Articolo aggiornato il 14 Gennaio 2021 da Nicola Di Masi

Isee corrente Inps 2021: quando serve?

Cos’è l’Isee corrente 2021? L’Isee corrente è una dichiarazione sostitutiva unica della situazione economica del nucleo familiare degli ultimi dodici mesi o degli ultimi due mesi, in caso di particolari condizioni previste dalla legge.

Prima di presentare un Isee corrente dell’anno 2021, bisogna prima attestare la situazione economica dei due anni precedenti con l’Isee ordinario ed in seguito in caso di possesso dei requisiti previsti dalla legge, inviare un Isee corrente.

La dichiarazione ISEE 2021 corrente ha una validità di 6 mesi, dal momento della presentazione o 2 mesi, nel caso di variazione nel corso del 2021 della situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti INPS, da parte di qualsiasi componente familiare.

Quali redditi cambiano?

Il modello Isee corrente o la dichiarazione DSU corrente 2021, è un indicatore della situazione economica del nucleo familiare attuale. E’ importante sapere che il modello corrente sostituisce solo i seguenti redditi:

  • redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei 12 mesi precedenti a quello della richiesta della prestazione,
  • redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma individuale che di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo dell’esercizio dell’attività,
  • trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, non già inclusi nei redditi da pensione. Sono esclusi i trattamenti erogati per condizione di disabilità.

Non variano i redditi di tutti gli altri quadri, come gli assegni di mantenimento per il coniuge e figli.

Isee corrente requisiti 2021

Per richiedere l’Isee corrente, bisogna aver presentato antecedente un Isee ordinario ed è importante che si verifichino una delle seguenti condizioni:

  • variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente,
  • variazione della situazione lavorativa come previsto al comma 1 dell’articolo 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Le variazioni si dividono in categorie:

Categoria A: lavoro a tempo indeterminato e/o trattamenti esenti.

  1. Lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, per i quali sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa;
  2. i componenti che abbiano trovato occupazione, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato;
  3. i componenti per i quali si è verificata un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali ed indennitari, non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  4. i componenti per i quali è iniziata, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, la fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;

Categoria B: Lavoro a tempo determinato o autonomo

  1. lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili, che risulti attualmente non occupato;
  2. componente che abbia trovato occupazione, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore dipendente a tempo determinato ovvero impiegato con tipologie contrattuali flessibili;
  3. lavoratore autonomo, non occupato alla data di presentazione della DSU;
  4. componente che abbia iniziato una propria attività, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, come lavoratore autonomo.

Categoria C: Variazione del reddito complessivo

  1. Variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE ordinario.

Isee corrente 2021 nuovo periodo di validità

Il nuovo Isee corrente, dal 23 Ottobre 2019, ha una validità di 6 mesi. Ricordiamo che da Gennaio 2021, bisogna prima aggiornare il modello Isee ordinario e poi ripresentare un modello Isee corrente.

Al contrario bisogna aggiornare, entro due mesi dall’evento, il modello Isee corrente prima della scadenza, se durante il periodo di validità (6 mesi) ci sono delle variazioni:

  1. situazione occupazionale (un componente del nucleo ha una nuova occupazione)
  2. percezione di trattamenti Inps (un componente ha iniziato a percepire un’indennità previdenziale, assistenziale o indennitario, non rientrante nel reddito complessivo ai fini irpef).

Come fare Isee corrente?

Il nuovo modello Isee corrente 2021, a seguito del Decreto crescita del 30 Giugno 2019 e decreto direttoriale del Ministero del lavoro del 4 Ottobre 2019, ha cambiato il suo aspetto. L’Isee corrente è costituito da 4 riquadri:

  1. QUADRO S1 richiesta Isee corrente, dove è indicato il codice fiscale del richiedente ed il protocollo del modello Isee ordinario,
  2. QUADRO S2 variazioni rilevanti a fini della richiesta Isee corrente, dove sono indicate le condizioni per richiedere il modello isee corrente,
  3. QUADRO S3 situazione reddituale corrente,
  4. QUADRO S4 documentazione allegata, dovo sono allegati i documenti che accertano e certificato, le variazioni riportate nel quadro S2 e la situazione reddituali aggiornate.

Si può presentare l’isee corrente tramite il CAF che ha inviato o non ha inoltrato il modello Isee ordinario e tramite il servizio online Inps: Isee post riforma 2015, solo per chi ha anche presentato un modello Isee ordinario con Inps.

Cosa bisogna indicare sul modello Isee corrente?

Nel modello corrente bisogna indicare:

  • i componenti del nucleo familiare per cui è intervenuta una variazione,
  • la tipologia di variazione: A, B o C, secondo i casi indicati precedentemente;
  • la data in cui è intervenuta la variazione – cioè la data di risoluzione del rapporto di lavoro, di cessazione dell’attività, di interruzione dei trattamenti, di variazione della situazione occupazionale intervenuta nel periodo di validità dell’ISEE corrente,

i redditi ed i trattamenti:

  • LD: redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei 12 mesi
    precedenti a quello della richiesta della prestazione;
  • LA: redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma
    individuale che di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di
    richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo dell’esercizio dell’attività;
  • TR: trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a
    qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, non già inclusi nei redditi da pensione (LD). Sono esclusi i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità

Nel caso di componente per il quale si è verificata un’interruzione di trattamenti ovvero lavoratore dipendente a tempo indeterminato, per cui sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa, è possibile, compilare la tabella, con i redditi percepiti negli ultimi 2 mesi (rispetto ai 12 standard). In questo caso i redditi indicati saranno moltiplicati per 6.

Il messaggio Inps chiarisce, che la perdita di un trattamento Inps come la Naspi, deve essere avvenuta dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento del reddito considerato nell’Isee ordinario (2019 per Isee 2021). Quindi si può fare un Isee corrente, quando la variazione è avvenuta a partire dal 1° Gennaio 2020.

Isee corrente per Reddito di cittadinanza?

Abbiamo visto quanto è importante il modello Isee corrente, per attestare i redditi attuali di tutti i componenti familiari del nucleo. Con questo modello, i percettori del reddito e pensione di cittadinanza possono, aumentare l’importo della ricarica Inps.

Infatti, dopo al presentazione del modello Isee ordinario 2021, molti titolari del sussidio, potrebbero percepire meno dell’anno precedente, in quanto hanno ricevuto dei redditi maggiori solo nel 2019.

Per questo, se la situazione dei redditi e trattamenti è variata, rispetto all’anno 2019, è indispensabile richiedere un modello Isee corrente (se il richiedente è in possesso dei requisiti), indicando i redditi:

  1. degli ultimi 12 mesi, i trattamenti erogati dall’Inps, come il reddito o la pensione di cittadinanza ed il reddito di emergenza,
  2. degli ultimi 2 mesi, nei casi precedentemente indicati.

Ad esempio se il nucleo familiare aveva un reddito agli inizi dell’anno 2019 di 5000 euro ed un componente ha terminato la Naspi, bisogna controllare se è più conveniente presentare un modello Isee corrente, per aumentare le ricariche per i prossimi 6 mesi.

Prima della scadenza dell’Isee corrente, bisogna rinnovarlo per beneficiare di altre 6 mesi di aumenti Rdc e Pdc, sempre se ci sono i requisiti per farlo.

Riferimenti normativi: Messaggio Inps n. 3835 del 23/10/2019

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