Articolo aggiornato il 19 Aprile 2023 da Nicola Di Masi

Bonus mamme disoccupate: cosa spetta?

Bonus Casalinghe 2023: a chi spetta e come richiederlo? Quali sono gli aiuti per le donne che non lavorano e che si occupano delle faccende domestiche?

Ad Agosto 2020, il Governo tramite decreto, aveva previsto un fondo a sostegno delle casalinghe, al fine di incentivare la loro formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro. Si era parlato di un bonus di 500 euro, che era riservato per formarsi presso gli Organismi formativi regionali o all’interno dei centri per l’impiego.

In questo articolo vediamo insieme, quali sono tutti i bonus spettanti alle casalinghe.

A cosa ha diritto una casalinga nel 2023?

Anche nel 2023, un vero e proprio bonus casalinghe, contributo o assegno casalinghe non esiste! Le stesse hanno la facoltà di iscriversi al centro per l’impiego dichiarandosi disponibili al lavoro (DID) e firmare il patto di servizio, per essere inseriti in un percorso di formazione personalizzato.

Solo a 67 anni, le casalinghe residenti in Italia da almeno 10 anni, con cittadinanza italiana, comunitaria oppure in possesso di un permesso di soggiorno per lungo periodo, potranno ricevere un sostegno economico: l’assegno sociale di 503,27 euro per tredici mensilità, rivalutato ogni anno.

Questa piccola pensione spetta alla casalinga che non ha versato almeno 20 anni contributi e che, insieme al coniuge, non supera determinati limiti di reddito:

  • 6.542,51 euro per le casalinghe sole (per l’anno 2023),
  • 13.085,02 euro per le casalinghe coniugate (per l’anno 2023).

Se si superano questi limiti di reddito, non si ha diritto all’assegno sociale.

Per richiedere l’assegno sociale a 67 anni, per le casalinghe, bisognerà presentare una domanda all’Inps in via telematica tramite:

  • il patronato zonale (il quale è obbligato a presentare la domanda senza alcun costo)
  • il contact center dell’Inps,
  • lo Spid, in maniera autonoma, oppure la carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi, sul servizio online Inps: Assegno sociale – domanda.

A cosa ha diritto una mamma disoccupata nel 2023?

Le mamme che non lavorano, hanno diritto a diversi bonus, in relazione al valore del modello Isee. Prima di tutto dopo la nascita di un bebè, la donna disoccupata ha diritto:

  1. all’assegno di maternità di 1917,30 euro, se il valore Isee del nucleo familiare è inferiore a 19.185,13 (questa domanda si presenta al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bambino)
  2. l’assegno unico e universale, dal settimo mese di gravidanza (basta inserire sulla domanda assegno unico, il nuovo componente e si riceveranno anche gli arretrati)
  3. il bonus asilo nido, per i bimbi che frequentano l’asilo nido o che hanno forme di sostegno domiciliare,
  4. la carta acquisti o social card, pari ad 80 euro bimensili,
  5. l’esenzione ticket per alcune fasce di reddito.

Ricordiamo che il bonus mamma di 800 euro ed il bonus bebè, sono stati eliminati dopo l’introduzione dell’assegno Unico e universale.

Le casalinghe, invece, devono pagare entro il 31 Gennaio di ogni anno, un contributo all’Inail, per essere assicurate contro gli infortuni domestici.

Contributi volontari 2023 pensione casalinghe

Dal 1° Gennaio 1997, per coloro che hanno responsabilità familiari e accudiscono i loro cari all’interno del nucleo familiare gratuitamente, hanno la possibilità di iscriversi al fondo casalinghe Inps, sia gli uomini e le donne, con un’età compresa tra i 16 anni e 65 anni, iscritti all’assicurazione Inail.

Non possono iscriversi:

  • i titolari di pensione,
  • coloro che svolgono un’attività lavorativa con contratto regolarizzato all’interno del nucleo familiare e fuori del nucleo familiare, per la quale è obbligatoria l’iscrizione alle diverse gestioni Inps,
  • i soggetti che superano il numero di settimane lavorative sufficienti per aver diritto alla pensione, anche con un contratto part-time.

Per incominciare a versare, bisogna registrarsi con le proprie credenziali Inps o tramite il patronato al servizio online: Iscrizione Fondo casalinghe.

Il versamento minimo è di 25,82 euro, con il quale verrà accreditato un mese di contribuzione. Quindi con 309,84 euro, si verserebbero 12 mesi di contributi Inps. Questi importi si pagano con un bollettino postale o MAV, inviati al domicilio del disoccupato o stampabili attraverso il servizio online: Fondo previdenza Casalinghe—>Stampa bollettino.

I contributi sono deducibili sulla dichiarazione dei redditi, sia per il dichiarante e sia per il familiare fiscalmente a carico.

Fondo di casalinghe Inps: conviene versare?

Versando al Fondo casalinghe Inps, la disoccupata può ottenere una:

  • pensione di inabilità, con almeno 5 anni di contributi, a condizione della patologia accertata dall’Inps,
  • una pensione di vecchiaia, a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni di contributi.

Nell’ultimo caso la pensione di vecchiaia è calcolata con il sistema contributivo (ossia in base ai contributi versati) e viene corrisposta solo se l’importo maturato della pensione risulta almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20% (1,2 volte l’assegno sociale).

Attenzione: Quindi prima di versare inutilmente, bisogna verificare attentamente la propria posizione contributiva.

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