Articolo aggiornato il 20 Settembre 2022 da Stefano Mastrangelo

Come funzionano i permessi elettorali ed i riposi compensativi?

Permessi elettorali dipendenti pubblici e privati: come richiederli? In vista delle prossime elezioni del 25 settembre 2022, vediamo insieme come funzionano i permessi elettorali, per tutti coloro che hanno un ruolo nei seggi elettorali.

I lavoratori dipendenti pubblici e privati impiegati nei seggi, durante le elezioni europee, le politiche nazionali, le amministrative regionali e comunali o un referendum costituzionale, sono pagati regolarmente dal datore di lavoro, come se fosse un normale giorno lavorativo.

In occasione delle diverse competizioni elettorali, tutti coloro che svolgono funzioni presso i seggi elettorali, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro, per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.

Permessi elettorali dipendenti pubblici e privati: a chi spettano?

I permessi elettorali o i riposi compensativi, spettano a partire dal giorno prima della data di consultazione elettorale (come il 24 settembre) e sino al giorno dello scrutino dei voti, per i lavoratori che svolgono il seguente ruolo:

  • Presidente di seggio elettorale,
  • Scrutatore,
  • Segretario,
  • Rappresentati di lista dei candidati nei collegi uninominali e di vista o di gruppo di candidati e rappresentanti dei partiti e dei gruppi politici,
  • Promotori di referendum.

I giorni di assenza dal lavoro, per funzioni elettorali, sono retribuiti come un giorno normale di presenza.

Ad esempio se il voto ricade di domenica, quindi non lavorativo, spetta un giorno di riposo compensativo da godere il giorno successvio, dalla fine delle operazioni elettorali. Mentre se lo scrutinio si potrae dopo le 24 della domenica (giornata impegnata nel voto), il lunedì è da richiedere, anche, come permesso retributivo.

Per chi lavora sabato e domenica, anche queste giornate sono normalmente retribuite anche se le operazioni elettorali durano poche ore.

Domenica 25 settembre ad esempio si vota dalle ore 7:00 alle ore 23:00 e subito dopo inizieranno le operazioni di scrutinio.

Quindi il lavoratore ha diritto ad essere retribuito per i giorni che di regola sono retributivi, quando si presenta al seggio o ha diritto a riposi compensativi, se sabato e domenica non sono lavorativi da contratto.

Come richiedere i permessi elettorali al datore di lavoro?

I lavoratori impegnati in funzioni elettorali, devono preventivamente presentare all’azienda, un documento, che attesti la convocazione al seggio elettorale. In seguito, dopo le operazioni di voto, gli stessi lavoratori impegnati nei seggi, devono rilasciare al datore di lavoro una dichiarazione del Presidente di seggio, dove si attesta: l’orario di inizio e di fine delle operazioni elettorali, con il bollo del seggio elettorale.

Il datore di lavoro è tenuto a pagare la retribuzione al lavoratre assente, come se fosse una normale giornata di lavoro. Ai permessi retributivi vengono applicate le ritenute fiscali e previdenziali.

Riferimento Normativo: Decreto del Presidente della Repubblica, 30 marzo 1957 numero 361 – legge del 21 marzo del 1990 n. 53 e dalla legge 29 gennaio 1992 n. 62.

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