Articolo aggiornato il 24 Settembre 2020 da Stefano Mastrangelo

Calcolo Cassa Integrazione Ordinaria e Deroga per Covid-19

Il ricorso alla Cassa Integrazione, è stata una delle prime misure adottate già da Marzo 2020, dal Governo Conte-2, per contrastare gli effetti della pesantissima crisi economica aperta dalla Pandemia da Covid-19.

Come mai però, la cassa integrazione non corrisponde all’80% dello Stipendio? Tantissimi lavoratori sospesi durante la chiusura delle attività, stanno ricevendo in queste settimane il pagamento della Cassa integrazione Covid-19 direttamente dall’Inps.

Come già scritto in altre circostanze su questo sito, il lavoratore sospeso, deve richiedere al datore di lavoro o al responsabile delle Risorse umane dell’azienda:
– le ore sospese;
– come sarà pagata la cassa integrazion
– se ha inviato tutti i documenti per la ricezione della CIG (la Cassa Integrazione).

Quando richiedere la Cassa Integrazione per Coronavirus nel 2020?

La domande per la cassa integrazione ordinaria e l’assegno ordinario, possono essere presentate dai datori di lavoro che sospendono l’attività, a causa dell’emergenza Covid19, per una durata massima di nove settimane, per periodi compresi tra il 23 febbraio 2020 e sino al 31 agosto 2020, incrementate di altre cinque settimane nello stesso periodo, per i soli datori di lavoro che abbiamo fruito interamente il periodo precedente.

Oltre alle 5 settimane, è riconosciuto anche un eventuale ulteriore periodo di 4 settimane, per i periodi che vanno dal primo settembre 2020 al 31 ottobre 2020; 

Diciotto settimane al massimo di cassa integrazione salariale straordinaria, per le Aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria, nonché della cassa integrazione in deroga.

Cassa integrazione Covid-19: calcolo online

I lavoratori che ricevono il pagamento della cassa integrazione Covid-19 dall’Inps, devono controllare sul servizio online Inps fascicolo previdenziale, la data di disponibilità dell’erogazione della CIG.

Tutti coloro i quali sono stati sospesi, per chiusura attività e non hanno ricevuto ancora la cassa integrazione per Coronavirus, possono richiedere l’anticipo della stessa, sia al proprio Istituto bancario (fino ad un importo di 1400 euro) e sia a Poste italiane.

Controllare i pagamenti della Cassa Integrazione per il Coronavirus è molto semplice: bisogna dirigersi sul Fascicolo previdenziale del sito Inps (dopo aver eseguito l’accesso) e cliccando poi sul menu a sinistra in Prestazioni —> Pagamenti.

Cassa integrazione pagamento diretto Inps Coivid-19
Cassa integrazione Coronavirus pagamento diretto Inps

Cliccando su prestazione, in relazione all’anno in corso, si aprirà un altro riquadro con l’indicazione:

  • dell’Agenzia Inps,
  • dell’importo pagato della Cassa integrazione al netto,
  • della prestazione: CIG industria – pagamenti diretto,
  • data di disponibilità 05/05 solo in questo esempio,
  • note: dove è descritto come è stato calcolato l’importo della CGI.
Data pagamento Cassa integrazione  diretta Coronavirus
Data pagamento Cassa integrazione diretta Covid-19

In questo esempio il lavoratore in cassa integrazione in deroga per l’emergenza Coronavirus, riceverà:

  • 567,89 di CIG, in data 05/05/2020, per il periodo dal 16 Marzo al 31 Marzo,
  • più 63,44 euro di assegni familiari, per il periodo 16 Marzo al 31 Marzo 2020,
  • meno le trattenute irpef,
  • meno la riduzione del 5,84% prevista dallo Stato.

Stipendio Cassa integrazione coronavirus: quanto spetta?

Andiamo subito al sodo del nostro articolo, con un esempio che potrà essere davvero molto utile per il lettore. Partiamo dalla Busta Paga:

Esempio Busta paga lavoratore in CIG
Busta paga lavoratore in CIG Covid-19

L’importo della cassa integrazione per Covid19, purtroppo non corrisponde all’80% della retribuzione globale delle ore sospese, in quanto l’Inps fissa ogni anno, dei valori massimali della cassa integrazione, in relazione a due fasce di reddito, ad esempio:

  • retribuzione lorda mensile del lavoratore fino a 2159,48, (I° massimale)
  • retribuzione lorda superiore a 2159,48. (II° massimale)

Adesso consideriamo la retribuzione lorda del lavoratore pari ad euro 1463,52 e sommiamo il rateo mensile della tredicesima (56,28 euro).
L’importo di 1519,80 è inferiore al primo massimale stabilito dall’Inps, di 2159,48 euro. Per questo si prenderà l’indennità mensile lorda di 998,18 e si dividerà per il coefficiente del mese di riferimento, in questo caso 176 per il mese di Marzo, per determinare indennità CIG oraria lorda, pari ad euro 5,67 euro.

Per calcolare l’importo lordo della CIG coronavirus, si prende l’importo del massimale della cassa integrazione 5,67 e si moltiplica per ore sospese, di 92 ore nell’esempio, dal 16/03 al 31/03. All’importo lordo della Cig, 521,7759 si aggiunge il rateo della tredicesima e quattordicesima all’80%.

Come vediamo l’importo lordo della Integrazione salariale è 544,46 più l’importo non percepito degli assegni familiari, meno le ritenute irpef e la riduzione dell 5,84% della legge 41 del 1986.

Cassa integrazione Covid19: Chi paga il bonus Renzi e gli assegni familiari?

Al lavoratore spetta un importo di CIG, pari al 66,70%, includendo anche il rateo della tredicesima per le ore in cassa integrazione.

Nel 2021, quando l’Inps rilascerà il CU, la cassa integrazione covid-19 costituirà un reddito ai fini irpef.

Ai lavoratori in cassa integrazione per coronavirus, spettano anche il bonus Renzi e gli assegni familiari, in relazione ai giorni di detrazioni fiscali, per il bonus di 80 euro e in base ai giorni lavorato e non lavorati in cassa integrazione, per gli assegni familiari.
Se la CIG Covid-19 è pagata dall’Inps, il bonus Renzi e gli ANF sono corrisposti dall’Ente previdenziale, mentre se viene anticipata dall’Azienda o dal datore di lavoro, il bonus di 80 euro viene pagato dal datore di lavoro per conto dello Stato.

Questo calcolo vale per tutte le tipologie di cassa integrazione previste dalla Legge.

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