Articolo aggiornato il 28 Marzo 2021 da Stefano Mastrangelo

Assegno per i figli da Luglio 2021: quanto spetta?

Dal 1 Luglio 2021, sarà riconosciuto il nuovo assegno unico per i figli, sostituendo tutte le misure a favore delle famiglie. Definitivamente approvato dalla legge di bilancio 2021, vediamo cosa prevede e come funziona.

Le maggiori novità dell‘assegno unico ed universale per le famiglie è l’erogazione del sostegno economico, per figli con un’età sino a 21 anni, per chi sino ad oggi non ha aveva diritto a nulla e per le mamme dal settimo mese di gravidanza.

Chi può percepire l’assegno unico per i figli?

Il nuovo aiuto economico per le famiglie è stato già finanziato dalla legge di bilancio 2021, con un valore i tre miliardi di euro. Per questo, con il nuovo governo, non ci dovrebbero essere modifiche rilevanti.

L’assegno unico ed universale spetta:

  • ai lavoratori dipendenti pubblici e privati,
  • ai lavoratori anche autonomi,
  • ai disoccupati (da confermare) per chi non ha alcun reddito o per coloro non percepiscono nessuna indennità INPS,
  • ai professionisti (vedremo nel dettaglio quali).

Questi lavoratori devono essere residenti in Italia, avere i figli a carico fiscalmente durante la percezione del beneficio economico, convivere nello stesso nucleo familiare.

Come funziona l’assegno per i figli?

L’assegno sarà possibile richiederlo all’INPS telematicamente:

  • dal settimo mese di gravidanza fino a 18 anni del bambino, con una maggiorazione a partire dal terzo figlio;
  • dal diciottesimo anno di età sino a 21 anni, a determinate condizioni. Solo se il figlio frequenta un corso di laurea o di un tirocinio formativo, o svolge il servizio civile universale. Lo stesso assegno potrà essere corrisposto direttamente al figlio, anche quando sia registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro;
  • ai figli con una disabilità è riconosciuto un assegno maggiorato, secondo la classificazione del grado di disabilità, sino all’età di 21 anni e corrisposto anche dopo i 21 di età senza maggiorazione.

Assegno Unico: quanto spetta?

L’importo dell’assegno unico e universale, in partenza da Luglio 2021, è pari a circa 200-250 mensile, ed è costituito da una quota fissa e da una quota variabile, in base l’indicatore della situazione economica Isee.

Lo stesso importo è maggiorato del:

  • 20%, per i figli successivi al primo o al secondo (un decreto definirà il tutto),
  • 30% e sino al 50%, per i figli con disabilità.

Il sostegno economico è corrisposto mensilmente in denaro o tramite credito di imposta, oppure attraverso il riconoscimento di un credito di imposta da riportare sulla dichiarazione dei redditi.

L’assegno unico per i figli è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con le altre misure delle Regioni, dalle Province autonome e dei Comuni, a favore dei figli a carico.

In caso di separazione legale o annullamento del matrimonio, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario, l’assegno è ripartito in uguale misura. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno universale è pagato, in mancanza di accordo, al cinquanta per cento tra i genitori.

L’assegno Unico per i figli sostituirà gli assegni familiari?

Gradualmente con l’introduzione dell’assegno unico dovrebbero essere eliminate queste misure:

  • assegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori,
  • assegno di natalità o bonus bebè,
  • bonus mamma di 800 euro,
  • fondo di sostegno alla natalità,
  • l’assegno familiare in busta paga,
  • le detrazioni per figli a carico.

Attendiamo il decreto definitivo che fissi i criteri e le modalità per ottenere l’assegno per i figli da Luglio 2021.

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