Riscatto laurea Inps: ecco come funziona
Il riscatto della laurea INPS rappresenta ancora nel 2026 una delle opportunità più importanti per chi desidera valorizzare il proprio percorso universitario ai fini pensionistici, perché consente di trasformare gli anni di studio in contributi utili sia per aumentare l’importo della pensione sia per anticiparne l’accesso, anche se si tratta di una scelta che deve essere valutata con attenzione in quanto comporta un costo non sempre trascurabile.
Negli ultimi anni, grazie alle modifiche normative introdotte, il riscatto è diventato più accessibile rispetto al passato, soprattutto per chi rientra nel sistema contributivo, rendendo questa opzione molto più diffusa tra i lavoratori giovani e tra chi ha iniziato a versare contributi dopo la metà degli anni Novanta.
Cos’è il riscatto della laurea e a cosa serve davvero?
Il riscatto della laurea è un meccanismo che permette di coprire con contributi previdenziali i periodi in cui si è frequentata l’università, considerando quindi quegli anni come se fossero stati effettivamente lavorati, con il risultato di aumentare l’anzianità contributiva complessiva e migliorare la posizione pensionistica futura.
Questo strumento risulta particolarmente utile per chi ha iniziato a lavorare tardi oppure ha avuto percorsi lavorativi discontinui, perché consente di recuperare anni che altrimenti non produrrebbero alcun effetto ai fini della pensione.
Chi può richiedere il riscatto della laurea?
Possono presentare domanda tutti coloro che hanno conseguito un titolo di studio universitario riconosciuto e che risultano iscritti a una gestione previdenziale INPS, a condizione che gli anni che si intendono riscattare non siano già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa.
Sono considerati validi i seguenti titoli di studio:
- laurea triennale, magistrale o a ciclo unico, diploma universitario, dottorato di ricerca, diplomi di specializzazione e titoli AFAM
- sono esclusi gli anni fuori corso e tutti i periodi già coperti da contributi, come nel caso di attività lavorativa svolta durante l’università
Riscatto laurea agevolato nel 2026: come funziona oggi
Il sistema agevolato, introdotto negli anni precedenti e ancora utilizzato nel 2026, consente di riscattare gli anni universitari pagando un importo calcolato su una base fissa, indipendentemente dallo stipendio percepito, rendendo quindi il costo più prevedibile e spesso più conveniente rispetto al passato.
Questa modalità riguarda principalmente chi rientra nel sistema contributivo, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 oppure non avevano maturato una lunga anzianità contributiva prima di tale data, e permette di pianificare con maggiore chiarezza l’investimento necessario.
Quanto costa riscattare la laurea nel 2026
Nel 2026 il costo del riscatto agevolato viene determinato applicando l’aliquota del 33% al reddito minimo previsto per artigiani e commercianti, valore che viene aggiornato ogni anno, e che porta il costo per ogni anno di università a una cifra indicativa compresa tra circa 5.500 e 6.000 euro.
Questo significa che il costo totale può variare sensibilmente in base alla durata del corso di studi, ma resta comunque più conveniente rispetto al metodo precedente, che prendeva come riferimento lo stipendio del lavoratore e risultava spesso molto più oneroso.
Per dare un’idea concreta, si possono considerare queste stime:
- circa 16.500 – 18.000 euro per una laurea triennale e fino a circa 30.000 euro per un percorso quinquennale
- importi generalmente più bassi rispetto al sistema precedente,
soprattutto per chi ha redditi medio-alti
Come fare domanda all’INPS
La domanda per il riscatto della laurea deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS, accedendo con le credenziali digitali come SPID, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi, e compilando la richiesta con tutte le informazioni relative al proprio percorso universitario e alla gestione previdenziale di riferimento.
Una volta completata la procedura, l’INPS elabora la richiesta e comunica l’importo da pagare, lasciando al contribuente la possibilità di accettare o meno il riscatto.
Simulazione del costo e modalità di pagamento
Prima di inoltrare la domanda, è sempre consigliabile utilizzare il servizio di simulazione disponibile sul sito INPS, che consente di ottenere una stima precisa del costo complessivo e di valutare l’impatto del riscatto sulla futura pensione, evitando così decisioni poco convenienti.
Il pagamento può essere effettuato sia in un’unica soluzione sia in forma rateale, con un piano che può arrivare fino a 120 rate mensili, offrendo quindi una certa flessibilità nella gestione della spesa.
Conviene davvero riscattare la laurea nel 2026?
La convenienza del riscatto della laurea dipende da diversi fattori personali, come l’età, la carriera lavorativa, il livello di reddito e gli obiettivi pensionistici, motivo per cui non esiste una risposta valida per tutti ma è sempre necessario valutare il proprio caso specifico.
In generale, questa scelta risulta più vantaggiosa per chi ha pochi anni di contributi e desidera anticipare la pensione oppure migliorare l’importo dell’assegno, mentre può essere meno conveniente per chi ha già una lunga carriera contributiva o redditi bassi, anche se il sistema agevolato ha comunque reso il riscatto molto più accessibile rispetto al passato.
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Articolo aggiornato il 23 Giugno 2026 da Stefano Mastrangelo

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