Cosa bisogna pagare in contanti dal 2020 e qual è il limite del contante?

Il Decreto legge del 26 ottobre 2019, n. 124, ha previsto nuove misure per limitare l’utilizzo del contante in Italia dal 2020 e per usufruire di determinate agevolazioni fiscali, solo attraverso il pagamento con versamenti bancari o postali e con carte ed assegni bancari.

Fino a quanto posso pagare in contanti dal 2020?

Diverse sono state le normative per limitare l’uso del contante in Italia. Infatti lo scopo del legislatore è quello di combattere l’evasione fiscale, agevolando strumenti di pagamento con carte elettroniche o assegni. Dal 6 Dicembre 2011 la soglia massima del limite al contante era:

  1. sino a 999,99 euro,
  2. dal 1° Gennaio 2019 si è alzata sino 2.999.99.

Sino ad arrivare alla pubblicazione del decreto legge del 26 ottobre 2019, n. 124, in corso di approvazione, che ha previsto:

  • dal 1° Luglio 2020 al 31 dicembre 2021, un limite al pagamento in contanti di euro 1999,99 euro,
  • dal 1° Gennaio 2022 una soglia massima al pagamento in contanti di 999,99.

Il limite dal 1° Luglio 2020 sarà confermato, a seguito dell’approvazione definitiva del decreto legge. Questo limite vale anche per le donazioni e prestiti in denaro concessi ai parenti, anche se i pagamenti sono frazionati.

Stop al pagamento in contanti delle spese detraibili al 19%

Il disegno di legge di bilancio 2020, in discussione in commissione di bilancio al Senato, ha previsto che alcune spese detraibili sul modello 730, saranno scaricabili solo se pagate con versamenti bancari o postali, con carte prepagate e di credito o assegni bancari o postali.

Quindi i contribuenti, non avranno diritto alla detrazione del 19%, se non pagheranno nel 2020 queste spese con documenti tracciabili. Le spese che nel 2020 dovranno essere pagate con:

  1. carte prepagate o di credito,
  2. assegni bancari o postali,
  3. versamenti bancari o postali,
  4. assegni circolari

sono tutte le spese indicate nel quadro E del 730 o del modello ex unico (spese sanitarie, spese funebre, veterinarie), detraibili al 19%, tranne:

  • i medicinali,
  • i dispositivi medici,
  • le prestazioni specialistiche presso strutture pubbliche o accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

Ad esempio un medicinale come la tachipirina si potrà pagare in contati, mentre il pagamento al dentista dovrà avvenire con strumento tracciabile.

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