Articolo aggiornato il 2 Aprile 2021 da Stefano Mastrangelo

Incremento al milione a chi spetta?

La Sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020 ha riconosciuto agli invalidi civili totali, dal 20 Luglio 2020, con un’età minima di 18 anni, un aumento considerevole della pensione Inps.

Cos’è l’incremento al milione?

L’incremento al milione è una maggiorazione stabilita dalla finanziaria del 2002, spettanti ai pensioni con 70 anni compiuti, titolari di trattamenti assistenziali e previdenziali, inferiori a 652,02 euro.

La maggiorazione dell’articolo 38 della legge 448/2001, spetta, con 18 anni di età (novità dal 20 luglio 2020):

  • agli invalidi civili totali, con una percentuale di invalidità del 100%, già accertata dalla Commissione medica invalidi civili,
  • ai ciechi assoluti,
  • ai sordi titolari di pensione di inabilità

ed ai percettori di pensioni AGO, ai titolare di pensione superstite ed ai titolari di assegno e pensione sociale, con un’età minima, questa volta, di 70 anni.

L’età di 70 anni può essere ridotta in base alla contribuzione versata:

  • di 1 anno (69 anni) con almeno 2 anni e 6 mesi di contributi,
  • di 2 anni, (68 anni) con almeno 7 anni e 6 mesi di contributi,
  • 3 anni, (67 anni) con almeno 12 anni e 6 mesi di contributi,
  • di 4 anni, (66 anni) con almeno 17 anni e 6 mesi di contributi,
  • di 5 anni (65 anni) oltre 17 anni e 6 mesi di contributi,
  • a 67 anni, per i titolari di assegno sociale e pensione sociale anche invalidi, sordomuti, ciechi assoluti.

Come ottenere la maggiorazione sociale incremento al milione?

Per ottenere l’importo della maggiorazione sociale, ad esempio nel 2021, di:

  • 136,44 euro al mese (per 13 mensilità) per i titolari di pensioni;
  • 191,74 euro al mese per 13 mensilità) per i soggetti titolari di assegno sociale;
  • 272,69 euro al mese per i soggetti titolari di pensione sociale;
  • 364,93 per gli invalidi civili totali.

bisogna rispettare alcuni limiti di reddito:

  • 8469,63 euro, se pensionato solo,
  • se pensionato coniugato, redditi personali non superiori a 8469,63 euro e redditi complessivi con il coniuge, non superiori a 14.447,42 euro.

Ai fini del calcolo del reddito si tiene conto anche:

  • dei redditi assoggettabili ad IRPEF, (reddito di lavoro dipendente)
  • redditi assoggettabili a tassazione separata, (tfr e indennità di mancato preavviso)
  • i redditi tassati alla fonte,
  • i redditi esenti da tassazione ordinaria Irpef, come la stessa pensione di invalidità.

Al contrario, per calcolare l’aumento mensile della pensione, non si considerano i seguenti redditi:

  • la casa di abitazione e la pertinenza,
  • i trattamenti di famiglia,
  • l’indennità di accompagnamento,
  • le pensioni di guerra,
  • redditi soggetti a tassazione separata,
  • redditi tassati alla fonte,

sia del titolare della pensione, che dell’eventuale coniuge.

Domanda incremento al milione: ecco cosa fare

Se il pensionato ha tuti i requisiti, dobbiamo procedere immediatamente ad inoltrare una domanda telematica all’Inps denominata: ricostituzione dei redditi per maggiorazioni sociali.

Circolare Inps aumento pensioni invalidità
Ricostituzione per maggiorazione pensione

All’interno della domanda di ricostituzione per maggiorazioni sociali, dobbiamo indicare i nostri dati anagrafici, selezionare la pensione ed indicare nel:

  • Prodotto: Reddituale
  • tipo: Maggiorazione sociale.

Se si tratta di incremento al milione a partire dal 20 luglio 2020, bisogna indicare nelle note: richiesta ai sensi della Sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020.

Ricostituzione per aumento pensioni di invalidità
Ricostituzione per aumento pensioni di invalidità

Andando avanti con la procedura bisogna inserire i redditi personali e quelli dell’eventuale coniuge ed allegare il verbale di invalidità (per gli invalidi).

E’ importante per i pensionati verificare le eventuali maggiorazioni sociali sul modello Obis M Inps.

La domanda può essere presentata dal pensionato con le credenziali Inps o con l’assistenza gratuita di un patronato.

Riferimento normativo: Circolare Inps n. 107 del 23 Settembre 2020

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