Reddito di inclusione REI: cos’è, come funziona, requisiti?

Il Governo ha messo a disposizione 2 miliardi di euro per il reddito di inclusione rei, una misura a sostengo del reddito alle famiglie che interesserà circa 2 milioni di persone. Così è l’intesa raggiunta nel memorandum firmato dal Presidente del Consiglio Gentiloni e l’Alleanza contro le povertà, i quali hanno stabilito i criteri per ottenere il beneficio economico.

Reddito di inclusione REI requisiti

Potranno ottenere il reddito di inclusione Rei:

  • chi non supera un’indicatore della situazione economica equivalente Isee pari o inferiore 6000 euro;
  • chi avrà un reddito disponibile non superiore a 3000 euro, che verrà calcolato attraverso un valore che si chiama indicatore della situazione reddituale (ISRE). Questo indicatore terrà conto anche di eventuali contratti di affitto o mutui da pagare.

Potranno accedere al beneficio, anche i proprietari delle case di abitazione, ma che comunque versano in una situazione di povertà.

Il reddito disponibile influirà sull’ammontare dell’importo corrisposto mensilmente, che aumenterà al crescere della differenza tra, l’effettiva disponibilità economica delle famiglie e la soglia dell’ISR di 3000 euro.

Se la famiglia si distanzia da quel valore, più importante sarà il sostegno economico, che verrà commisurato anche in base alla composizione del nucleo familiare, ossia se ci sono componenti disabili e minori.

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Reddito di inclusione REI: importi

L’importo del beneficio rei per quest’anno non supererà i 485 euro (nel 2018 è stato elevato), dovute dallo scarso finanziamento da parte del Ministero Economico e accontenterà solo un terzo delle famiglie residenti in Italia.

Un’altra novità importante, a differenza del sostegno di inclusione attiva (Sia), è che i beneficiari del reddito di inclusione, continueranno a percepire l’assegno per qualche mese anche dopo aver superato i tetti di reddito.

Il reddito di inclusione è una misura che vuole sostenere il reddito delle famiglie, ma finanziare anche strumenti per il reinserimento lavorativo e servizi di inclusione sociale.

Entro maggio, il governo, dovrà emanare i decreti attuativi ed i maggiori Enti coinvolti saranno il Governo, le Regioni, i Comuni e l’Inps, erogatore dell’assegno mensile, massimo, di 485 euro (tale valore è stato elevato da gennaio 2018).

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Posted by Nicola Di Masi

Nicola Di Masi, ideatore e creatore di contenuti per il sito insindacabili.it. Abilitato Consulente del Lavoro e responsabile Caf da Maggio 2008 a tutt'oggi. Ha lavorato come Consulente del Lavoro, come operatore di Patronato e ha coordinato le attività formative di un Organismo Formativo Accreditato.

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