Articolo aggiornato il 20 Marzo 2023 da Nicola Di Masi

Riforma fiscale Governo Meloni: cosa prevede?

Come funziona la riforma delle aliquote fiscali del Governo Meloni? Il 16 marzo 2023 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, il disegno di legge delega sulla riforma fiscale.

In sintesi il disegno di legge mira a ridurre la pressione fiscale (Flat tax per tutti) riducendo le aliquote Irpef da quattro a tre. La riforma mira inoltre ad aumentare il grado di “certezza” del diritto, alla semplificazione delle procedure, e a ridurre il contenzioso tra fisco e cittadino per attrarre i capitali esteri.

La legge delega è quindi solo un primo passo, perché è necessaria la sua discussione ed approvazione in Parlamento.

Vediamo insieme cosa prevede la nuova riforma fiscale del Governo Meloni.

Come cambieranno le aliquote irpef nel 2024?

Le ipotesi tecniche sul tavolo sono più di una. Quella che sembra avere maggiori consensi al Governo, accorpa i primi due scaglioni estendendo fino a 28mila euro di reddito lordo annuo l’aliquota del 23%, che oggi si ferma a 15mila euro per alzarsi al 35% sui redditi superiori. Il resto del panorama Irpef rimarrebbe invariato confermando l’aliquota del 35% fra 28mila e 50mila euro e il 43% sopra questa soglia.

Insieme alle aliquote ed agli scaglioni di reddito, potrebbero anche cambiare le detrazioni per lavoro dipendente e per per i pensionati, consentendo una minore trattenuta irpef, dopo il calcolo dell’imposta, sui redditi di lavoro dipendente e di pensione.

Oggi per calcolare l’irpef 2023 di un lavoratore dipendente, bisogna, prima di tutto, sommare tutte le voci retributive e sottrarre l’importo dei contributi previdenziali (9,19% per i lavoratori dipendenti calcolati sulle voci retributive lorde e con una riduzione, anche per il 2023, del 2 e 3 per cento, in relazione alle retribuzioni lorde).

Su tale imponibile (retribuzione lorda – contribuzione Inps), denominato imponibile fiscale, bisogna moltiplicare le seguenti aliquote irpef del 2023:

  • fino a 15.000,00 euro si applicherà l’aliquota del 23%;
  • da 15.001,00 e fino ad euro 28.000,00, si pagherà 3450 euro annuali (15.000 x 23%) più il 25% della parte eccedente del reddito, tra 15.001 e 28.000 euro;
  • se il reddito è superiore ad euro 28.000,00 e fino a euro 50.000,00 euro, è prevista un’aliquota irpef del 35%,
  • oltre 50.000,00 euro in poi, si pagherà un’aliquota irpef del 43%.

A chi conviene?

Il vantaggio più immediato pare andrebbe a quei contribuenti che hanno un reddito tra 15mila e 28mila euro, che oggi occupano il secondo scaglione e che scenderebbe nel primo, vedendosi tagliare l’imposta di due punti.

Per capire quali sono i contribuenti che potrebbero trarre maggiori vantaggi dalla manovra fiscale, bisognerà attendere la conclusione del lungo iter legislativo, speriamo senza intoppi.

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