Articolo aggiornato il 5 Maggio 2020 da Stefano Mastrangelo

Uno sguardo alla futura ripresa economica italiana

L’argomento del momento, che monopolizza tutte le discussioni (e farà discutere a lungo) è naturalmente l’emergenza Coronavirus. In fase di contenimento quella sanitaria, seppur lungi dall’essere risolta. C’è un enorme problema economico finanziario che riguarda tutti i settori, anche in prospettiva futura.

Non voglio aggiungermi al coro delle spiegazioni e previsioni sulle misure e sull’evoluzione, perché l’argomento è abbondantemente sviscerato da tutti gli organi di informazione.

Voglio però guardare alle conseguenze della crisi e alle dolorose scelte presenti e future, con un’ottica diversa, altrettanto utile.

Ogni Crisi nasconde anche opportunità

Un concetto che ho più volte espresso nel mio libro di cultura e storia economica “I Pilastri della ricchezza”: ogni crisi, con le sue peculiarità e i cambiamenti forzati che comporta, nasconde anche opportunità; molte delle più importanti innovazioni di cui oggi godiamo, nascono da crisi sistemiche o soluzioni emergenziali di altre epoche.

Iniziamo con degli esempi: gli attentati multipli dell’11 settembre assestarono un colpo devastante al settore aero-spaziale, in particolare alle compagnie aeree.

Molte fallirono nei mesi successivi. Un settore che alcuni definirono “irrecuperabile” in quelle settimane concitate. La riorganizzazione del settore, con investimenti importanti nel campo della sicurezza e fusione di compagnie per aumento dei margini, ha portato alla nascita di nuovi sistemi organizzativi: le compagnie low cost sono nate anche a seguito di quella crisi, trascinando tutto il settore ad aprirsi ad un nuovo e più ampio mercato.

Molti degli strumenti tecnologici che oggi usiamo (a partire dalla rete internet e la tecnologia alla base dei telefoni cellulari) nascono invece come conseguenza di ricerca militare in epoche di tensioni e guerre. La rete internet e le spedizioni spaziali sono “figli” di protocolli e sperimentazioni in ambito militare, verso le quali arrivarono molte, inusuali risorse, proprio perché si era in una fase di emergenza.

La storia è piena di aziende che si sono sviluppate cogliendo le opportunità rappresentate da momenti di cambiamento: il fondatore della casa motociclistica giapponese Honda, sviluppò notevolmente i suoi progetti durante la seconda guerra mondiale; progetti che ebbero successo perché le motociclette, con la penuria di benzina, divennero utilissime.

In ogni crocevia storico, i cambiamenti permettono a chi è attento alle nuove tendenze, le nuove necessità, le nuove strade da percorrere, di approfittare di spazi enormi.

Durante le guerre mondiali del secolo scorso, decine di aziende si convertirono, spesso forzate da regimi militari o spinti da emergenze nazionali, verso nuove tecnologie, nuove produzioni, vere rivoluzioni organizzative.

E’ così, per esempio, che grandi aziende chimiche o meccaniche, come Basf e Siemens in Germania, hanno posto le basi per diventare leader nei loro settori. Ed è così che molte donne sono diventate imprenditrici o si sono affacciate per la prima volta nel mondo del lavoro negli anni ’40, quando migliaia di uomini erano impegnati al fronte e la mano d’opera scarseggiava.

L’attuale Crisi Economica ed i cambiamenti in atto

Veniamo dunque al presente. Alcuni fatti.

La sanità (sia pubblica che privata) mondiale, sta vivendo un periodo di forte pressione, che però comporta anche una riorganizzazione i cui benefici ci faranno comodo per i prossimi decenni, una volta superata l’emergenza. Le pandemie hanno da sempre provocato danni sociali ed economici: i sistemi sanitari mondiali (e i governi) hanno compreso l’importanza di dotarsi dispositivi di sicurezza, riorganizzazioni ospedaliere, strumenti di ricerca e diagnosi rapide e sicure.

Per gli ospedali, le epidemie e la cultura sanitaria in genere, avverrà esattamente quanto già visto per gli aeroporti dopo l’11 settembre: massicci investimenti in sicurezza e conseguenti salti dimensionali.

 La notevole quantità di liquidità che sta investendo e investirà il settore, avrà grandi risvolti positivi in termini socio-economici ed occupazionali nei prossimi anni. Non escluderei che molta della ricerca di questi mesi porterà a benefici nella cura di altre malattie.

Ancora: decine di aziende italiane ed internazionali si stanno riconvertendo. Laboratori chimici che supportano ospedali, opifici tessili che producono camici e mascherini. Piccoli imprenditori che accedono a grandi mercati producendo pezzi per respiratori.

Stiamo vivendo in poche settimane delle accelerazioni nella digitalizzazione del paese clamorose, che in tempi normali avremmo effettuato in 10 anni! Meno burocrazia per l’accesso a documenti e richieste, anziani che imparano a fare acquisti su internet, boom dell’e-commerce, audiolibri, utilizzo di applicazioni per poter operare a distanza. Studi professionali che riescono a raggiungere in poche ore decine di clienti, quando fino al giorno prima c’era bisogno di giorni e giorni di appuntamenti fisici.

Si calcola che circa il 60% di chi ha effettuato acquisti di beni e servizi on line in queste settimane lo abbia fatto per la prima volta!

Quante delle (buone) abitudini che abbiamo dovuto acquisire in queste dure settimane torneranno utili alla nostra società?

Possibilità di operare a distanza, riduzione dei costi di spostamento di migliaia di categorie (il famoso smart working)  aumento della produttività in numerosi settori, ampliamento dei servizi di grande distribuzione.

Molte aziende che si stanno orientando alla consegna a domicilio, per esempio, troveranno dei notevoli vantaggi e in molti casi potrebbero decidere di non tornare indietro. Idem per grandi organizzazioni che potrebbero abbattere i costi del personale grazie al lavoro a distanza.

Lo stesso avverrà in molti dei nostri rapporti sociali. Aumenteranno le possibilità di frequentare corsi a distanza, di vendere a distanza (risparmio di costi fissi importante); scuola, università, piattaforme online, aziende di intrattenimento, hanno aumentato notevolmente la loro possibilità di interagire con i loro target a distanza.

Certo, mi si potrebbe dire, diverse aziende potrebbero non farcela e si brucerà ricchezza.

Ma anche questo è un fenomeno di breve termine, che nel lungo termine, se ben gestito, potrebbe avere conseguenze assai migliorative.

La ripresa economica dopo il Coronavirus

Faccio un esempio. In questi mesi molte famiglie stanno rinviando o annullando acquisti, viaggi; molte aziende stanno trattenendo liquidità rinviando investimenti o evitando di ricorrere al debito.

Ma non è una riduzione dei consumi legata alla mancanza di offerta, o crisi di liquidità (anzi la liquidità sui conti degli italiani è enorme e altra liquidità sarà garantita da attori pubblici, come governo e BCE).

Semplicemente la domanda in alcuni settori è bloccata perché siamo tutti in casa: niente cinema, niente viaggi, niente parrucchiere, ecc.

Non appena si potrà tornare ad una graduale normalità, ci sarà una riprogrammazione dei consumi. Chi non si sposa a giugno, lo farà a settembre. Chi doveva cambiare la cucina, lo farà appena possibile. Ci sarà voglia di andare due volte al cinema a settimana, anche perché usciranno più film insieme.

Nell’attesa della fine di questa (breve) parentesi alcune realtà produttive meno sviluppate e solide, potrebbero non continuare la loro attività. Ma appena tutto ripartirà, ci saranno più consumi rispetto alle aziende in grado di assicurarle, quindi un aumento della produttività delle aziende sopravvissute, un rimbalzo importante di Pil, occupazione, investimenti (e nel frattempo il mercato sarà stato ripulito di realtà inefficienti, le quali probabilmente, stavano in piedi a fatica già prima della pandemia).

Anche nel mondo degli investimenti finanziari, come quelli economici, i prossimi mesi rappresenteranno una finestra di opportunità. I prezzi sono bassi, perché in tutti i mercati, dall’oro alle azioni, al petrolio agli immobili, ci sono più mani che vogliono (o devono) vendere, di mani che vogliono comprare.

Ma anche in questo caso, chi ha liquidità e pazienza, può cogliere opportunità su tanti fronti. I prezzi torneranno a salire, perché la richiesta di beni e servizi crescerà rapidamente dopo la fine della pandemia e col graduale, ma inesorabile, ritorno alla normalità. Una normalità (quella fino a gennaio scorso) fatta di produttività, consumi, investimenti in aumento. Questi progressi, passata l’emergenza, saranno anche corroborati (si spera) da uno spirito diverso: voglia di vivere, maggiore attenzione ai rapporti umani, le tematiche ambientali, la solidarietà.

Insomma, è proprio il caso di dire, con una citazione: “Non lasciare passare questa crisi invano”.

Ultima curiosità: tante invenzioni, intuizioni, opere d’arte e letterarie, sono nate da menti di persone costrette in isolamento per quarantena o malattia.

Nel 1665 ai tempi della grande peste di Londra, il giovane (allora) Isaac Newton dovette isolarsi per scamparla; il morbo uccise infatti il 20% della popolazione. Fu in una villa di campagna (dove c’erano appunto i famosi alberi di melo che lo ispirarono) che pose le basi per alcune sue teorie di calcolo e varie soluzioni a problemi matematici. Una strada che avrebbe portato qualche anno dopo alla formulazione della teoria della legge di gravità.

Cerchiamo anche noi ispirazione da questa condizione, che passerà, impegnandoci, appunto, a non farla passare invano.

Il mio libro: “I Pilastri della Ricchezza” acquistabile su:

Libro di Raffale De Leonardis: https://www.lesflaneursedizioni.it/product/i-pilastri-della-ricchezza/

Contatti del Family Banker: Dott. Raffaele De Leonardis
Email: Raffaele.de.leonardis@alice.it
Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC5A4kKwkJ31doYCcfvDapJA

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