.

    Ravvedimento operoso IMU cos’è e come calcolarlo?

    Nel caso di ritardo del versamento dell’imposta Imu, il cittadino può pagare, in ritardo, con il ravvedimento operoso. Infatti la legge permette di versare le imposte in ritardo, con la maggiorazione degli interessi e sanzioni.

    Il ravvedimento è disciplinato dall’art. 13 del DLgs n.472/97 e consente la regolarizzazione della posizione fiscale del contribuente entro:

    • 14 giorni, con la sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 1.4%, più gli interessi legali,
    • dal 15° giorno fino al trentesimo giorno, con la sanzione del 1,5%, più gli interessi per ogni giorni di ritardo,
    • dopo i trenta giorni ed entro i novanta giorni, con la sanzione del 1,67%, più gli interessi per ogni giorni di ritardo,
    • oltre i novanta giorni ed entro un anno dalla scadenza, con una sanzione fissa del 3,75%.

    Ogni Comune italiano può stabilire la regolarizzare dei pagamenti anche oltre i termini previsti dalla legge.

    Riferimenti normativi: Circolare Mef n. 3/DF del 18/05/2002, Software per il calcolo dell’Imu e della Tasi.

  • Cud Noipa 2025: quando visibile e come scaricare la Certificazione Unica?

    Cud Noipa 2025: quando visibile e come scaricare la Certificazione Unica?

    Certificazione Unica NoiPA 2025: cos’è, come funziona e a cosa serve?

    Dalla seconda metà del mese di Marzo 2025, sarà disponibile la nuova Certificazione Unica per gli insegnanti, per il personale ATA, per i supplenti e per tutti i dipendenti pubblici del settore scuola.

    La Cu 2025 Noipa è un documento fiscale che certifica i redditi percepiti nell’anno precedente ed è necessario consegnarla al proprio consulente per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Il Cud della Pubblica Istruzione deve essere scaricato online sul portale noipa, con le proprie credenziali Spid, Carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi, e anche quest’anno non sarà consegnato in formato cartaceo. Vediamo insieme in questa guida come scaricare la certificazione Unica Noipa 2025 e da quando sarà disponibile.

    A cosa serve il modello Cud Noipa nel 2025?

    La certificazione Unica 2025 degli stipendi della pubblica amministrazione, relativa ai redditi dell’anno precedente, è il documento di sintesi che indica:

    • il domicilio fiscale del contribuente, per calcolare correttamente l’addizionale Regionale Irpef, l’addizionale Comunale Irpef e l’acconto dell’addizionale Comunale irpef;
    • i redditi di lavoro subordinato a tempo determinato ed indeterminato dell’anno 2024,
    • i redditi di pensione e di lavoro autonomo del periodo d’imposta 2024,
    • il corrispettivo percepito dai canoni di locazione per affitti brevi;
    • il calcolo delle ritenute irpef pagate nell’anno 2024;
    • i familiari a carico indicati nel cedolino di Noipa nell’anno 2024 (per chi ha percepito l’assegno unico da Gennaio a Dicembre 2024);
    • il credito irpef, il trattamento integrativo della retribuzione di 1200 euro, erogato o non erogato sul cedolino paga.

    Il Cu di Noipa è già un documento fiscale che attesta i redditi dell’anno precedente e i soggetti che non hanno altri redditi o spese da scaricare, non sono obbligati ad inviare il modello 730. I dati riportati sul Cu 2025 noipa saranno già inseriti nella dichiarazione semplifica 2025.

    NoiPA Cu 2025: dove trovo il Cud su Noipa?

    Per visualizzare, scaricare e consultare la certificazione unica Noipa 2025, ad esempio degli insegnanti, bisogna accedere al sito di Noipa. Nella home page, bisogna cliccare su pulsante in alto a destra: Accedi all’area riservata.

    In questa schermata è necessario inserire le proprie credenziali SPID, carta nazionale dei servizi o la Carta di identità elettronica. In seguito bisogna cliccare su Accedi.

    Accedi al portale Noipa
    Accedi al portale Noipa

    Come scaricare il Cud 2025 degli insegnanti su Noipa?

    Per scaricare il Cud Noipa 2025, dopo essere entrato nell’area riservata Noipa, bisogna cliccare su CU.

    Area personale NoiPa
    Area personale NoiPa

    In seguito per recuperare il Cu, è necessario cliccare sul file Pdf in corrispondenza dell’anno di riferimento 2025.

    Cliccando su Archivio CU è possibile visualizzare le certificazione dall’anno 2014.

    Il Cu di Noipa è riservato al personale della scuola. Tutti gli atri dipendenti pubblici, che non trovano il Cu all’interno di Noipa, dovranno accedere alla piattaforma dove scaricano mensilmente il cedolino dello stipendio.