Articolo aggiornato il 11 Luglio 2022 da Stefano Mastrangelo

Chi riceverà il Trattamento integrativo 2022 in Busta Paga?

Chi non riceverà più l’ex Bonus Renzi sulla Busta Paga e sulla disoccupazione Naspi? Dal 1° Luglio 2020, molti lavoratori, hanno percepito il nuovo bonus da 100 euro mensili sulla busta paga e sulla disoccupazione, in sostituzione del Bonus Renzi. Sarà anche così nel 2022?

Il nuovo trattamento integrativo, da 1200 euro annuali, previsto dal DL 3/2020, ha aumentato il bonus irpef di 20 euro, per tutti i lavoratori ed i disoccupati in Naspi, che negli anni passati, avevano conseguito redditi sino a 28.000 euro.

Il nuovo bonus, aveva anche previsto un’ulteriore detrazione fiscale, per i redditi complessivi da 28.000 euro a 40.000 euro, decrescente in base al reddito conseguito. Questa ulteriore detrazione fiscale è stata eliminata, a partire dal 1° Gennaio 2022.

Trattamento integrativo 2022 reddito minimo?

Il DL 3/2020 convertito con legge numero 21 del 2 Aprile 2020, riconosce un nuovo bonus IRPEF per dodici mensilità nel 2022, andando a sostituire, per il secondo anno consecutivo, il vecchio Bonus Renzi da 80 euro.

Il nuovo trattamento integrativo è riconosciuto, a tutti i soggetti:

  1. che non sono incapienti, ossia a tutti i contribuenti, che hanno un’imposta irpef lorda superiore, a quella della detrazione irpef per lavoro prevista dal TUIR, articolo 13 comma 1,
  2. con un reddito presunto annuale 2022, che potrà variare da un minimo di 8174 euro a 15.000 euro, per 365 giorni di detrazione fiscale.
Aumento 100 euro sulla busta paga di Luglio 2020
Aumento 100 euro sulla busta paga di Luglio 2020

Questo significa che, solo chi avrà un reddito complessivo nell’anno 2022, compreso nella fascia tra gli 8.174 euro e 15.000 euro, riceverà il trattamento integrativo di 1200 euro, per intero.

Mentre, tutti gli altri contribuenti, che percepiranno un reddito tra 15.001 euro e 28.000 euro, avranno diritto al Bonus trattamento integrativo, solo se la somma delle seguenti detrazioni (di seguito indicate) sia di ammontare superiore all’imposta lorda:

  1. detrazioni per lavoro dipendente,
  2. detrazioni per i carichi di famiglia,
  3. le detrazioni per gli interessi passivi su mutui relativi a terreni ed abitazione principale acquisiti entro il 31 dicembre 2021;
  4. le detrazioni per le spese di ritrutturazione e riqualificazione energetica sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Chi non riceverà più il trattamento integrativo nel 2022?

La nuova legge finanziaria 2022, garantirà il trattamento integrativo di 100 euro mensili, sulla busta paga e sulla disoccupazione Naspi, solo a chi rispetta determinati limiti di reddito.

Ricordiamo che il Bonus da 100 euro mensili, spetta:

  • ai lavoratori dipendenti pubblici e privati,
  • ai lavoratori in cassa integrazione,
  • ai lavoratori percettori dell’Ape Sociale,
  • ai sacerdoti,
  • ai soci delle cooperative,
  • ai lavoratori socialmente utili,
  • ai co.co.co.,
  • ai titolari di stage, borse di studio o formazione professionale.

Quindi come comportarsi da Gennaio 2022?

Da Gennaio 2022, tutti i lavoratori dipendenti ed i disoccupati in Naspi, avranno diritto all’ex Bonus Renzi, solo se rispetterano i limiti di reddito indicati precedentemente. (tra 8.174 e 15.000 euro).

Noi di insindacabili, consigliamo di revocare il trattamento integrativo sulle retribuzioni, per i cittadini che avranno un reddito complessivo (conteggiando tutti i redditi previsti) inferiore a 8174 euro e superiore a 15.000 euro.

Calcolo Trattamento integrativo e perché conviene revocarlo?

Per controllare l’imponibile fiscale, bisogna verificare il quadro irpef dell’ultima busta paga ricevuta del mese di Dicembre 2021. Ad esempio vediamo che l’imponibile irpef di questo lavoratore è pari a 20.479,35 euro e supponiamo che il rapporto di lavoro, sia a tempo indeterminato.

Quadro irpef busta paga
Quadro irpef busta paga

In questo caso, consigliamo di revocare immediatamente il Trattamento integrativo sulle buste paga dell’anno 2022, per poi, eventualmente recuperarlo sulla dichiarazione dei redditi dell’anno 2023.

Chi vuole può rinunciare temporaneamente al trattamento integrativo, comunicandolo al datore di lavoro, all’amministrazione con il modello di detrazione fiscale o all’Inps, in via telematica.

Coloro che non percepiscono il trattamento integrativo sulla busta paga, sulla Naspi o sulla disoccupazione agricola, durante l’anno, possono sempre recuperarlo (se rispettano i limiti di reddito), sulla dichiarazione dei redditi 730 o ex modello Unico dell’anno successivo.

Consulenza online di insindacabili.it
Se hai bisogno di una consulenza personalizzata sul trattamento integrativo 2022, puoi visitare la nostra area dedicata di consulenza online.

2 Commenti

  1. Ai fini del calcolo dei 15.000 euro vanno previste altre forme reddituali? Mi spiego meglio, supponiamo un dipendente che ha un reddito lordo di 13.000 che è proprietario di una appartamento locato in regime di cedolare secca per 6.000 euro annui, avendo un reddito complessivo di 19.000 euro avrà diritto al trarramento integrativo intero oppure superando la soglia dei 15 mila andrà riproporzionato?
    Nell’ex bonus Renzi la cedolare secca andava considerata, in questo bonus quale colonna del rigo RN1 dobbiamo considerare? La 1 o la 4?

    • Su supera 15000 euro di reddito di lavoro dipendente dovrà rispettare un secondo requisto per ottenere il trattamento integrativo nell’anno 2022. Noi consigliamo di revocalro per poi elaborarlo l’hanno prossimo sulla dichiarazione dei redditi (sempre se si ha diritto)

Se vi sono altri commenti, ti consigliamo di leggerli. La tua risposta potrebbe essere già qui

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui