Chi sarà escluso dal Trattamento Integrativo nel 2026?

A chi non spetta il trattamento integrativo nel 2026? A partire dal 1° luglio 2020, numerosi lavoratori e disoccupati hanno iniziato a ricevere un nuovo bonus di 100 euro mensili, in sostituzione del precedente Bonus Renzi pari ad 80 euro.

Ma questo bonus continuerà ad essere erogato anche nel 2026. Quali cittadini però saranno esclusi dalla misura?

Trattamento Integrativo 2026: esiste un reddito minimo?

Il Trattamento Integrativo da 100€ mensili, conosciuto da molti come ex Bonus Renzi, continua ad essere una misura attiva anche nel 2026. Si tratta di un sostegno economico che viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate, direttamente in busta paga o nei pagamenti della disoccupazione. L’importo massimo è pari a 1.200 euro all’anno, cioè circa 100 euro al mese, ma non tutti hanno diritto a riceverlo. Anzi, sono molti i casi in cui il bonus non spetta oppure viene successivamente recuperato.

Quadro irpef busta paga
Quadro irpef busta paga

Uno dei motivi principali di esclusione riguarda il reddito complessivo annuale. Chi supera i 28.000 euro di reddito lordo annuo non può ricevere in nessun caso il Trattamento Integrativo. In questa fascia di reddito il beneficio viene completamente azzerato e non è previsto alcun riconoscimento, nemmeno parziale. Questo significa che anche se durante l’anno il datore di lavoro dovesse anticipare il bonus in busta paga, l’importo verrebbe poi recuperato con il conguaglio fiscale o con la dichiarazione dei redditi.

Limite di reddito superiore a 15.000 euro

Anche chi ha un reddito compreso tra 15.001 euro e 28.000 euro potrebbe non avere diritto al bonus. In questa fascia il Trattamento Integrativo non è automatico e dipende dalla cosiddetta capienza fiscale. In pratica, bisogna verificare se l’imposta IRPEF lorda è superiore alle detrazioni spettanti. Se le detrazioni, come quelle per lavoro dipendente, familiari a carico, spese sanitarie o interessi sul mutuo, azzerano o superano l’imposta dovuta, allora il bonus non può essere riconosciuto. In questi casi il lavoratore rischia di vedersi attribuire il bonus durante l’anno e poi doverlo restituire.

Un’altra categoria che non può ricevere il Trattamento Integrativo è quella degli incapienti, cioè coloro che hanno un reddito talmente basso da non pagare IRPEF. Chi rientra nella cosiddetta no tax area non ha un’imposta lorda su cui applicare il credito e quindi non può beneficiare del bonus. Questo avviene spesso nei contratti molto brevi, part-time ridotti o in situazioni di lavoro discontinuo. Anche alcuni percettori di disoccupazione di importo molto basso possono trovarsi in questa condizione.

Sono esclusi dal Trattamento Integrativo anche i lavoratori autonomi, i professionisti con partita IVA e chi percepisce esclusivamente redditi da impresa o da pensione, salvo che non abbiano anche un reddito da lavoro dipendente o assimilato che rientri nei limiti previsti. Il bonus è infatti pensato principalmente per sostenere i redditi da lavoro dipendente e non altre tipologie di reddito.

Come agire a partire da Gennaio 2026?

Un altro aspetto importante riguarda i cambiamenti di reddito durante l’anno. Chi inizia l’anno con un reddito che rientra nei limiti potrebbe poi superarli a causa di straordinari, premi, cambi di contratto o doppio lavoro. In questi casi il bonus potrebbe essere erogato inizialmente ma successivamente revocato o recuperato, generando conguagli negativi in busta paga o nella dichiarazione dei redditi. È proprio per evitare brutte sorprese che molti lavoratori scelgono di rinunciare temporaneamente al Trattamento Integrativo se prevedono di superare le soglie di reddito.

Non bisogna dimenticare che il Trattamento Integrativo viene spesso erogato in modo automatico dal datore di lavoro o dall’INPS, ma la responsabilità finale della correttezza dei requisiti resta sempre del contribuente. Se i requisiti non sono rispettati, l’importo ricevuto indebitamente deve essere restituito, anche in un’unica soluzione, con un impatto sullo stipendio o sul rimborso fiscale.

Recupero del Trattamento Integrativo sul 730?

Infine, è bene chiarire che chi non riceve il Trattamento Integrativo durante l’anno non è automaticamente escluso in modo definitivo. Se, al momento della dichiarazione dei redditi, il reddito complessivo risulta rientrare nei limiti previsti e la capienza fiscale lo consente, il bonus può essere recuperato tramite il modello 730 o Redditi. Al contrario, chi ha ricevuto somme non spettanti dovrà restituirle.

E’ sempre consigliabile controllare attentamente la propria situazione reddituale, leggere con attenzione il cedolino e valutare se mantenere o meno l’erogazione automatica del bonus.

Leggi di più sul nostro sito:

Articolo aggiornato il 14 Gennaio 2026 da Stefano Mastrangelo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *