A chi spetta il trattamento integrativo nel 2024?
a chi non spetta il Trattamento Integrativo nel 2024

Articolo aggiornato il 8 Febbraio 2024 da Stefano Mastrangelo

Chi sarà escluso dal Trattamento Integrativo nel 2024?

Chi non beneficerà più dell’ex incentivo Renzi nel 2024, introdotto nella busta paga e nel sussidio di disoccupazione Naspi? A partire dal 1° luglio 2020, numerosi lavoratori e disoccupati hanno iniziato a ricevere un nuovo bonus di 100 euro mensili, in sostituzione del precedente Bonus Renzi.

Ma questa prassi continuerà anche nel 2024?

Il Trattamento Integrativo 2024, delineato dal Decreto Legislativo n. 3/2020, prevede un incremento annuale di 1200 euro, elevando il bonus IRPEF di 20 euro. Questo beneficio è esteso a tutti i lavoratori e ai disoccupati Naspi che dichiarano un reddito fino a 15.000 euro.

Trattamento Integrativo 2024: esiste un reddito minimo?

Il DL 3/2020, convertito in legge il 2 aprile 2020 con il numero 21, stabilisce un nuovo bonus IRPEF, distribuito in dodici mensilità anche per il 2024, che sostituisce per il quarto anno consecutivo il vecchio Bonus Renzi di 80 euro.

Il Trattamento Integrativo è assegnato a coloro:

  • che non rientrano nella categoria degli incapienti, ovvero ai contribuenti con un’imposta IRPEF lorda maggiore rispetto alla detrazione per lavoro delineata dall’articolo 13, comma 1 del TUIR;
  • che possiedono un reddito annuale per il 2024, variabile da un minimo di 8.500 euro a un massimo di 15.000 euro, per un totale di 365 giorni di detrazione fiscale.

In pratica, soltanto chi dichiarerà un reddito annuale per il 2024 (calcolato su 365 giorni), compreso tra 8.500 e 15.000 euro, riceverà per intero il Trattamento Integrativo di 1200 euro.

Limite di reddito superiore a 15.000 euro

Il trattamento integrativo di 1200 euro mensili spetta ai contribuenti con un reddito tra 15.001 euro e 28.000 euro, solo se la somma delle detrazioni sotto elencate supera l’imposta lorda:

  • detrazioni per lavoro dipendente;
  • detrazioni per oneri familiari;
  • detrazioni per interessi passivi su mutui relativi a terreni e abitazioni principali acquisiti entro il 31 dicembre 2023;
  • detrazioni per spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica sostenute fino al 31 dicembre 2023.

A chi spetta il trattamento integrativo 2024?

Ricordiamo che il bonus mensile di 100 euro spetta ai:

  • dipendenti pubblici e privati;
  • lavoratori in cassa integrazione;
  • beneficiari dell’Ape Sociale;
  • sacerdoti;
  • soci di cooperative;
  • lavoratori socialmente utili;
  • lavoratori con contratti co.co.co.;
  • titolari di stage, borse di studio o formazione professionale.

Come agire a partire da Gennaio 2024?

Dal gennaio 2024, tutti i dipendenti e i disoccupati Naspi avranno diritto all’ex Bonus Renzi, a condizione che rispettino i limiti di reddito precedentemente citati (tra 8.500 e 15.000 euro).

Noi di insindacabili consigliamo di revocare il Trattamento Integrativo sulle retribuzioni per i cittadini con un reddito complessivo inferiore a 8.500 euro o superiore a 15.000 euro.

Calcolo del Trattamento Integrativo: perché revocarlo nel 2024?

Per verificare l’imponibile fiscale, si deve controllare il quadro Irpef dell’ultima busta paga ricevuta a dicembre 2023.

Ad esempio, se l’imponibile IRPEF di un lavoratore è pari a 20.479,35 euro e il contratto di lavoro è a tempo indeterminato, si consiglia di revocare immediatamente il Trattamento Integrativo per l’anno 2024.

Quadro irpef busta paga
Quadro irpef busta paga

È possibile rinunciare temporaneamente al Trattamento Integrativo, comunicandolo al datore di lavoro, all’amministrazione tramite il modello di detrazione fiscale, o all’INPS, in via telematica.

Coloro che non percepiscono il Trattamento Integrativo sulla busta paga, sulla Naspi o sulla disoccupazione agricola, durante l’anno, possono comunque recuperarlo, nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, se rispettano i limiti di reddito stabiliti.

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