Articolo aggiornato il 24 Novembre 2022 da Nicola Di Masi

Ape sociale 2023 ultimissime notizie

Ape Sociale 2023 requisiti e ultime notizie: Il disegno di legge della manovra finanziaria 2023, ha prorogato la pensione anticipata Ape sociale, sino al 31 dicembre 2023.

Anche dal 1° Gennaio 2023 al 31 Dicembre 2023, si potrà anticipare l’amata pensione, con uno scivolo retributivo, (non pensionistico) raggiungendo: 63 anni di età anagrafica e 30 anni di contributi, esclusivamente con determinati requisiti sociali.

Vediamoli tutti i requisiti per ottenere l’Ape sociale 2023.

Ape sociale 2023 come funziona?

A chi spetta l’Ape sociale 2023? La pensione Ape social Inps 2023, spetta ai:

  1. lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico,
  2. ai lavoratori autonomi,
  3. ed ai lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps,

Per ottenere lo scivolo pensionistico anticipato, secondo la nuova manovra pensione 2023, bisogna essere in possesso di determinati requisiti:

  • 63 anni di età compiuti;
  • un’anzianità contributiva minima di 30 anni;
  • 36 anni di contributi, per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose, di cui almeno sei anni svolti in queste attività, ridotti di 12 mesi per ogni figlio, per un massimo di due anni, per le lavoratrici donne disoccupate e per le donne che hanno svolto lavori gravosi,
  • 32 anni di contributi per gli operai edili;
  • non titolari di pensione diretta sia in Italia che all’Estero, (è compatibile l’ape sociale con la pensione ai superstiti e la pensione di invalidità civile)
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, entro tre anni e sette mesi,
  • cessato qualsiasi attività lavorativa dipendente e di lavoro autonomo.

Ape sociale 2023 a chi spetta?

Come andare in pensione a 63 anni? L’Ape sociale è un anticipo pensionistico, per i lavoratori con 63 anni di età compiuti e 30 anni di contributi e con particolari situazioni sociali di svantaggio. Possono richiedere l’Ape sociale 2023:

  1. i DISOCCUPATI (per licenziamento, dimissione per giusta causa e risoluzione del rapporto di lavoro), che abbiamo terminato di riscuotere la disoccupazione Naspi o altra prestazione a sostegno del reddito;
  2. chi assiste (CAREGIVERS) al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (un figlio o un genitore), unito civilmente, con handicap grave, come riportato dal verbale rilasciato dalla commissione medica 104/92 (articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  3. chi è in possesso di un’invalidità civile con un grado di invalidità pari o superiore al 74%, accertata dalla commissione medica invalidi civili;
  4. chi è lavoratore gravoso e titolare di almeno 36 anni di contributi e che abbiano svolto da almeno sette anni negli ultimi 10 ovvero almeno sei anni negli ultimi sette, una o più delle seguenti attività definite gravose:
  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti,
  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

A questi, dal 1° gennaio 2022 si aggiungono le seguenti categorie:

  • Tecnici della salute;
  • Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
  • Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
  • Operatori della cura estetica;
  • Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati;
  • Artigiani, operai specializzati, agricoltori;
  • Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
  • Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
  • Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
  • Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
  • Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
  • Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • Conduttori di mulini e impastatrici;
  • Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
  • Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
  • Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
  • Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
  • Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
  • Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
  • Portantini e professioni assimilate;
  • Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
  • Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Ape sociale è compatibile con il lavoro?

Possono richiedere l’Ape sociale Inps 2023, anche tutti coloro che hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti e che non hanno presentato la relativa domanda telematica all’Inps, nonché i soggetti decaduti dal beneficio, che intendono ripresentare domanda.

Al momento della domanda bisogna aver cessato qualsiasi attività lavorativa. Invece solo dopo il pagamento dell’indennità Ape sociale, si potrà continuare a lavorare rispettando alcuni limiti di reddito:

  1. 8.000 euro annuali lordi da lavoro dipendente,
  2. 4.800 euro annuali lordi da lavoro autonomo.

In questo caso è importante presentare annualmente la dichiarazione dei redditi 730 o Unico ed il modello RED dell’Inps.

Scadenza domanda Ape sociale 2023?

Per richiedere l’Ape sociale 2023, bisogna inviare telematicamente due domande:

  • una, per il riconoscimento delle condizioni di accesso (se ci sono i requisiti),
  • la domanda di pensione Ape sociale Inps, dopo l’accoglimento della prima istanza.

Si può presentare la domanda online:

La procedura, per la verifica dei requisiti dell’anno 2023, non è ancora attiva. Si può presentare domanda:

  • dal 1° Gennaio 2023 al 31 Marzo 2023;
  • dal 1° Aprile 2023 ed entro il 15 luglio 2023;
  • dal 16 Luglio 2023 e non oltre il 30 Novembre 2023.

L’Inps dovrà comunicare l’esito dell’istruttoria delle condizioni di accesso:

  • entro il 30 Giugno 2023, per le domande presentate entro il 31/03/2023;
  • entro il 15 Ottobre 2023, per le domande inviate entro il 15/07/2023;
  • non oltre il 31/12/2023, per le domande di verifica delle condizioni, presentate dopo il 15 Luglio 2023 ed entro il 30 Novembre 2023.

Ape social 2023 importo netto mensile

L’importo dell’indennità APE sociale mensile, è pari a 1500 euro lordi ed a 1210 euro netti. Non spetta sulla Ape social Inps: la tredicesima mensilità, la rivalutazione annuale e l’integrazione al trattamento minimo.

Allo scivolo pensionistico Ape sociale Inps non spettano anche:

  • la contribuzione figurativa,
  • gli assegni familiari,
  • la reversibilità, nel caso di morte del titolare.

Ape social pagamento 2023

L’Ape sociale decorre dal mese successivo, dalla data di presentazione della domanda di liquidazione. Per chi presenta la domanda entro il 31 Gennaio 2023, avendo già certificato i requisiti, la pensione decorre dal 1° Febbraio 2023, solo se si è cessata l’attività di lavoro subordinato, autonomo e parasubordinato, sia in Italia che all’Estero.

In caso di ritardi, all’indennità Ape sociale, vengono pagati i trattamenti retributivi arretrati, sempre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda.

Ai beneficiari della pensione Ape sociale, spetta il nuovo trattamento integrativo di 1200 euro annuali. Per chi non lo percepisce sulla pensione Ape sociale Inps, può sempre recuperarlo sulla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, 730 o modello ex Unico.

Riferimenti normativi: Messaggio n. 402 del 29 Gennaio 2019, Circolare Inps n. 15 del 01/02/2019Circolare Inps n. 34/2018, messaggio INPS numero 62 del 8 gennaio 2021

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4 Commenti

  1. Non riesco a comprendere due condizioni, la prima riguarda l’eventuale ricalcolo a 67 anni ,ci sarà? Secondo se decide il titolare del APE i superstiti ,eventuali moglie figli ,ecc non otterranno mai la reversibilità o a 67 anni tutto si normalizza?
    GRAZIE

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