Pensione anticipata opzione donna eliminata dal 2026

Opzione Donna è stata per molti anni una delle misure pensionistiche più conosciute tra le lavoratrici italiane, soprattutto perché rappresentava una delle poche vere possibilità di uscita anticipata dal lavoro riservata esclusivamente alle donne. Non si trattava di una pensione agevolata in senso classico, né di un beneficio automatico: Opzione Donna era una scelta volontaria, spesso sofferta, che permetteva di lasciare il lavoro prima rispetto ai canali ordinari accettando però un assegno pensionistico più basso per tutta la vita. Era, in sostanza, uno scambio chiaro: meno anni di lavoro in cambio di una pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, anche per chi avrebbe avuto diritto in parte al più favorevole sistema retributivo.

Cos’era Opzione donna?

Nella sua impostazione originale, opzione donna nasceva per dare una risposta concreta a una realtà molto diffusa ma spesso ignorata: le carriere lavorative femminili più frammentate, segnate da interruzioni, part-time, periodi di cura dei figli o di familiari non autosufficienti. Requisiti come i 35 anni di contributi e un’età anagrafica più bassa rispetto alla pensione di vecchiaia rendevano la misura accessibile a chi, pur avendo lavorato una vita intera, difficilmente sarebbe riuscita a raggiungere importi elevati o a sostenere ancora a lungo ritmi di lavoro pesanti. Proprio per questo Opzione donna è stata vista da molte come una via d’uscita dignitosa, anche se economicamente penalizzante.

Il nodo centrale della misura è sempre stato il ricalcolo contributivo. Questo aspetto è stato spesso sottovalutato o raccontato male, ma nella pratica ha inciso molto sugli assegni. Per alcune donne la riduzione poteva arrivare anche al 20 o 30 per cento rispetto alla pensione che avrebbero percepito attendendo i requisiti ordinari. Nonostante ciò, molte hanno scelto comunque Opzione Donna, perché il bisogno di smettere di lavorare, per stanchezza fisica, per motivi familiari o di salute, era più forte della prospettiva di un assegno più alto in futuro. Era una misura che non regalava nulla, ma lasciava libertà di scelta.

L’evoluzione di Opzione donna

Con il passare degli anni, però, opzione donna è diventata sempre meno riconoscibile rispetto alla sua versione iniziale. Le proroghe annuali, anziché rafforzarla, l’hanno resa fragile e incerta. Ogni anno le lavoratrici erano costrette ad attendere la Legge di Bilancio per capire se la misura sarebbe stata confermata, modificata o cancellata. A questo si sono aggiunte continue restrizioni: aumento dell’età anagrafica, finestre di attesa più lunghe e, soprattutto, la limitazione dell’accesso a categorie specifiche come caregiver, donne con invalidità o lavoratrici coinvolte in crisi aziendali. Di fatto, Opzione donna ha smesso di essere una possibilità generale ed è diventata una misura residuale.

Questa trasformazione ha creato molta confusione e frustrazione. Molte lavoratrici che avevano programmato la propria uscita dal lavoro contando su Opzione Donna si sono ritrovate improvvisamente escluse, pur avendo i contributi richiesti. Il continuo cambiamento delle regole ha minato la fiducia nella misura e ha reso impossibile una pianificazione serena del futuro. In molti casi, l’alternativa è stata rimanere al lavoro ancora diversi anni, spesso in condizioni fisiche e psicologiche difficili.

La Fine della Pensione Inps con Opzione Donna

Con la Legge di Bilancio 2026 arriva il punto finale: Opzione donna viene eliminata definitivamente. La scelta del Governo viene motivata con la necessità di razionalizzare il sistema pensionistico e contenere la spesa previdenziale, puntando su strumenti considerati più stabili e strutturali. Secondo questa impostazione, una misura basata su continue proroghe e su un forte ricalcolo penalizzante non rappresenterebbe più una soluzione adeguata né equa nel lungo periodo. In realtà, Opzione Donna era già stata svuotata negli anni precedenti e la sua eliminazione dal 2026 appare come la conclusione di un percorso iniziato tempo fa.

La cancellazione di Opzione Donna ha però un impatto concreto soprattutto sulle donne con carriere discontinue, che difficilmente riescono ad accedere ad altri canali di pensione anticipata. Senza questa misura, il sistema torna ad essere più rigido e meno sensibile alle differenze di genere nel mondo del lavoro. Le alternative restano poche e spesso lontane dalla realtà di molte lavoratrici, che si trovano a dover allungare ulteriormente la permanenza al lavoro o ad affrontare periodi senza reddito in attesa della pensione.

Opzione Donna, nel corso degli anni, ha rappresentato una scelta imperfetta ma reale, una possibilità concreta in un sistema previdenziale spesso poco flessibile. La sua eliminazione dal 2026, non segna solo la fine di una misura, ma anche il tramonto di un’idea di flessibilità costruita sulle esigenze specifiche delle donne. Resta ora da capire se e quando verranno introdotti strumenti nuovi capaci di tenere conto davvero delle carriere femminili, o se il peso di questa scelta ricadrà ancora una volta sulle spalle di chi ha già pagato, per anni, il prezzo più alto nel mondo del lavoro.

Cosa ne pensate? Avreste mantenuto operativa questa Misura per la Pensione Anticipata?

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2026 da Stefano Mastrangelo

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