Articolo aggiornato il 7 Aprile 2020 da Nicola Di Masi

Cassa Integrazione: chi la paga, come funziona, quanto dura? – Stipendio CIG

La Cassa integrazione è una prestazione economica a sostegno del reddito, corrisposta dall’Inps, con il fine di integrare o pagare la retribuzione dei lavoratori dipendenti, che sono stati sospesi per mancanza di lavoro o per alcuni motivi previsti dalla legge.

Esistono diversi istituti di cassa integrazione, riconosciuti dal Dlgs numero 148 del 14/09/2015, come quella ordinaria o straordinaria. In particolari periodi, è garantita anche una cassa integrazione in deroga, per quelle aziende che non hanno i requisiti per accedere a quella ordinaria o straordinaria.

A quali imprese spetta la cassa integrazione?

La cassa integrazione ordinaria spetta alle seguenti categorie di imprese:

  • industrie manifatturiere,
  • trasporti,
  • installazioni di impianti,
  • produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas, estrattive (Circolare n. 143 del 20.6.1989);
  • cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali;
  • industrie boschive, forestali e del tabacco;
  • cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri;
  • imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e imprese di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica,
  • aziende industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;
  • imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;
  • imprese addette agli impianti elettrici e tele fonici,
  • imprese addette all’armamento ferroviario;
  • imprese industriali convenzionate con enti pubblici,
  • imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;
  • imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
  • imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attività di escavazione.

Non posso richiedere la cassa integrazione, salvo eventi straordinari, le aziende:

  • artigiane, le quali possono accedere al proprio fondo bilaterale,
  • credito, assicurazioni e servizi tributari;
  • agricoltura, le quali possono richiedere l’intervento ad un fondo speciale,
  • terziario;
  • compagnie e gruppi portuali;
  • armatoriali di navigazione o ausiliarie dell’armamento;
  • ferroviarie, tranviarie e di navigazione interna;
  • esercenti pubblici servizi di trasporti in con cessione, per il solo personale iscritto al fondo pubblici servizi di trasporto;
  • esercenti impianti di trasporto e di risalita a fune;
  • imprese di navigazione marittima ed aerea ed aziende industriali esercenti filovie e funivie;
  • imprese appaltatrici di servizi ausiliari all’esercizio delle ferrovie, tram e navigazione interna;
  • imprese dello spettacolo;
  • esercenti la piccola pesca e imprese per la pesca industriale;
  • cooperative, gruppi, compagnie e carovane di facchini, portabagagli, carrettieri e simili;
  • cooperative di produzione e lavoro rientranti ne lla disciplina del DPR 30 aprile 1970, n. 602;
  • imprese industriali degli enti pubblici anche se municipalizzate o dello stato;
  • le aziende speciali di cui alla Legge 8.6.1990, n. 142 trasformate in S.p.a., il cui capitale sia interamente in mano pubblica.

Chi ha diritto alla cassa integrazione Inps?

Oltre ad evidenziare le categorie di impresa, a cui spetta l’integrazione salariale, la cassa integrazione ordinaria è pagata ai lavoratori subordinati con la mansione di:

  • operai,
  • intermedi,
  • impiegati,
  • quadri,
  • apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante,
  • viaggiatori e piazzisti,
  • soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro esercenti attività industriali,
  • lavoratori a tempo indeterminato dipendenti da cooperative agricole.

Non hanno diritto al pagamento della cassa integrazione ordinaria, i lavoratori dipendenti inquadrati come:

  • apprendisti di base o di alta formazione,
  • dirigenti,
  • lavoratori a domicilio,
  • soci di cooperative di produzione e lavoro,
  • autisti di persone individuali,
  • lavoratori somministrati,
  • lavoratori in distacco,
  • in determinati casi i lavoratori intermittenti,
  • lavoratrici madri durante tutto il periodo tutelato.

L’articolo 1 del Dlgs numero 148 del 2015 prevede che, il lavoratore dipendente, per accedere alla cassa integrazione ordinaria, deve possedere 90 giorni di effettivo lavoro, compresi i giorni di ferie, festività, infortuni e dei periodi di astensione obbligatoria della lavoratrice. Nel conteggio dei 90 giorni, si contano i giorni di sabato, per chi lavora dal lunedì al venerdì e la domenica nel caso di lavoro prefestivo. 

In alcuni periodi di emergenza nazionale, i requisti potrebbero cambiare.

Quanto dura la CIG?

La cassa integrazione ordinaria, spetta per un periodo di 13 settimane consecutive, prorogabile ogni trimestre, per un massimo di 52 settimane in un periodo di due anni.

Prima della richiesta della CIG (cassa integrazione guadagni) bisogna informare e consultare il sindacato aziendale. Infatti il datore di lavoro deve comunicare ai sindacati all’interno dell’impresa o quelli maggiormente rappresentativi di settore della provincia, il periodo di sospensione, il numero dei lavoratori e le ore di riduzione dell’orario di lavoro. Con l’associazione sindacale, si firmerà un vero e proprio accordo non rilevante, con il quale si stabilirà l’anticipazione di una somma in favore dei lavoratori interessati alla CIG o il pagamento diretto sul conto corrente del lavoratore, solo in caso di serie e documentate difficoltà finanziarie dell’azienda, come fallimento, cessazione dell’impresa o insolvenza giuridicamente rilevante.

Nella domanda della CIG, è necessario allegare le ricevute di accettazione e consegna della pec, con le quali si è informato il sindacato, della sospensione dell’attività lavorativa, oppure è indispensabile inviare, il verbale di accordo sottoscritto con il sindacato aziendale.

In seguito, il datore di lavoro, dovrà presentare telematicamente all’Inps i modelli SR41, firmati dai lavoratori, i quali attestano le condizioni previste dal datore di lavoro.

Stipendio CIG: quanto spetta?

Il lavoratore sospeso, riceverà dall’Inps, per conto dell’azienda sulla busta paga o direttamente sul conto corrente dichiarato, l’80% della retribuzione globale lorda, che lo stesso avrebbe percepito nel caso di attività lavorativa.

L’importo del trattamento di integrazione salariale è pari ad un valore massimale retributivo mensile, rivalutato annualmente, sulla base della variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Quindi prima di tutto bisogna calcolare il massimale applicabile. Per determinarlo dobbiamo prendere la retribuzione mensile lorda, ad esempio 1800 euro e sommare i ratei di tredicesima mensili (1800/12 = 150).

La retribuzione di riferimento per controllare il massimale mensile stabilito dall’Inps, in questo esempio, è pari ad euro 1950 (1800 + 150). In questo caso, sino ad una certa retribuzione (ad esempio 2159,48 euro), si prende l’indennità mensile lorda stabilita ogni anno dall’Istituto (ad esempio 998,18) e si divide per il numero delle ore lavorabili nel mese (ad esempio Marzo 176). Così si ottiene la quota oraria CIG (998,18/176 = 5,67).

Calcolo Inps della cassa integrazione guadagni

In seguito per verificare se l’80% della retribuzione oraria teorica è superiore o meno al massimale, bisogna calcolare l’importo orario della retribuzione (ad esempio 1800 euro) dividendolo per il coefficiente orario del contratto collettivo del lavoro. (ad esempio 173)

Quindi 1800 diviso 173 = 10,40, di cui 80% è 8,32 euro. Dato che indennità oraria di 8,32 euro è superiore al massimale di 5,67, si applicherà l’importo lordo massimo di integrazione salariale, pari ad euro 5,67 per 40 ore a settimana = 226,80.

Da questo importo si sottrae l’aliquota Inps del 5,84% e si calcolano le ritenute irpef stabilite dalla legge.

Durante il periodo di cassa integrazione, l’assegno per il nucleo familiare è riconosciuto per l’intera mensilità.

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