Articolo aggiornato il 19 Gennaio 2023 da Stefano Mastrangelo

Aumento delle pensioni nel 2023 a chi spetta?

Come aumenteranno le pensioni nel 2023? In queste ore è stata approvata definitivamente al Sentato, la prima legge di Bilancio 2023 del Governo Meloni, con diverse modifiche per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni.

La Circolare Inps numero 135 del 22 Dicembre 2022, ha rinnovato provvisoriamente, gli importi delle pensioni minime, in misura pari al 7,3% dal 1° gennaio 2023, sino a 4 volte il trattamento minimo, in attesa di conoscere la definizione della rivalutazione per l’anno 2023.

L’Inps nella propria circolare ha specificato che:” Al fine di evitare la corresponsione di somme potenzialmente indebite, la rivalutazione è stata attribuita in misura pari al 100% a tutti i beneficiari il cui importo cumulato di pensione sia compreso nel limite di quattro volte il trattamento minimo in pagamento nell’anno 2022 (pari a 2.101,52 euro). Per i pensionati il cui trattamento pensionistico cumulato è superiore al predetto limite, la rivalutazione sarà attribuita sulla prima rata utile al momento di approvazione della norma indicata.”

Quindi i pensionati con un trattamento pensionistico superiore a 2101,52 euro lordo, dovranno attendere il mese di Marzo – Aprile 2023 per vedere più soldi sul cedolino. Ricordiamo che a Gennaio 2023, la pensione potrebbe essere più bassa, a causa del conguaglio irpef e dell’applicazione delle trattenute addizionali irpef regionali e comunali.

Trattamento minimo di pensione 2023

Incominciamo col dire che il trattamento minimo di pensione per i dipendenti ed i lavoratori autonomi nell’anno 2023 è pari a:

  • 563,74 euro (7.328,62 euro annuali);
  • mentre gli assegni vitalizi sono pari a 321,36 euro (4.177,68 annuali),
  • il trattamento minimo garantito ai pensionati lavoratori socialmente utili (LSU), ai sensi del Decreto legislativo n. 81/2000, è pari ad euro 444,52 euro,
  • i trattamenti minimi dei pensionati LSU, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, legge n. 289/2002 sono pari ad euro 472,36 euro,
  • i superminimi 2023, ai sensi dell’articolo 14 quater, comma 3, della legge 33/1980, sono pari 599,95 euro,
  • l’Indennità integrativa speciale 2023 è pari a 863,30 euro, mentre l’Indennità integrativa speciale 13^ è pari a 843,30 euro.

Per ottenere limporto aggiuntivo di 154,94 euro nel mese di Dicembre 2023, il pensionato deve rispettare questi limiti di reddito:

  • 7.483,56 euro, è il limite di importo annuale,
  • se il pensionato è solo, il reddito IRPEF comprensivo delle pensioni non deve superare il limite di 10.992,93 euro;
  • se il pensionato è coniugato, il reddito IRPEF comprensivo delle pensioni non deve superare il limite di 21.985,86 euro.

Al fine dell’integrazione al trattamento minimo bisogna rispettare, anche nel 2023, alcuni limiti di reddito indicati nel nostro articolo: Trattamento minimo di pensione 2023: cos’è e quanto ammonta?

Pensioni sociali 2023: importi e limiti di reddito

Le pensioni sociali 2023 sono pari ad:

  • 503,27 euro (6.542,51 euro annuali) per quanto riguarda l’Assegno Sociale,
  • 414,76 euro (5.391,88 euro annuali) per quanto riguarda la Pensione sociale.

Per continuare a percepire la pensione sociale (ex assegno sociale) bisogna rispettare nel 2023 questi limiti di reddito:

  • il reddito personale deve essere inferiore a 5.391,88 euro,
  • il reddito coniugale deve essere inferiore a 18.577,24 euro,

Per ottenere e continuare a ricevere il nuovo assegno sociale, ossia la pensione senza aver raggiunto il limite di contributi versati a 67 anni, bisogna rispettare alcuni limiti di reddito:

  • reddito personale deve essere inferiore a 6.542,51 euro,
  • reddito coniugale deve essere inferiore a 13.085,02 euro.

Importi pensioni di invalidità 2023: di quanto aumenteranno?

I nuovi importi 2023 delle pensioni di invalidità sono:

  1. 313,91 euro per gli invalidi civili ed i sordomuti,
  2. 700,18 euro, per gli invalidi totali maggiorenni (con percentuale 100%), grazie all’incremento al milione di 386,27 euro previsto dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020. Questi beneficiari non devono superare un limite di reddito personale pari a 9.102,34 euro e coniugale di 15.644,85 euro.
  3. Per i ciechi parziali la pensione 2023 è pari ad 217,64 euro,
  4. 339,48 euro per i ciechi assoluti,
  5. 261,11 euro, per i sordomuti con solo l’indennità di comunicazione,
  6. 959,21 euro, per i ciechi assoluti, non ricoverati, con pensione ed indennità di accompagnamento, con un limite di reddito personale pari ad euro 17.920,00,
  7. 527,16 euro per i titolari di indennità di accompagnamento.

I limiti di reddito 2023 da non superare per continuare a percepire le prestazioni assistenziali indicate precedentemente sono pari ad euro:

  • 5.391,88 euro annuali per gli invalidi parziali ed i minori,
  • 17.920,00 euro annuali per gli invalidi totali, i ciechi civili ed i sordomuti.

L’assegno per l’assistenza personale e continuativa che l’Istituto eroga ai pensionati per inabilità, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 giugno 1984, n. 222, è pari ad euro 585,51.

Per l’integrazione degli assegni di invalidità ai sensi dell’articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222, bisogna rispettare alcuni limiti di reddito:

  • non oltre 13.085,02 euro, se il pensionato è solo,
  • non oltre 19.627,53 euro se il pensionato è coniugato.

Rivalutazione Ufficiale importi di pensione 2023

Dopo l’approvazione della legge finanziara 2023, l’Inps potrà applicare (nei cedolini di Marzo-Aprile 2023) la rivalutazione ufficiale del 7,3%, alle pensioni superiori a 4 volte il trattamento minimo di pensione previsto per l’anno 2023 ed in questa modalità:

  • per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte (2.101,52 euro) il trattamento minimo INPS, le pensioni saranno rivalutate nella misura del 100 per cento (pieno 7,3%);
  • per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte (2.101,52) il trattamento minimo INPS, le pensioni saranno adeguate nella misura dell’85 per cento (6,21%) per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS (2.626,90 euro).
  • per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo (2.626,90 euro) la rivalutazione sarà del 53 per cento (3,87%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS (2.626,90 euro) e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS (3.152,28 euro).
  • Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo (3.152,28 euro) nella misura del 47 per cento (3,43%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS (4.203,04 euro circa).
  • Per i trattamenti pensionistici di importo superiore a otto volte il predetto trattamento minimo (4.203,04 euro) la rivalutazione sarà pari al 37 per cento (2,70%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a dieci volte il trattamento minimo INPS (5.253,80 euro).
  • Per le pensioni di importo superiore a dieci volte il predetto trattamento minimo, l’incremento avverrà nella misura del 32 per cento (2,34%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a dieci volte il trattamento minimo INPS (superiore a 5.253,80 euro).

Ricordiamo che gli importi minimi di pensione saranno anche rivalutati di 1.5 punti percentuali in più ed i pensionati over 75enni avranno un ulteriore maggiorazione sulla pensione minima.

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2 Commenti

  1. l’Indennità Integrativa Speciale delle P.P.O TABELLARI dei Militari di leva, va perequata regolarmente come la voce Pensione ? E per il 2023 è pari a € 863,30 ?
    Grazie.

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