Articolo aggiornato il 5 Maggio 2023 da Nicola Di Masi

Pensione di cittadinanza cosa cambia dal 2024?

Assegno di inclusione e pensione di cittadinanza: quali sono le differenze? E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il “famoso” decreto lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri il primo Maggio 2023.

Il nuovo decreto abolisce definitavamente il Reddito e la pensione di cittadinanza ed introduce l’assegno di inclusione, per i nuclei familiari con soggetti con un’età superiore a 67 anni.

Prima di tutto, i percettori della pensione di cittadinanza, riceveranno le ricariche Inps sulla carta Pdc sino al 31 dicembre 2023, in quanto l’assegno di inclusione per i soggetti con un’età superiore a 60 anni, entrerà in vigore dal 1° Gennaio 2024.

Pensione di cittadinanza 2023: chi ne ha ancora diritto?

La pensione di cittadinanza è entrato in vigore con il decreto 4 del 2019, insieme al reddito di cittadinanza ed è riservato a i nuclei familiari con componenti over 67 anni e in condizione di disabilità grave o non autosufficienti.

Questo sussidio si può  ancora richiedere per i cittadini italiani, cittadini dell’Unione Europea e se stranieri, ai titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo CE con eventuale certificazione patrimoniale, ossia bisogna certificare il possesso di redditi o patrimoni all’estero, che sono residenti da almeno 10 anni nel territorio dello Stato Italiano, di cui almeno 2 anni, in maniera continuativa alla data di presentazione della domanda.

Carta pensione di cittadinanza: tutti i requisiti economici

Inoltre per aver diritto alla pensione di cittadinanza bisogna rispettare alcuni requisiti economici:

  • un valore Isee inferiore a 9.360,00 euro, riportato sul modello di attestazione Isee,
  • un secondo valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, NON superiore a 30.000 euro; come indicato nell’attestazione Isee,
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6000 euro per le persone sole (aumentate di 2000 euro per ogni componente familiare successivo al primo), integrati di altri 5000 euro per figli con disabilità; incrementati di 7500 euro con nuclei composti da disabili gravi o non autosufficienti,
  • un reddito familiare che non superi 7560 euro per le persone sole (elevato a 9360 euro nel caso in cui il nucleo risiede in casa di locazione), tutto in relazione alla scala di equivalenza, ossia alla numero dei componenti familiari. Questa è la principale differenza tra reddito e pensione di cittadinanza.

Gli importi sono costituti da 2 quote:

Quota A: un contributo economico base di 630 euro per 12 mensilità nell’anno (pari a 7.560 euro annui), moltiplicato per il numero dei componenti familiari in base al parametro della scala di equivalenza Pdc;
Quota B: una seconda componente di 150 euro per 12 mensilità nell’anno,  (1800 annui) per i pensionati con un contratto di affitto registrato indicato nel modello Isee, oppure per i richiedenti la pensione di cittadinanza, con un rata mensile di contratto di mutuo per acquisito o costruzione dell’abitazione principale.

La pensione di cittadinanza è stata rinnovata più volte, senza attendere nessun mese di sospensione e durerà sino al 31 dicembre 2023.

Assegno di inclusione: ecco i nuovi requisiti della pensione di cittadinanza

Il nuovo assegno di inclusione che sostituirà la pensione di cittadinanza a partire da Gennaio 2024, spetterà alle famiglie composte da tutte persone di età pari o superiore a 67 anni, ovvero da componenti di età pari o superiore a 67 anni e da altri in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

Al momento della richiesta e per tutta la durata del beneficio tutti i componenti familiari devono essere residenti in Italia ed il richiedente:

  • residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo, sempre residente in Italia.

Il richiedente, al momento della presentazione, deve essere in possesso:

  • della cittadinanza italiana o Europea, oppure un suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadinanza straniera, in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo UE, oppure titolare dello status di protezione internazionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251;
  • non deve essere sottoposto a misure cautelari personali o di prevenzione e nei 10 anni precedenti la richiesta, non deve essere stato condannato in maniera definitiva.

Reddito di inclusione: ecco i requisiti economici

Oltre ai requisiti anagrafici, per ottenere l’assegno di inclusione per gli over 67 è necessario:

  • essere in possesso di un modello Isee, in corso di validità, senza errori ed omissioni, con un valore Isee non superiore a 9360 euro;
  • non superare la soglia di reddito familiare, stabilita in 7.560 euro annui, moltiplicata per la scala di equivalenza, in base al numero dei componenti indicati sull’Isee, (fanno reddito sia le pensione dirette e indirette in corso di validità e dal reddito familiare si detraggono i trattamenti assistenziali Inps indicati sull’Isee),
  • il valore del patrimonio immobiliare, come attestato dall’Isee in corso di validità, diverso dalla casa di abitazione e il valore ai fini IMU non superiore a euro 150.000, non deve essere superiore a 30.000 euro;
  • il valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini ISEE, non deve superare la una soglia di 6.000 euro, incrementata di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di euro 10.000, innalzata di ulteriori euro 1.000 per ogni minorenne successivo al secondo; i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente in condizione di disabilità e di euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come indicati nel modello Isee.

Inoltre nessun componente familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità:

  • di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente,
  • nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto nonché di aeromobili di ogni genere.

Come la pensione di cittadinanza, l’assegno di inclusione è costituito da due importi:

  • una quota economica di 7560 euro annui, moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza, (0,5 per altro componente disabile o non autosufficiente, 0,4 per altro componente con un’età superiore a 60 anni, 0.4 per ciascun altro componente maggiorenne con carichi di cura, 0.15 per ciascun minore di età, fino a due e di 0.10 per ogni ulteriore minore di età oltre il secondo)
  • un contributo economico sino a 1800 euro annui, per i titolari di un contratto di affitto registrato.

In sostanza non cambia molto tra pensione di cittadinanza ed assegno di inclusione. Cambierà il nome della carta prepagata e la scala di equivalenza, che dal 2024 si chiamerà Carta di inclusione e durerà 18 mesi ed al termine sarà possibile rinnovarla per ulteriori 12 mesi.

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