Dimissioni durante la maternità e Naspi

Dimissioni durante la maternità e Naspi – Cosa accade se mi dimetto durante la maternità? Ho diritto alla disoccupazione Naspi? Molte donne durante la maternità e fino al compimento del primo anno di età del proprio bambino/a, a causa di mancate politiche di conciliazione di vita e lavoro da parte dello Stato Italiano, sono costrette a lasciare il proprio lavoro per dedicarsi alla cura dei figli.

Dimissioni durante la maternità e Naspi: Come posso dimettermi durante la maternità?

Prima di dimetterti per maternità, ti consigliamo di valutare attentamente la tua scelta, dato che le dimissioni sono un atto unilaterale recettizio, al quale la lavoratrice non può cambiare idea successivamente. Inoltre è opportuno comunicarlo, preventivamente, al tuo datore di lavoro o al responsabile delle risorse umane dell’azienda. Dopo aver usufruito dell’intero periodo della astensione obbligatoria (due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bimbo, oppure un mese prima dalla data presunta del parto e quattro mesi dopo dalla nascita nel caso di flessibilità), o anche prima, la lavoratrice può usufruire del congedo parentale per un periodo di 180 giorni, con il pagamento del 30 percento della retribuzione lorda. In alternativa la lavoratrice nel caso rinunci al congedo parentale, può usufruire dei voucher baby sitting o contributo per asilo nido in base a determinati requisiti previsti dall’Inps.

La lavoratrice ha diritto alla disoccupazione Naspi, solo in caso di dimissioni durante il periodo di maternità, da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino. Tale dimissioni devo essere convalidate dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Tua competenza. Ossia per dare le dimissioni Ti devi rivolgere all’Ispettorato del lavoro e portare con Te sia gli originali e sia le copie:

  • del documento d’identità (carta d’identità, patente o passaporto); se la richiedente è straniera è indispensabili la copia del permesso di soggiorno;
  • della busta paga dell’ultimo datore di lavoro;
  • della tessera sanitaria o codice fiscale;
  • del contratto di lavoro, dove è indicato il CCNL di riferimento e l’orario di lavoro;
  • dovrai indicare il settore produttivo dell’azienda;
  • dovrai indicare l’ampiezza aziendale, ossia il numero dei dipendenti al momento delle dimissioni.
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Dimissioni durante la maternità e Naspi: motivazioni

Inoltre la lavoratrice dovrà dichiarare alla Direzione Territoriale del lavoro, di dimettersi per libera scelta o per risoluzione consensuale per i seguenti motivi:

  • Incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato;
  • passaggio ad altra azienda;
  • mancata concessione del part time/orario flessibile/modifica turni di lavoro;
  • desiderio di cura della prole in maniera esclusiva;
  • cambio residenza/distanza tra luogo di residenza e sede di lavoro/ricongiungimento al coniuge;
  • chiusura/cessazione/trasferimento azienda;
  • variazione delle mansioni lavorative.

Alleghiamo all’articolo la modulistica della Direzione Territoriale di Bari: Modello convalida dimissioni e risoluzione consensuale!

Dopo la convalida delle dimissioni, il funzionario dell’ufficio, Ti consegnerà due copie, una da consegnare al datore di lavoro ed una per te. Il Consulente del lavoro dell’azienda procederà alla comunicazione di dimissioni del rapporto di lavoro.

A seguito della comunicazione di risoluzione del rapporto, potrai rivolgerti al Tuo Centro per l’Impiego di riferimento per ritirare lo stato occupazione e procedere, in base ai requisti per ricevere la Naspi (per info clicca qui) alla compilazione della domanda di disoccupazione Naspi.

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Posted by Nicola Di Masi

Nicola Di Masi, ideatore e creatore di contenuti per il sito insindacabili.it. Abilitato Consulente del Lavoro e responsabile Caf da Maggio 2008 a tutt'oggi. Ha lavorato come Consulente del Lavoro, come operatore di Patronato e ha coordinato le attività formative di un Organismo Formativo Accreditato.

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