Guida Contratto di espansione 2022
Contratto di espansione che cos’è e come funziona nel 2022? L’articolo 41 del DLGS 148/2015, ha disciplinato il contratto di espansione, per anticipare la pensione Inps di 5 anni, con l’erogazione di un’indennità mensile Inps.
La legge di bilancio 2022 ha prorogato il periodo sperimentale del contratto di espansione per gli anni 2022 e 2023 per gli organici aziendali non inferiori a 50 unità lavorative.
La circolare Inps numero 48/2021, ha chiarito tutti i requisiti, per accedere all’accordo del contratto di espansione, ossia per risolvere il contratto di lavoro, in maniera anticipata, per coloro che raggiungeranno la pensione tra cinque anni.
Cos’è il contratto di espansione 2022?
Il contratto di espansione, confermato sino al 31 Dicembre 2023, può essere utilizzato dall’azienda con un numero minimo di 50 lavoratori (nel 2022), con l’assenso del lavoratore assunto a tempo indeterminato (anche per i dirigenti) e con l’accordo tra l’azienda e le organizzazioni sindacali aziendali.
La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, su richiesta del datore di lavoro, deve essere fatta entro il 30 Novembre 2022 per l’anno in corso, ed il 30 novembre 2023, per l’anno 2023.
Il lavoratore riceverà un’indennità mensile (per 60 mesi), pari alla pensione spettante alla cessazione del contratto di lavoro.
Quindi il contratto di espansione, per essere valido, deve consentire al lavoratore di raggiungere la pensione dopo 60 mesi di indennità mensile, pagata dall’Inps, per il tramite dell’azienda, al fine di accedere alle sole:
- pensioni di vecchia, con 67 anni di età e 20 anni di contributi,
- alle pensioni di anzianità: con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini,
garantendo, anche, gli eventuali aumenti di requisiti pensionistici, dovuti alla speranza di vita.
L’anticipo pensionistico non si può applicare:
- alla pensione quota 100 e quota 102,
- opzione donna,
- ape sociale.
Contratto di espansione 2022 come funziona?
Solo per la pensione anticipata, l’azienda pagherà insieme all’indennità mensile, anche la contribuzione spettante e stipulerà con l’Inps una polizza fidejussoria bancaria, per garantire il pagamento di tutti gli oneri.
L’indennità mensile è pagata per 13 mensilità ed è pari alla pensione maturata dal lavoratore al momento della partenza dell’indennità economica.
Non è prevista per l’indennità corrisposta, a seguito del contratto di espansione:
- la rivalutazione dell’indennità ogni anno,
- la stessa viene tassata come un reddito di lavoro dipendente,
- gli assegni familiari, le maggiorazioni sociali,
- la quattordicesima,
- la prestazione economica non è reversibile.
Al contrario è cumulabile con i redditi di lavoro dipendente ed autonomo.
Riferimenti normativi: Circolare Inps numero 48/2021
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Articolo aggiornato il 2 Agosto 2022 da Stefano Mastrangelo

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