I servizi del patronato si pagano?


I servizi del patronato si pagano?

I servizi del patronato si pagano?

Molti utenti, dal primo gennaio 2018, si stanno frequentemente chiedendo:” I servizi del patronato si pagano?” Per rispondere a questa domanda, vediamo insieme i servizi Inps offerti gratuitamente dai patronati e quali pratiche Inps sono a pagamento nell’anno 2018.

I servizi dei patronati sono gratuiti?

Al patronato bisogna pagare? I tempi delle “vacche grasse” sono terminati anche per i cosiddetti patronati, uffici di consulenza ed assistenza previdenziale, regolamentati dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali. I patronati sono finanziati dallo Stato ed in particolar modo dai contributi che versiamo all’Istituto Previdenziale Inps.

Fino al 2017, i patronati erano completamente gratuiti per tutte le pratiche Inps ed Inail, anche per quelle senza punteggio. Ad ogni patronato, per ogni singola pratica inviata, era riconosciuto un minimo punteggio (0,5) ed un punteggio per determinate pratiche. Ogni punto, nel 2018, vale circa 35 euro e per una pratica di pensione, il patronato nazionale, incassa circa 175 euro. (5 punti per 35 euro).

Quali sono le pratiche gratuite del patronato?

I servizi del patronato si pagano? Le pratiche Inps, che il patronato deve inviare gratuitamente, sono:

  • le pratiche di pensione di vecchiaia o anticipata;
  • l’assegno di invalidità Inps o inabilità;
  • le pensioni di invalidità civili e gli assegni di accompagnamento;
  • l’ape sociale e volontaria;
  • la pratica per riconoscimento e assistenza infortunio sul lavoro;
  • i rinnovi ed il ricongiungimento familiare dei permessi degli stranieri.

I patronati sono branche dei sindacati. Per questo, molte volte, per qualsiasi pratica Inps, l’operatore che si trova all’interno della delegazione sindacale, chiede un contributo annuale o applica delle trattenute sindacali mensili:

  • sulla domanda di disoccupazione Naspi; (per revocare la trattenuta sindacale mensile guarda il nostro video)
  • sulla pratica di pensione; (per revocare per sempre il contributo associativo sulla pensione, visualizza la nostra mini-guida)
  • o sulla domanda di disoccupazione agricola.

Quindi, anche queste pratiche, dovrebbero essere completamente gratuite nel caso in cui il patronato applichi delle trattenute a suo favore.

I servizi a pagamento del patronato

Molti servizi del patronato, dal primo gennaio 2018, a causa dei continui tagli del governo, sono diventati a pagamento. I costi del patronato, per non iscritti al sindacato di riferimento del patronato, sono diventati rilevanti per alcune pratiche. Vediamo insieme i costi del patronato Inca della Cgil della Lombardia:

Tariffe del patronato CGIL Lombardia
Tariffe del patronato CGIL Lombardia
Tariffe del patronato CGIL Lombardia
Tariffe del patronato CGIL Lombardia

Il Patronato Inas, associato al sindacato Cisl, richiede un contributo di 15 euro per alcune pratiche ai non iscritti. Vediamo insieme i servizi Inps a pagamento del patronato Inas dell’Emilia Romagna. Anche il patronato Ital della UIL, prevede servizi a pagamento sino a 15 euro per non iscritti all’organizzazione promotrice, per alcune prestazioni Inps.

Per conoscere la differenza, tra sindacato, caf e patronato, ti consigliamo di leggere il nostro articolo: Differenze tra caf patronato e sindacato.

Infine, prima di rivolgerti al patronato, richiedi il codice Pin Inps, convertilo in dispositivo e visualizza le nostre guide sul nostro canale youtube. Potrai svolgere autonomamente le tue pratiche Inps, senza fare file al patronato e senza nessun costo.

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4 commenti su “I servizi del patronato si pagano?”

  1. Mio papà 87 anni é obbligato a fare una tessera di un sindacato 35euro al caf dove si é rivolto per fare l ISEE… gli ho detto che dovrebbe essere gratuito ma gli hanno detto che la deve fare.. é possibile? Mio papà ha una pensione di 500 euro al mese😵

  2. NON è assolutamente chiaro. Chi cerca aiuto, non capisce se è arrivato nel posto giusto oppure no!
    SONO UN PENSIONATO CHE RISIEDE ALL’ESTERO ED ANCHE IN PASSATO HO AVUTO DEI PROBLEMI A CAUSA DEL PAGAMENTO DELLA PENSIONE ACCREDITATA SUL MIO CONTO CORRENTE ALL’ESTERO.
    LA CITIBANK MI TRASFERISCE LA PENSIONE CON ADDEBITO DI SPESE EURO 19.50 BENCHÉ SIA STABILITO CHE:
    ‘LA BANCA ESEGUE I PAGAMENTI IN EURO O IN VALUTA LOCALE, SALVO DIVERSE DISPOSIZIONI POLITICO-VALUTARIE DEL PAESE ESTERO INTERESSATO.
    L’ESECUZIONE DEI PAGAMENTI NON COMPORTA ALCUNA SPESA A CARICO DEL BENEFICIARIO, SALVO LE EVENTUALI COMMISSIONI APPLICATE DA ISTITUTI BANCARI SELEZIONATI DAL PENSIONATO.’

    LA MIA BANCA NON ADDEBITA ALCUNA SPESA PER L’OPERAZIONE ED HA PRODOTTO PROVA DI TRASFERIMENTO FATTO ‘CON ADDEBITO DI SPESE’= –SHA– INVECE DI –OUR– COME DOVREBBE ESSERE FATTO.
    NEL 2013 ERA GIA STATA SOLLEVATA OBIEZIONE E LA CITIBANK AVEVA CORRETTO LA SUA POSIZIONE.
    DA NOV.2018 È TORNATA AD ADDEBITARE LE SPESE.
    CHIEDO IL VOSTRO AIUTO ED ASSISTENZA PER SALVAGUARDARE I MIEI DIRITTI.
    20 EURO NON SONO UNA CIFRA IRRISORIA PER LE MIE SOSTANZE E SE LA CITIBANK APPPLICA LA STESSA PROCEDURA A TUTTI I PAGAMENTI DI PENSIONE, ACQUISISCE 19.5 X 350,000 = 6,825,000 EURO E LA COSA DIVENTA SCANDALOSA.

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