CIG dei lavoratori autonomi: come funziona nel 2026?
L’ISCRO, ossia l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è un aiuto economico pensato per i lavoratori autonomi che si trovano in difficoltà. Dopo una fase sperimentale, questa misura è diventata stabile e continua ad essere disponibile anche nel 2026, rappresentando una sorta di “ammortizzatore sociale” per chi ha partita IVA ed è iscritto alla Gestione Separata INPS.
Si tratta quindi di un sostegno importante, soprattutto per quei professionisti che non hanno accesso alle classiche tutele previste per i lavoratori dipendenti. L’obiettivo è semplice: aiutare chi ha subito un calo significativo del reddito a mantenere una continuità economica, almeno per un periodo limitato.
Dal punto di vista pratico, l’indennità viene erogata per sei mesi consecutivi e parte dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Non è però una misura che si può richiedere continuamente: una volta ottenuta, non sarà possibile fare una nuova richiesta nei due anni successivi all’inizio della fruizione.
Questa limitazione è importante e spesso sottovalutata, perché significa che bisogna valutare bene quando fare domanda, soprattutto se la propria situazione lavorativa è incerta o altalenante.
Requisiti ISCRO previsti nel 2026
Per accedere all’ISCRO bisogna rispettare una serie di requisiti precisi, che riguardano sia la posizione lavorativa che il reddito. Non basta infatti avere una partita IVA: è necessario dimostrare una reale difficoltà economica, certificata dai dati fiscali degli ultimi anni.
Ecco i principali requisiti richiesti:
- essere iscritti alla Gestione Separata INPS come lavoratori autonomi abituali
- non percepire pensioni dirette e non essere iscritti ad altre casse previdenziali
- non essere beneficiari di altre indennità di disoccupazione o dell’Assegno di Inclusione
- avere un reddito da lavoro autonomo (anno precedente) inferiore al 70% della media dei due anni precedenti
- aver dichiarato un reddito non superiore a circa 12.000 euro (limite aggiornato ogni anno)
- avere la partita IVA attiva da almeno tre anni
- essere in regola con i contributi previdenziali
Un altro aspetto fondamentale riguarda le incompatibilità. L’ISCRO, infatti, non può essere percepita insieme ad altre prestazioni o situazioni specifiche. Questo significa che, prima di fare domanda, è sempre bene verificare attentamente la propria posizione.
L’indennità non è compatibile con:
- pensioni dirette
- indennità di disoccupazione come NASpI, DIS-COLL o altre simili
- incarichi politici o cariche elettive con compensi economici
Per quanto riguarda la domanda, la procedura è completamente digitale e deve essere effettuata entro una scadenza precisa. Anche questo è un punto cruciale: chi non rispetta i tempi, perde la possibilità di accedere al beneficio per quell’anno.
La richiesta può essere presentata direttamente sul sito dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali personali (SPID, CIE o CNS). In alternativa, è possibile farsi aiutare da un patronato oppure contattare il Contact-Center dell’Istituto.
Come controllare la domanda ISCRO 2026?
Dopo l’invio, l’INPS avvia i controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate per verificare i requisiti reddituali dichiarati. I tempi di lavorazione sono generalmente di circa 30 giorni, anche se possono variare in base al numero di domande e alla complessità delle verifiche.
Un dettaglio molto importante riguarda chi ha già usufruito dell’ISCRO negli anni precedenti. Infatti, chi ha già beneficiato dell’indennità negli anni più recenti non potrà presentare una nuova domanda per il 2026. Allo stesso modo, non possono accedere coloro che hanno già ricevuto la prestazione e si trovano ancora nel periodo di “blocco” previsto dalla normativa.
Al contrario, possono fare
domanda nel 2026 tutti coloro che non hanno mai richiesto
l’ISCRO oppure che, pur avendola richiesta in passato, non
l’hanno ottenuta per rigetto o revoca della domanda.
Come già ampiamente detto, per la domanda hai due opzioni: puoi
compilarla da solo utilizzando le tue credenziali Inps come SPID,
carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi, oppure
puoi ricevere assistenza da un patronato locale.
L’indennità straordinaria ISCRO viene erogata per 6 mesi a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. È importante notare che questo contributo non è soggetto a imposta IRPEF e l’Inps non accredita alcun contributo figurativo.

Per controllare le date di pagamento, bisgona accedere al servizio online: fascicolo previdenziale del cittadino, sul sito www.inps.it, e cliccare sul menu a sinistra: PRESTAZIONI e PAGAMENTI.
Chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi negli ultimi 4 anni, non può accedere al Bonus Iscro 2026.
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Articolo aggiornato il 19 Giugno 2026 da Stefano Mastrangelo

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