Articolo aggiornato il 12 Gennaio 2023 da Stefano Mastrangelo

Assegno unico 2023 aumento 50%

Assegno unico nuovi importi 2023 – Cosa succederà all’Assegno Unico dal primo Gennaio 2023? Come sarà calcolato e quali saranno i nuovi importi dei nuovi assegni familiari per l’anno 2023?

L’articolo 65, del disegno di legge della manovra finanziaria 2023, modifica gli importi dell’Assegno Unico, incrementandoli:

  • del 50%, a decorrere da Gennaio 2023, ai nuclei familiari, per ciascun figlio di età inferiore a un anno;
  • del 50%, per i nuclei familiari con tre o più figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di ISEE fino a 40.000 euro, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2023.

I pagamenti maggiorati partiranno da Febbraio 2023, con i relativi conguagli a partire da Gennaio 2023.

Secondo le stime della Commissione Europea, il tasso di inflazione dell’Italia sarà pari al 8,7% nell’anno 2022. Questo significa, che anche gli importi dell’Assegno Unico e Universale saranno rivalutati, in base alle variazioni dell’indice del costo della vita, previsto nel 2022.

Vediamo insieme tutti i nuovi importi dell’Assegno Unico 2023.

Assegno unico maggiorato nel 2023?

Diciamo sin da subito, che in attesa dell’approvazione del nuovo quoziente familiare, per rinnovare l’assegno Unico 2023, bisognerà presentare il solo modello ISEE 2023. In seguito sarà l’Inps, a indicare, in maniera dettagliata (con una Circolare) se bisognerà presentare una domanda telematica ed in quale casi bisognerà aggiornare l’istanza già presentata.

Fatta questa premessa, ai sensi del decreto legislativo numero 230 del 29 dicembre del 2021, all’articolo 4, il legislatore ha previsto i criteri di calcolo per la determinazione dell’Assegno Unico.

Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo di 175 euro mensili, con Isee inferiore a 15.000 euro. Questo importo si riduce gradualmente secondo gli importi, sino a raggiungere il valore pari a 50 euro, in corrispondenza di un isee pari a 40.000 euro. Nel 2023 dovebbe passare da 175 euro a 190 euro e l’importo di 50 euro a 54 euro.

A ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni di età è previsto un importo pari a 85 euro mensili nel 2022. 85 euro mensili spettano in misura piena sino ad un valore Isee pari o inferiore a 15.000 euro, mentre per i livelli superiori si riduce, sino ad un importo di 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Nel 2023, l’importo di 85 euro passerà presubilmente a 92 euro e l’importo di 25 euro a 27 euro.

Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili (92 euro circa nel 2023). Questo importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro (16,31 euro nel 2023), in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.

Assegno Unico 2023 importi figli disabili

A ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, sulla base  della condizione di disabilità, come definita ai fini ISEE, degli importi individuati ai sensi dei commi 1e 3 pari a 105 euro mensili (114 euro nel 2023) in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili (103,26 nel 2023) in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili (92 euro circa nel 2023) in caso di disabilità media.

Per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo individuato ai sensi del comma 2 pari a 80 euro mensili. (87 euro nel 2023)

Per ciascun figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili (92 euro circa nel 2023). Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente, fino a raggiungere un valore pari a 25 euro (27,17 euro nel 2023) in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE  superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante.

Per le madri di età inferiore a 21 anni è prevista una maggiorazione degli importi individuati ai sensi dei commi 1 e 3 pari a 20 euro mensili per ciascun figlio (21,74 euro nel 2023).

Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili (32,61 euro nel 2023). Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori,  esso si riduce gradualmente sino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per i livelli di ISEE superiori a 40.000 euro, la maggiorazione non spetta.

Aumento Assegno unico 2023 del 50% e maggiorazioni disabili figli maggiorenni

Per l’anno 2023, il Governo Meloni, ha reso strutturali le maggiorazioni sociali per i figli disabili maggiorenni. Il messaggio numero 3518 del 27 settembre 2022, ha previsto:

  • per i figli disabili nella fascia di età tra 18 e 20 anni, con ISEE fino a 15.000 euro, il nuovo importo dell’assegno unico (anche per l’anno 2023) è pari 175 (190,23 euro nel 2023) più un minimo di 85 euro (92 euro nel 2023) sino ad un massimo di 105 euro (114 euro nel 2023), in base al grado di disabilità, rispetto agli 85 euro più 80 euro.
  • per i figli disabili di età pari o superiore a 21 anni, per i quali inizialmente l’assegno è stato previsto nella misura massima di 85 euro (92 euro nel 2023), l’importo dell’assegno è equiparato a 175 euro. (190,23 euro nel 2023)
  • Un incremento di importo pari a 120 euro (130,44 nel 2023), nel caso di nuclei con almeno un figlio a carico con disabilità e con Isee inferiore a 25.000 euro.

Come abbiamo detto il Governo Meloni ha previsto un incremento del 50% per ciascun figlio di età inferiore a un anno e per i nuclei familiari con tre o più figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per i nuclei con un valore ISEE fino a 40.000 euro.

Ad esempio una famiglia con 1 figlio di 6 mesi, con un Isee inferiore a 15.000 euro ed entrambi lavoratori, a partire dal 1° gennaio 2023, non spetteranno solo 205 euro (222,83 con la rivalutazione del tasso di inflazione), ma 307,5 euro. (334 euro con l’adeguamenteo dell’indice dei costi della vita)

Riferimento normativo: Circolare Inps numero 23 del 9 Febbraio 2022

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