Bonus mamme 2026: 60 euro al mese, domanda Inps e pagamento a dicembre
Il Bonus mamme 2026 sale da 40 a 60 euro al mese. L’Inps ha pubblicato le istruzioni operative per richiedere il nuovo contributo destinato alle lavoratrici con almeno due figli, confermando un importo massimo di 720 euro per l’intero anno. La novità più importante riguarda proprio le modalità di pagamento: le somme spettanti per il 2026 saranno corrisposte in un’unica soluzione nel mese di dicembre, anziché essere riconosciute mensilmente.
Il contributo non spetta, però, a tutte le mamme lavoratrici. Per ottenere il beneficio occorre rispettare specifici requisiti legati al numero e all’età dei figli, al reddito da lavoro e alla tipologia di contratto.
L’Inps ha inoltre chiarito come devono comportarsi le lavoratrici con almeno tre figli e un contratto a tempo indeterminato, per le quali può trovare applicazione una diversa agevolazione contributiva. Vediamo chi può richiedere il Bonus mamme 2026, quanto spetta, come presentare la domanda online e qual è la scadenza da rispettare.
Bonus mamme 2026: quanto spetta?
Il nuovo Bonus mamme riconosce un contributo di 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, in cui è presente un rapporto di lavoro o un’attività autonoma nel 2026, fino a un massimo di 12 mesi.
L’importo massimo annuale è quindi pari a 720 euro:
| Numero mesi | Importo del bonus |
|---|---|
| 3 mesi | 180 euro |
| 6 mesi | 360 euro |
| 9 mesi | 540 euro |
| 12 mesi | 720 euro |
Gli importi effettivamente spettanti dipendono dai mesi in cui risultano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla normativa. Il Bonus viene riconosciuto dall’Inps su domanda e non è imponibile ai fini fiscali e contributivi. Inoltre, le somme ricevute non concorrono alla determinazione dell’ISEE.
L’aumento da 40 a 60 euro mensili è stato previsto dalla legge di Bilancio 2026 e trova ora applicazione attraverso le istruzioni operative dell’Istituto.
Chi può richiedere il Bonus mamme 2026?
Il contributo è rivolto alle lavoratrici madri dipendenti e autonome che hanno almeno due figli e rispettano il limite di reddito previsto.
In particolare, possono accedere al beneficio:
- le madri con due figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anni;
- le madri con almeno tre figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 18 anni, se rientrano nelle condizioni lavorative previste.
È necessario, inoltre, che il reddito da lavoro dipendente o autonomo rilevante per il 2026 non superi 40.000 euro annui.
Il requisito relativo al numero dei figli deve risultare soddisfatto al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026. Se il requisito si perfeziona durante l’anno, il diritto decorre dal mese in cui viene raggiunto, nel rispetto delle altre condizioni previste. Nel conteggio rientrano anche i figli adottati e quelli in affidamento preadottivo.
Bonus mamme: quali lavoratrici sono escluse?
Il contributo è riconosciuto alle lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato e alle lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le professioniste iscritte alle Casse previdenziali e le iscritte alla Gestione Separata.
Sono invece escluse le lavoratrici domestiche: bisogna invece prestare particolare attenzione anche alla situazione delle madri con almeno tre figli che lavorano con un contratto a tempo indeterminato.
Per queste lavoratrici, infatti, il nuovo Bonus mamme non spetta nei mesi in cui è in essere il rapporto a tempo indeterminato, poiché può trovare applicazione, se ne ricorrono i requisiti, l’esonero totale dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice. La regola è diversa per le madri con due figli: in presenza degli altri requisiti, possono ottenere il contributo anche se hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Per le madri con almeno tre figli e un contratto a tempo determinato, il bonus può spettare per i mesi in cui il rapporto mantiene tale natura. Se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato, il diritto al contributo termina dal mese della trasformazione, fermo restando l’eventuale accesso all’esonero contributivo previsto dalla Legge.
Quale reddito bisogna considerare per il Bonus mamme?
Per accedere al beneficio, la somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo rilevanti per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro.
Nel calcolo rientrano anche alcuni redditi esenti da imposizione fiscale o soggetti a regimi di tassazione agevolata, oltre alle somme che sostituiscono la retribuzione durante il rapporto di lavoro, come determinate indennità di maternità, malattia o congedo. Non rilevano invece, ai fini di questo specifico limite, le prestazioni legate alla cessazione del rapporto di lavoro, come la DS Naspi e la DIS-COLL, né i trattamenti pensionistici.
Per le madri dipendenti, il reddito viene considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro.
Quando viene pagato il Bonus mamme 2026?
Questa è una delle novità più importanti comunicate dall’Inps. Le mensilità spettanti da Gennaio a Dicembre ’26 saranno pagate in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026, contestualmente al pagamento della mensilità riferita allo stesso mese, secondo le indicazioni dell’Istituto.
Una lavoratrice che possiede tutti i requisiti per dodici mesi potrà quindi ricevere fino a 720 euro complessivi. Chi matura il diritto soltanto per una parte dell’anno riceverà invece l’importo corrispondente ai mesi o alle frazioni di mese spettanti. L’Inps ci tiene a precisare che eventuali ulteriori indicazioni sulle tempistiche di pagamento saranno comunicate con un successivo messaggio.
Come presentare la domanda per il Bonus mamme 2026?
Le domande sono aperte e devono essere presentate all’Inps entro il 31 dicembre 2026. La richiesta può essere trasmessa online attraverso il servizio dedicato, accedendo con le proprie credenziali digitali.
Per inoltrare la richiesta bisogna seguire questi passaggi:
- Accedere al sito Inps e aprire la scheda del servizio dedicato al Nuovo Bonus mamme 2026.
- Selezionare «Utilizza il servizio» e autenticarsi con SPID, CIE o CNS.
- Entrare nel «Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche».
- Compilare la domanda con i dati richiesti e verificare le informazioni inserite.
- Inviare la richiesta e conservare la ricevuta.
Chi non riesce a utilizzare il servizio online può rivolgersi a un patronato oppure usare il Contact Center multicanale dell’Inps.
L’Inps ha previsto una regola specifica per le lavoratrici che maturano i requisiti nel mese di dicembre 2026. In questo caso, la domanda può essere presentata entro il 31 gennaio 2027.
La possibilità di utilizzare questa scadenza aggiuntiva riguarda proprio chi perfeziona il requisito nel mese di dicembre: non rappresenta una proroga generalizzata per tutte le domande.
Come controllare l’esito della domanda Inps?
Dopo aver presentato la richiesta, è possibile verificare l’esito attraverso il servizio online dedicato al Bonus mamme 2026. L’Inps ha pubblicato anche il messaggio n. 3343 del 20 ottobre 2026, con ulteriori indicazioni sulla consultazione dell’esito e sulla possibilità di chiedere il riesame in caso di domanda respinta.
Se la richiesta viene respinta, è quindi opportuno consultare la motivazione riportata nel servizio e verificare le istruzioni ufficiali prima di procedere. INPS
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Articolo aggiornato il 28 Ottobre 2026 da Stefano Mastrangelo

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