Sismabonus 2018: cos’è? Le linee guida

A chi spetta la detrazione fiscale sismabonus 2018? Per le spese sostenute per lavori antisismici, spetta una detrazione fiscale sino all’ottanta percento (80%) per gli immobili destinati ad abitazioni principale e per tutti gli altri immobili, compresi i condomini ed i fabbricati delle attività produttive. La legge di bilancio 2018 e l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 34/E/2018, ha definito, una volta per tutte, le modalità per scaricare le spese per gli interventi antisismici.

Detrazione sismabonus 2018: a chi spetta?

La detrazione fiscale sismabonus è una detrazione fiscale, riconosciuta ai contribuenti che intervengono sugli immobili a rischio sismico, sino ad una spesa di 96.000 euro. Tale detrazione è valida dal 01/01/2017 fino al 31/12/2021 ed è recuperabile in 5 anni, a differenza delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie degli immobili. Le detrazioni fiscali per sismabonus 2018 spettano:

  • ai cittadini che effettuano lavori antisismici, realizzati sull’abitazione principale ed anche su altri immobili;
  • l’immobile oggetto dell’intervento deve trovarsi all’interno delle zone 1 – 2 – 3;
  • gli interventi possono determinare una riduzione del rischio sismico di 1 o due classi.

Sismabonus 2018: come funziona?

Possono scaricare le spese, per i lavori antisismici previsti dall’art. 16, comma 1 bis, D.L. 63/2013, ed effettuati:

  • sugli immobili ubicati nelle zone 1 – 2 – 3, come previsto dalla gazzetta ufficiale n. 105 del 08/05/2003;
  • sugli interventi antisismici realizzati sulle parti strutturali degli edifici;
  • sulle misure antisismiche, adottate per l’abitazione principale, le seconde case, i condomini e gli immobili ad uso delle attività produttive ed economiche;
  • le spese dei lavori devono essere sostenute dal 01/01/2017 al 31/12/2021;
  • l’intervento sull’edificio deve avere un certo impatto, con una riduzione del rischio sismico. In effetti alla fine dei lavori si farà una verifica sulla pericolosità sismica dell’immobile.

La detrazione fiscale base è del 50% divisa in 5 anni, ma può aumentare sino:

  • al 70%, per una diminuzione della classificazione sismica di una classe di rischio;
  • 80%, nel caso di riduzione di due classi di rischio;
  • 75%, nel caso di riduzioni di una classi di rischio per gli interventi che riguardano le parti condominiali;
  • 85%, per una diminuzione di due classi di rischio per le parti comuni degli edifici o dei condomini.
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La legge di bilancio 2018, ha introdotto la possibilità di scegliere una percentuale in più del:

  • 80%, per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali, nelle zone sismiche 1-2-3, quando il rischio sismico diminuisce di una classe. (Per un importo di spesa sino a 136000 euro ripartita in 10 quote annuali)
  • 85%, per gli interventi su parti comuni del condominio, nelle zone sismiche 1-2-3 e quando la diminuzione del rischio è di due classi. L’importo di spesa dell’intero condominio, può essere sino a 136.000 euro divisa in 10 quote annuali.

Questa detrazione fiscale può essere anche rimborsata direttamente ai contribuenti detti incapienti, ossia  per coloro che non raggiungono la soglia minima per pagare le imposte irpef e c’è anche la possibilità di farsi anticipare dal fondo di Esco, il 35% delle spese per le spese dei lavori, e restituirli con il risparmio dell’energia sulle fatture delle utenze domestiche.

Detrazione sisma bonus 2018: zone sismiche Italia

L’ordinanza 3274 del 2003 del Presidente del Consiglio, ha diviso l’Italia in quattro zone sismiche:

  1. ZONA 1: è la zona più a rischio di terremoti (Abruzzo, Friuli, Campania, Marche, Calabria, Lazio). In questa zona la detrazioni fiscale spetta al 65%.
  2. ZONA 2 : nei Comuni di questa zona la sismicità è media; anche in questa zona la detrazione fiscale è del 65%.
  3. ZONA 3: zona con terremoti modesti;
  4. ZONA 4: zona con terremoti di bassa sismicità;

Per scaricare le spese bisogna dimostrare:

  • le spese sostenute dei lavori (fatture dell’impresa o delibera assembleare del condominio con fatture allegate)
  • bonifico bancario o postale, con indicazione del contribuente che ha sostenuto la spesa e la detrazione fiscale richiesta;
  • la valutazione del rischio sismico prima e dopo l’inizio dei lavori.

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Posted by Nicola Di Masi

Nicola Di Masi, ideatore e creatore di contenuti per il sito insindacabili.it. Abilitato Consulente del Lavoro e responsabile Caf da Maggio 2008 a tutt'oggi. Ha lavorato come Consulente del Lavoro, come operatore di Patronato e ha coordinato le attività formative di un Organismo Formativo Accreditato.

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