Stipendio non ancora accreditato – Ritardo pagamento stipendio interessi

Come farsi pagare lo stipendio non ancora accreditato dal datore di lavoro? Quanto tempo ha l’azienda per pagare la busta paga? In caso di ritardo del pagamento del cedolino paga, posso richiedere gli interessi? Le amministrazioni o i datori di lavoro privati e pubblici, provvedono mensilmente al pagamento dello stipendio, entro un determinato periodo di tempo.

A differenza dei dipendenti pubblici, dove gli stipendi sono puntuali, nel privato la situazione è diversa ed ogni datore di lavoro paga i propri dipendenti, in relazione alle disponibilità economiche dell’azienda o alcune volte non li paga correttamente. Cosa fare nel caso di stipendio non pagato?

Quanto tempo ha il datore di lavoro per pagare lo stipendio?

Il pagamento dello stipendio deve avvenire entro una data prestabilita dal Contratto collettivo nazionale del lavoro. Per i dipendenti pubblici lo stipendio è pagato in anticipo, entro il 27 di ogni mese corrente, mentre nel settore privato il pagamento della busta paga, avviene dopo l’elaborazione dei cedolini paga del Consulente del lavoro dell’azienda ed al massimo entro il 10 del mese successivo.

Ad esempio, lo stipendio di maggio dei docenti della scuola, è stato pagato il 23 Maggio 2019, mentre per i dipendenti privati, la busta paga verrà corrisposta entro il 10 di Giugno 2019.

Anche per i lavoratori a nero, ossia senza un regolare rapporto di lavoro, nel caso da un giorno all’altro il datore di lavoro comunica il licenziamento, lo stesso lavoratore può impugnare il licenziamento, entro 60 giorni dalla comunicazione. L’impugnazione deve avvenire per iscritto, con documenti comprovanti (prove) del lavoro svolto irregolarmente.

Stipendio non accreditato: cosa fare?

Prima di tutto bisogna capire, quando lo stipendio è in ritardo, leggendo il CCNL di riferimento. Il contratto collettivo, ad esempio il contratto commercio e terziario, esplica esattamente i tempi dell’erogazione della busta paga e quando è possibile richiedere gli interessi, per il pagamento in ritardo dello stipendio. Se il datore di lavoro supera questi termini, il lavoratore può:

  1. mettere in mora il datore di lavoro, scrivendo una lettera con raccomandata con ricevuto di ritorno o pec, dopo un mese di ritardo dello stipendio. Nella lettera bisogna diffidare il datore di lavoro a provvedere al pagamento delle retribuzioni entro 10 giorni dal ricevimento della lettera. Il lavoratore ha tempo 5 anni, dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, per richiedere il pagamento delle buste paga.
  2. Il lavoratore può chiedere la conciliazione facoltativa, presso la Direzione provinciale del lavoro, per provare una risoluzione bonaria della controversia con il datore di lavoro, dinanzi agli Ispettori del lavoro,
  3. chiedere la conciliazione monocratica, indirizzando una lettera per iscritto (con raccomanda AR o Pec) alla Direzione provinciale del lavoro ed al datore di lavoro. Con la conciliazione monocratica il datore di lavoro è obbligato a presentarsi all’Ispettorato del lavoro provinciale, per trovare un accordo con il lavoratore. Se il datore di lavoro non si presenta, gli ispettori faranno un controllo presso la sede legale ed operativa dell’impresa.
  4. Ricorrere al decreto ingiuntivo, se in possesso dell’esatto importo del credito (del netto delle buste paga non pagate). Il decreto ingiuntivo viene notificato al datore di lavoro entro 60 giorni dalla richiesta al giudice, da parte di uno studio legale (avvocato) ed in questo caso il datore di lavoro ha 40 giorni di tempo dalla notifica, per pagare lo stipendio o per provvedere a difendersi.
  5. Il dipendente può fare causa al datore di lavoro (comprovando il rapporto di lavoro con il contratto di assunzione, buste paga o almeno due testimoni non parenti) tramite un avvocato e richiedere il Tfr e le ultime tre buste paga al fondo di garanzia Inps, nel caso di fallimento dell’azienda,
  6. provvedere alle dimissioni per giusta causa quando non il datore di lavoro non ha pagato almeno due stipendi. (Ad esempio quando il datore di lavoro non ha pagato al 1° giugno, sia il mese di Marzo 2019 ed il mese di Aprile 2019). Le dimissioni sono immediate e vengono effettuate tramite una procedura telematica, sul sito del Ministero del lavoro.
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Data di pagamento stipendio CCNL Metalmeccani Industria

Abbiamo detto che il Contratto collettivo nazionale del lavoro, detta i tempi della corresponsione delle retribuzioni. Di seguito indichiamo i tempi del pagamento dello stipendio, per i lavoratori del contratto metalmeccanici industria:

Art. 4 – Corresponsione della Retribuzione

La retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore non oltre la fine di ogni mese.Sono fatte salve le prassi aziendali esistenti comprese quelle riguardanti il pagamento della retribuzione delle ferie (collettive e/o continuative) all’inizio del godimento delle stesse. All’atto del pagamento della retribuzione verrà consegnato al lavoratore un prospetto retributivo in cui dovranno essere distintamente specificate: la ragione sociale dell’azienda, il nome del lavoratore, il mese cui la retribuzione si riferisce,nonché le singole voci e rispettivi importi costituenti la retribuzione stessa e l’elencazione delle trattenute. Tanto in pendenza del rapporto di lavoro quanto alla fine di esso, in caso di contestazione su uno o più elementi costitutivi della retribuzione, dovrà essere intanto corrisposta al lavoratore la parte della retribuzione non contestata, contro il rilascio da parte del lavoratore stesso della quietanza per la somma corrisposta. Nel caso in cui l’azienda ritardi il pagamento delle competenze di cui sopra dovute al lavoratore oltre quindici giorni, decorreranno di pieno diritto a favore del suindicato lavoratore gli interessi nella misura del 5 per cento in più del tasso ufficiale di sconto, con decorrenza dalla data della rispettiva scadenza. In tale caso detto lavoratore potrà risolvere il rapporto di lavoro con diritto anche all’indennità di mancato preavviso. In casi particolari il predetto termine di quindici giorni potrà essere prolungato mediante accordo tra le Organizzazioni sindacali interessate.

E’ obbligatorio consegnare al dipendente la busta paga?

Il datore di lavoro o l’amministrazione è obbligata a consegnare un prospetto paga mensilmente, dove sono riepilogate le voci retributive, al dipendente privato e pubblico. Infatti il prestatore di lavoro, deve controllare mensilmente il cedolino paga, per verificare se ci sono omissioni o irregolarità (non basta solo il bonifico dello stipendio).

Se il datore di lavoro non consegna la busta paga o lo stipendio è al di sotto del minimo tabellare previsto di contratti collettivi e dalla legge, al datore di lavoro è applicata un sanzione dai 150 ai 900 euro. Nel caso l’azienda è recidiva nella consegna della busta paga o le buste paga sono irregolari, il datore di lavoro deve pagare una sanzione:

  • dai 600 euro ai 3600 euro, quando la violazione dura più di 6 mesi e riguarda più di 5 lavoratori dell’impresa,
  • dai 1200 euro ai 7200 euro, quando l’irregolarità va oltre i 12 mesi e riguarda più di 10 dipendenti.

Noi consigliamo di provvedere immediatamente alla contestazione, quando il datore di lavoro non paga regolarmente lo stipendio mensile.

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