Bonus 850 euro per Anziani con basso Isee

Entra in regime pienamente operativo la nuova Prestazione Universale per gli anziani non autosufficienti. Si tratta di una misura nazionale, introdotta con il decreto legislativo 29/2024, che affianca l’indennità di accompagnamento con un assegno integrativo fino a 850 euro al mese.

L’obiettivo di questo sostegno è aiutare le persone molto anziane in condizioni gravi, incentivando la possibilità di ricevere assistenza a casa e mantenere una certa autonomia.

Garantire sostegni concreti agli anziani con basso ISEE non è solo una questione economica, ma anche un dovere morale per l’intera collettività. Molti pensionati vivono con redditi minimi che non sempre consentono di affrontare le spese quotidiane, dall’acquisto dei beni alimentari alle cure mediche. In questi casi, l’aiuto pubblico non rappresenta un privilegio, bensì un atto di giustizia sociale che riconosce il contributo dato da queste persone durante la loro vita lavorativa e familiare.

Sostenere chi oggi si trova in difficoltà significa rafforzare il patto intergenerazionale e tutelare la dignità di chi ha costruito, con fatica, le basi del nostro presente.

A chi spetta la Prestazione Universale INPS nel 2026?

L’assegno è rivolto ai cittadini over 80 che si trovano in una condizione di non autosufficienza grave, accertata direttamente dall’INPS.

Per ricevere l’importo pieno, bisogna rispettare questi requisiti:

  • avere almeno 80 anni di età;
  • essere titolari (o avere diritto) all’indennità di accompagnamento;
  • presentare un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro annui;
  • risultare in condizione di bisogno gravissimo, valutato da apposita visita medica.

Bonus 850 Euro: come funziona il Pagamento?

La Prestazione Universale si divide in due parti:

  • una quota fissa, che corrisponde all’attuale indennità di accompagnamento;
  • una quota integrativa, cioè l’assegno mensile aggiuntivo fino a 850 euro, che sarà versato in modo separato.

Questa seconda parte è pensata per coprire i costi dell’assistenza alla persona (come badanti, operatori o servizi domiciliari) e non sarà automatica: sarà necessario documentare le spese sostenute.

Certo, te la riscrivo semplice, scorrevole e stile insindacabili.it, senza parole pesanti:

Questo sostegno INPS non prende il posto dell’indennità di accompagnamento, ma si aggiunge ad essa. In pratica, i due aiuti possono convivere e portare l’importo totale fino a circa 1.392 euro al mese. L’assegno integrativo da 850 euro viene pagato separatamente rispetto all’accompagnamento ed è pensato per aiutare concretamente le famiglie a sostenere le spese dell’assistenza continua, come badanti o assistenti domiciliari, che spesso incidono in modo pesante sul bilancio mensile.

Prestazione Universale anziani: cosa cambia nel 2026

Nel 2026 il Bonus Inps per anziani non autosufficienti entra nel suo secondo anno di applicazione e viene confermata senza modifiche sostanziali ai requisiti. Questo significa che chi ha già ottenuto il beneficio nel 2025 potrà continuare a riceverlo anche nel nuovo anno, a condizione che restino validi i requisiti anagrafici, sanitari ed economici.

l’ente previdenziale ha chiarito che nel 2026 diventa ancora più importante dimostrare in modo corretto le spese sostenute per l’assistenza. La quota integrativa fino a 850 euro resta legata all’effettivo utilizzo del contributo per badanti, assistenza domiciliare o servizi alla persona. Per questo motivo è fondamentale conservare e trasmettere tutta la documentazione richiesta, come buste paga, ricevute e fatture, evitando ritardi che potrebbero portare alla sospensione o alla perdita degli arretrati.

Restano invece invariati i limiti ISEE e la soglia degli 80 anni, così come le tutele previste: l’importo non è tassato, non incide su altre prestazioni e non può essere pignorato. Un sostegno che nel 2026 continua a rappresentare un aiuto concreto per le famiglie che assistono anziani in condizioni di grave fragilità.

E’ possibile ricevere anche gli arretrati?
L’INPS ha chiarito che sarà possibile ricevere gli arretrati dell’assegno integrativo, ma solo se entro 30 giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda verrà inviata la documentazione di spesa (come buste paga di assistenti o fatture). Le modalità operative verranno rese note con un successivo messaggio.

È quindi importante tenere da parte tutta la documentazione relativa alle spese sostenute, anche prima dell’approvazione della domanda.

E’ importante sapere che questo Bonus Inps:

  • non è soggetta a tassazione IRPEF;
  • non è pignorabile.

Ciò significa che l’importo ricevuto non va dichiarato e non può essere aggredito da eventuali creditori. Cosa ne pensi? Facci sapere la tua nei commenti o sui social di insindacabili.it

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Articolo aggiornato il 4 Febbraio 2026 da Stefano Mastrangelo

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