Quando serve l’Isee corrente 2023?

Isee corrente 2023: requisiti e quando si può fare? L’Isee corrente è una dichiarazione sostitutiva unica, per attestare la situazione reddituale più recente (dei 2 o 12 mesi), dell’intero nucleo familiare.

Prima di presentare un Isee corrente dell’anno 2023, bisogna prima di tutto attestare la situazione economica dei due anni precedenti (anno 2021) con l’Isee ordinario ed in seguito, in caso di possesso dei requisiti previsti dalla legge, è possibile inviare un Isee corrente.

La dichiarazione ISEE corrente 2023, è indispensabile per attestare una situazione reddituale attuale o più recente, garantendo, ad esempio, un importo maggiore del Reddito di cittadinanza o addirittura, il mantenimento dei requisiti economici nell’anno, rispetto all’Isee ordinario.

Quando si può fare il modello Isee corrente 2023?

Per richiedere l’Isee corrente 2023, bisogna aver presentato antecedente un Isee ordinario ed è fondamentale che si verifichino, nel momento della richiesta dell’Isee attuale, una delle seguenti condizioni:

  • variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25%, rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente,
  • variazione della situazione lavorativa come previsto al comma 1 dell’articolo 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Le variazioni si dividono in diverse categorie:

Categoria A: lavoro a tempo indeterminato e/o trattamenti esenti.

  1. Lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, per i quali sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa;
  2. i componenti per i quali si è verificata un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali ed indennitari, non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  3. i componenti per i quali è iniziata, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, la fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;

Categoria B: Lavoro a tempo determinato o autonomo

  1. lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili, che risulti attualmente non occupato;
  2. componente che abbia trovato occupazione, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili;
  3. lavoratore autonomo, non occupato alla data di presentazione della DSU;
  4. componente che abbia iniziato una propria attività, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore autonomo.

Categoria C: Variazione del reddito complessivo

  1. Variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE ordinario.

Dal 1° Aprile 2023 si è aggiungerà una nuova categoria, la D:

  • variazione della situazione patrimoniale complessiva del nucelo familiare del 20%, rispetto alla situazione patrimoniale dell’ISEE calcolato ordinariarmente. Tale variazione può essere fatta dal 1° Aprile di ogni anno e cumulata con: la variazione della situazione lavorativa ovvero l’interruzione di trattamenti previdenziale e con la variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al 25%.

A cosa serve l’Isee corrente 2023?

Il modello Isee corrente o la dichiarazione DSU corrente 2023, è un indicatore della situazione economica del nucleo familiare attuale. E’ importante sapere che il modello corrente sostituisce solo i seguenti redditi sino al 31 Marzo 2023:

  • redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei 12 mesi precedenti a quello della richiesta della prestazione,
  • redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma individuale che di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo dell’esercizio dell’attività,
  • trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, non già inclusi nei redditi da pensione. Sono esclusi i trattamenti erogati per condizione di disabilità.
  • Reddito di cittadinanza o reddito di emergenza percepito negli ultimi 12 o 2 mesi.

Sul modello Isee corrente non variano i redditi di tutti gli altri quadri, come gli assegni di mantenimento per il coniuge e figli.

Solo a partire dal 1° Aprile 2023, sarà possibile variare anche la situazione patrimoniale, mobiliaria ed immobiliaria, rispetto all’anno precedente.

Quando si rinnova l’isee corrente 2023?

Il nuovo Isee corrente, ha una validità di 6 mesi, quando l’aggiornamento riguarda solo i redditi dei componenti del nucleo familiare.

L’Isee corrente 2023, al contrario, ha una validità sino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, solo se si aggiornano i patrimoni o i patrimoni ed i redditi.

Al contrario bisogna aggiornare, entro due mesi dall’evento, il modello Isee corrente prima della scadenza, se durante il periodo di validità (6 mesi o sino al 31 dicembre) ci sono delle variazioni, come cambia la:

  1. situazione occupazionale (un componente del nucleo ha una nuova occupazione)
  2. percezione di trattamenti Inps (un componente ha iniziato a percepire un’indennità previdenziale, assistenziale o indennitario, non rientrante nel reddito complessivo ai fini irpef).

Come fare Isee corrente 2023?

Il nuovo modello Isee corrente 2023, a seguito del Decreto crescita del 30 Giugno 2019 e decreto direttoriale del Ministero del lavoro del 4 Ottobre 2019, ha cambiato il suo aspetto. L’Isee corrente è costituito da 4 riquadri:

  1. QUADRO S1 richiesta Isee corrente, dove è indicato il codice fiscale del richiedente ed il protocollo del modello Isee ordinario,
  2. QUADRO S2 variazioni rilevanti a fini della richiesta Isee corrente, dove sono indicate le condizioni per richiedere il modello isee corrente,
  3. QUADRO S3 situazione reddituale corrente,
  4. QUADRO S4 documentazione allegata, dovo sono allegati i documenti che accertano e certificato, le variazioni riportate nel quadro S2 e la situazione reddituali aggiornate.

Si può presentare l’isee corrente tramite il CAF che ha inviato o non ha inoltrato il modello Isee ordinario e tramite il servizio online Inps: Isee post riforma 2015, solo per chi ha anche presentato un modello Isee ordinario precompilato o post riforma con Inps.

Cosa va indicato sul modello Isee corrente 2023?

Nel modello corrente bisogna indicare:

  • i componenti del nucleo familiare per cui è intervenuta una variazione,
  • la tipologia di variazione: A, B o C, secondo i casi indicati precedentemente;
  • la data in cui è intervenuta la variazione – cioè la data di risoluzione del rapporto di lavoro, di cessazione dell’attività, di interruzione dei trattamenti, di variazione della situazione occupazionale intervenuta nel periodo di validità dell’ISEE corrente,

i redditi ed i trattamenti:

  • LD: redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei 12 mesi
    precedenti a quello della richiesta della prestazione;
  • LA: redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma
    individuale che di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di
    richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo dell’esercizio dell’attività;
  • TR: trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a
    qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, non già inclusi nei redditi da pensione (LD). Sono esclusi i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità

Nel caso di componente per il quale si è verificata un’interruzione di trattamenti ovvero lavoratore dipendente a tempo indeterminato, per cui sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa, è possibile, compilare la tabella, con i redditi percepiti negli ultimi 2 mesi (rispetto ai 12 standard). In questo caso i redditi indicati saranno moltiplicati per 6. (quindi bisogna anche calcolare la convenienza)

Il messaggio Inps chiarisce, che la perdita di un trattamento Inps come la Naspi, deve avvenire, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento del reddito considerato nell’Isee ordinario (2021 per Isee 2023). Quindi si può fare un Isee corrente, quando la variazione si è verificata a partire dal 1° Gennaio 2023.

Isee corrente 2023 per reddito di cittadinanza

Con il modello isee corrente 2023, i percettori del reddito e pensione di cittadinanza possono cambiare, in maniera rilevante, l’importo della ricarica Inps.

Infatti, dopo al presentazione del modello Isee ordinario 2023, molti titolari del sussidio, potrebbero percepire meno dell’anno precedente, in quanto hanno ricevuto dei redditi maggiori nell’anno 2021.

Per questo, se la situazione dei redditi e trattamenti è variata, rispetto all’anno 2021, è indispensabile richiedere un modello Isee corrente 2023 (se il richiedente è in possesso dei requisiti), indicando i redditi:

  1. degli ultimi 12 mesi, come i trattamenti erogati dall’Inps, il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza,
  2. degli ultimi 2 mesi, nei casi precedentemente indicati.

Ad esempio se il nucleo familiare aveva un reddito agli inizi dell’anno 2021 di 5000 euro ed un componente ha terminato la Naspi, bisogna controllare se è più conveniente presentare un modello Isee corrente, per aumentare le ricariche per i prossimi 6 mesi.

Rispondiamo alle domande più frequenti:

Nell’ISEE corrente 2023 fa reddito il Reddito di Cittadinanza? Sì, nel modello Isee corrente bisogna indicare manualmente (a differenza del modello Isee Ordinario) le ricariche ricevute degli ultimi 2 o 12 mesi e rientra come trattamento assistenziale non imponibile ai fini IRPEF.

Prima della scadenza dell’Isee corrente (non dopo), con validità 6 mesi, è necessario rinnovarlo, se il nucleo familiare è in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Riferimenti normativi: Messaggio Inps n. 3835 del 23/10/2019

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2 Commenti

  1. Salve, ho compreso che il RdC va inserito fra i trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari nel quadro S3, mi servirebbe sapere se anche l’Assegno Unico deve essere inserito .
    Grazie

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