Articolo aggiornato il 11 Novembre 2021 da Nicola Di Masi

Reddito di libertà cos’è e come funziona?

Reddito di libertà di 4800 euro per le donne vittime di violenza – La circolare Inps numero 166 del 2021, ha pubblicato il modulo di domanda per presentare l’Istanza Reddito di libertà, ossia un contributo economico di 400 euro per 12 mesi.

Il reddito di libertà è una nuova misura economica per le donne vittime di violenza ed in condizione di povertà, senza nessun figlio o con figli minori, seguite da centri di antiviolenza accreditati dalla Regione, per favorire l’indipendenza economica.

Infatti l’articolo 105 bis del decreto legge 34/2020, prevede la concessione di un sussidio mensile di 400 euro, per dodici mensilità e in un’unica soluzione, alle sole donne vittime di violenza, la cui condizione è accertata, dai centri di assistenza antiviolenza.

Reddito di libertà di 4800 euro per le donne vittime di violenza: a chi spetta?

Il reddito di libertà è riconosciuto, sempre con apposita domanda, dalle sole donne vittime di violenza con determinati requisiti:

  • essere residenti in Italia,
  • in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadinanza europea o se extracomunitaria, titolare del permesso di soggiorno di lungo periodo o della carta di soggiorno per familiari stranieri di cittadini dell’Unione Europea; (comprese coloro che hanno lo status di protezione sussidiaria o di rifugiate politiche;
  • sole senza figli oppure con figli minori,
  • donne che siano assistite da centri antiviolenza, accrediti presso le Regioni o che siano seguite dai servizi sociali del Comune di residenza,
  • le donne devono, purtroppo, aver subito violenze,
  • trovarsi in situazione di povertà, dimostrabile con la presentazione del modello Isee.

L’Inps con la Circolare Inps numero 166 del 2021, definirà i criteri e le modalità per richiedere il reddito di libertà.

Il contributo economico Reddito di liberà è compatibile e cumulabile con il:

  • Reddito e pensione di cittadinanza,
  • il Reddito di emergenza,
  • la Cassa integrazione,
  • l’Assegno nucleo familiare o altre misure a sostegno del reddito.

Come richiedere il Reddito di libertà?

Per richiedere il reddito di libertà, la donna vittima di violenza, deve presentare una domanda al Comune di residenza, in base al modulo online predisposto dall’Istituto. Alla domanda bisogna allegare:

  • la dichiarazione del Legale rappresentante del centro di antiviolenza che ha aiutato la donna vittima di violenza,
  • la dichiarazione dell’assistenza sociale del Comune di residenza che certifica lo stato di bisogno legato alla situazione urgente o straordinaria.

Sarà in seguito l’impiegato comunale o l’assistente sociale a trasmettere all’Inps il modulo di domanda (indicato il codice IBAN della beneficiaria dove accreditare il contributo economico). In seguito l’Inps indicherà l’accoglimento o il rifiuto della domanda sia al Comune di residenza e sia alla donna intestataria della domanda.

Il  Reddito di libertà, ai sensi dell’articolo 3 del decreto, è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo dei/delle figli/figlie minori.

Il reddito di libertà, in conclusione, non è soggetto ad alcuna tassazione irpef.

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