Articolo aggiornato il 21 Ottobre 2022 da Stefano Mastrangelo

A chi spetta il nuovo bonus per chi assume donne disoccupate?

Bonus donne disoccupate 2002: a chi spetta e come richiederlo? Anche pe l’anno 2022, è riconosciuto, nella misura del 100%, fino ad importo massimo di 6.000 euro, per l’assunzione di donne senza lavoro.

La legge di bilancio 2021, prevede per l’anno 2021-2022, un’agevolazione contributiva per tutti i datori di lavoro del settore privato, con esclusione delle imprese del settore finanziario, per l’assuzione di donne disoccupate ed anche nell’ipotesi di trasformazione del contratto a tempo indeterminato, di rapporti a termine.

Requisiti bonus donne di 6000 euro?

Come abbiamo letto in precedenza, il bonus donne, è un’esonero contributivo del 100%, riservato ai datore di lavoro privati (sono escluse le pubbliche amministrazioni) per l’assunzioni di donne disoccupate.

Dal giorno 11 novembre 2021, le imprese possono presentare la domanda di autorizzazione all’Inps, per ottenere lo sgravio contributivo delle assunzioni e trasformazioni di rapporti di lavoro instaurati nel 2021 con donne lavoratrici svantaggiate (articolo 4, commi da 8 a 11, della legge n. 92/2012)

Per donne lavoratrici svantaggiate si intendono:

  1. donne con almeno cinquant’anni di età e disoccupate da oltre dodici mesi;
  2. donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambitodei fondi strutturali dell’Unione europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi,
  3. donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi,
  4. donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.

Esonero contributivo di 6000 euro a chi spetta?

Hanno diritto al bonus donne di 6000 euro i seguenti datori di lavoro:

  1. gli enti pubblici economici;
  2. gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici;
  3. gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di
    capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  4. le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in ASP, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  5. le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  6. i consorzi di bonifica;
  7. i consorzi industriali;
  8. gli enti morali;
  9. gli enti ecclesiastici.

Come funziona il Bonus donne senza lavoro?

Lo sgravio contributivo sino ad un importo massimo di 6000 euro, è riconosciuto ai datori di lavoro che assumono donne lavoratrici svantaggiate con i seguenti contratti:

  • contratto a tempo indeterminato,
  • contratto a tempo determinato,
  • trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato,
  • contratti part-time ed instaurati con cooperative di lavoro.

La durata dell’esonero contributivo è pari a:

  • 12 mesi per i rapporti di lavoro a tempo determinato,
  • 18 meri per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato,
  • 18 mesi complessivi a partire dalla data di assunzione, per la trasformazione dei contratti a indeterminato di un rapporto a termine già agevolato.

L’incentivo spetta anche quando il datore di lavoro decide di prorogare il contratto a tempo determinato, fino ad una durata massima di 12 mesi.

Riferimento normativo: Messaggio n. 3809 del 05-11-2021, Circolare n. 32 del 22.02.2021

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