La Pensione di reversibilità nel 2026
Pensione di reversibilità e limiti di reddito 2026: quali sono i casi in cui viene ridotta la pensione di reversibilità? Quali sonoi redditi percepiti dal titolare di pensione ai superstiti che possono influire sul trattamento pensionistico?
Ai sensi dell’articolo 1 comma 41 della legge numero 335 del 1995, la pensione ai superstiti viene decurtata di una percentuale pari al 25, 40 o 50 percento della prestazione pensionistica, qualora supera i limiti di reddito previsti dalla legge.
La pensione di reversibilità, del defunto coniuge già coniugato, o la pensione indiretta, ossia la pensione ai superstiti del coniuge deceduto, non ancora pensionato, non subisce nessun taglio nel 2026,se il pensionato non supera 23.533,56 euro di reddito personale (valore da aggiornare per il 2026 con Circolare Inps).
Quando viene decurtata la pensione di reversibilità nel 2026?
La pensione di reversibilità in Italia rappresenta una
delle tutele sociali più importanti per migliaia di
famiglie che, da un giorno all’altro, si trovano a dover
affrontare non solo un lutto, ma anche una situazione economica
completamente diversa da quella precedente. Quando viene a mancare
un coniuge, spesso viene meno anche la principale fonte di reddito
della famiglia, soprattutto nei nuclei in cui una sola persona
lavorava o percepiva una pensione più consistente. In questi casi
la pensione ai superstiti diventa un sostegno concreto, che
permette di continuare a pagare l’affitto o il mutuo, le bollette,
le spese mediche e quelle quotidiane senza scivolare immediatamente
in una condizione di povertà.
Non si tratta di un privilegio, ma del riconoscimento di contributi
versati per anni dal lavoratore o dal pensionato deceduto,
contributi che avevano proprio lo scopo di garantire una protezione
anche ai familiari più stretti. In un Paese come l’Italia, dove
molte persone anziane vivono sole o con redditi molto bassi,
la reversibilità rappresenta spesso l’unico argine contro
l’emarginazione economica, soprattutto per le vedove e i
vedovi più anziani che non hanno la possibilità di rientrare nel
mondo del lavoro.
È anche una misura che tiene conto della realtà sociale del nostro
Paese, fatta di famiglie che hanno costruito il proprio equilibrio
economico su un reddito condiviso e che, senza questa tutela, si
troverebbero improvvisamente in difficoltà. Per questo la pensione
di reversibilità non è solo una voce di spesa, ma uno strumento di
solidarietà intergenerazionale e di giustizia sociale, fondamentale
per garantire dignità e continuità di vita a chi resta.
Ai fini della valutazione dei limiti di reddito previsti dalla legge, per la decurtazione della pensione ai superstiti, non si considerano i seguenti redditi:
- i redditi derivanti dalla stessa pensione ai superstiti,
- la rendita rivalutata della casa di abitazione,
- il trattamento di fine rapporto ed i compensi arretrati assoggettati a tassazione separata.
Se gli altri redditi del pensionato, oltre a quello indicati precedentemente, sono superiori a:
- 23.533,56 euro ed inferiori a 31.376,74 (valori da aggiornare per il 2026) euro, si applicherà un taglio del 25%,
- per altri redditi tra il range di 31.376,74 e 39.220,93 (valori da aggiornare per il 2026) euro, si applicherà una riduzione del 40%,
- infine, per i redditi superiori a 39.220,93 euro (valori da aggiornare per il 2026), l’Inps ridurrà l’assegno pensionistico del 50%.
La circolare Inps numero 234 del 1995, ha previsto una clausola di salvaguardia per i redditi leggermente superiori ai limiti. Ogni anno per comunicare i redditi, basta inviare il modello 730 o in alternativa il modello RED Inps.
Quanto spetta di pensione reversibilità 2026?
L’importo della pensione di reversibilità è pari:
- al 60% della pensione lorda, nel caso in cui viene riconosciuta solo al coniuge,
- al 70%, nel caso in cui è presente solo un figlio,
- all’80%, nel caso in cui ci siano sia il coniuge ed il figlio del defunto avente diritto, oppure due figli senza coniuge,
- al 100% al coniuge con due o più figli, oppure a tre o più figli,
- è pari al 15%, per altri familiari aventi diritto.
La riduzione non si applica, nel caso in cui la pensione ai superstiti spetti ai figli (anche insieme al coniuge), ai minori di età di 18 anni, agli inabili ed agli studenti.
Gli eredi del defunto hanno anche diritto ai ratei di tredicesima dell’assistito, sia dal datore di lavoro o dall’Ente e sia dall’Inps, se il parente deceduto era già titolare di pensione.
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Articolo aggiornato il 19 Gennaio 2026 da Stefano Mastrangelo
