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  • Cu 2017: come richiederlo, le novità ed il modello

    Cu 2017: come richiederlo, le novità ed il modello

    Cu 2017: come richiederlo, le novità ed il modello

    Il modello Cu 2017, è la nuova certificazione unica dei redditi del 2016, indispensabile per poter controllare la tua tassazione nell’arco dell’anno 2016.

    Cu 2017: come e quando richiederlo?

    Devi richiedere al tuo datore di lavoro entro il 31 marzo 2017, il modello Cu 2017 (ex cud) o scaricarlo direttamente:

    • dal portale dell’Inps, se hai percepito la Naspi, la mobilità, la cassa integrazione guadagni o altre prestazione soggette a tassazione ordinaria (segui la nostra guida cliccando qui per scaricarlo dal sito dell’Inps);
    • dal portale Noipa, per i dipendenti della pubblica amministrazione accedendo con le credenziali personali;
    • o in altri casi, puoi richiederlo al committente, se hai prestato un o più lavori occasionali nel 2016 ai sensi dell’art. 2222 del codice civile.

    Per procedere alla compilazione del 730 precompilato, devi raccogliere tutti i documenti ed i modelli Cu 2017.

    Se il tuo Cu 2017 è errato, potresti incorrere in sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate o potresti pagare molto tasse, più del dovuto!

    Nel caso in cui, ti ritrovi più Cu 2017, sei obbligato a dichiarare i tuoi redditi 2016 con il modello 730/2017 e con il modello Unico PF 2017.

    Modello Cu 2017

    Nel frontespizio del Cu 2017, sono riportati i dati del sostituto d’imposta (il tuo datore di lavoro) ed i tuoi dati. Attenzione al domicilio fiscale, da questo dato dipendono le tasse comunicali ed in particolare l’addizionale comunale irpef.

    Cu 2017
    Cu 2017

    Nel secondo riquadro sono riportati i dati essenziali per la tua dichiarazione dei redditi.

    • I redditi di lavoro dipendente ed assimilati, quelli scaturiti con un contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato;
    • I redditi di pensione, nel caso in cui tu sia titolare di pensione Inps o ex Inpdap;
    • Altri redditi assimilati;
    • Gli assegni corrisposti al coniuge in caso di separazione;
    • Il numero dei giorni (ai fine della detrazione d’imposta), se sei un lavoratore dipendente o un pensionato. Di regola sono 365 in un anno.
    • La data di inizio e la fine del rapporto di lavoro.

    Importante sono le ritenute irpef e le addizionali comunali. Se ci sono, ti consigliamo di verificare un eventuale rimborso.

    Importantissimi sono i riquadri dove sono riportati, i crediti non rimborsati e gli acconti d’imposta, somme di denaro che devi recuperare nel 730/2017.

    I riquadri del Cud 2017

    Nel riquadro detrazione e crediti, controlla l’imposta lorda e se il datore di lavoro ha inserito le detrazioni per il 2016, del tuo coniuge e dei tuoi figli a carico fiscalmente. Il tuo coniuge ed i tuoi figli, sono a carico fiscalmente, solo se nell’anno 2016, cadauno, NON hanno percepito un redditto complessivo di  € 2841,50!

    Attenzione, da questo dato, potresti risparmiare molti soldi sulle tasse.

    Cu 2017 come richiederlo
    Cu 2017 come richiederlo

    Nei dati relativi al coniuge ed ai familiari a carico, sono indicati i familiari a carico fiscalmente nell’anno 2016.

    Attenzione controlla i dati del codice fiscale, i mesi a carico e la percentuale, se è condivisa con il coniuge.

    Cu 2017 le novità
    Cu 2017 le novità

    Controlla se il consulente ha presentato tutti i mesi il modello Uniemens. Necessario l’invio di tale modello all’Inps, per liquidare la tua eventuale Naspi o accreditare i tuoi contributi.

    Visualizza i contributi trattenuti per la tua pensione al punto 6.

    Verifica il tuo Tfr, trattamento di fine rapporto chiamata liquidazione, all’ultimo riquadro al punto 809 e 810.

    Cu 2017 modello
    Cu 2017 modello

    Le annotazioni al rapporto di lavoro o al reddito di lavoro dipendente ed assimilato

    Cu 2017 annotazioni
    Cu 2017 annotazioni

    Per qualsiasi perplessità contattaci o scrivi un commento!

  • Rottamazione cartelle Equitalia 2017: come fare e come funziona?

    Rottamazione cartelle Equitalia 2017: come fare e come funziona?

    Rottamazione cartelle Equitalia: definizione agevolata 2017

    Rottamazione cartelle Equitalia– Il prossimo 21 aprile, e non più il 31 marzo, è il termine ultimo per la richiesta di adesione alla definizione agevolata.

    Definizione agevolata cos’è?

    La definizione agevolata prevista dal decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, in vigore dal 3 dicembre, si applica alle somme riferite ai carichi affidati ad Equitalia tra il 2000 e il 2016.

    Chi intende aderire, pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

    Per avere maggiori informazioni sulla tua situazione debitoria è possibile accedere all’area riservata (attraverso il Pin online Inps dispositivo).

    La domanda definizione agevolata 2017

    Per aderire alla definizione agevolata, è necessario compilare il modello DA1 in allegato. Il termine ultimo di adesione è il 21 aprile 2017. Nella guida in basso ti spiegheremo come procedere con le credenziali dell’Inps ed in particolare, come accedere, con il Pin online Inps dispositivo.

    Se non sei in possesso delle credenziali di accesso, compila il modulo DA1 in tutte le sue parti, firmalo ed allega il documento d’identità. In seguito invialo per posta elettronica, o alla casella e-mail o pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento.

    Oppure rivolgiti, sapendo di fare lunghe file, presso gli Sportelli dell’Agente della riscossione della tua zona.

    Se vuoi, puoi anche delegare un professionista di fiducia, per trasmettere la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Infatti, gli intermediari abilitati e i loro incaricati possono con EquiPro, la nuova area riservata intermediari, non solo visualizzare on line la tua situazione debitoria e i piani di rateizzazione, ma anche utilizzare una serie di servizi dispositivi.

    Procedura rottamazione cartelle esattoriali Equitalia

    Equitalia Servizi di riscossione, comunicherà al contribuente entro il 31 maggio 2017, l’ammontare complessivo delle somme dovute e gli invierà i bollettini di pagamento. Se la richiesta di accesso alla definizione agevolata riguarda carichi oggetto di “proposte di accordo o del piano del consumatore”, come previsto dal Decreto (art. 6 commi 9-bis e 9-ter del Dl n. 193/2016, modificato dalla Legge n. 225/2016), è necessario utilizzare lo specifico modello DA2 in allegato. Per maggiori informazioni clicca qui.

    Come controllare online i debiti con Equitalia

    Se hai il codice Pin online Inps dispositivo, procedi con questi 10 semplici passi. Vai sul sito www.inps.it e clicca su Prestazioni e servizi

    Prestazioni e servizi Inps
    Prestazioni e servizi Inps

    Clicca su tutti i servizi ed in basso clicca su Accesso ai servizi Agenzia delle Entrate-Riscossione

    Servizi Equitalia Inps
    Servizi Equitalia Inps

    Inserisci il codice fiscale ed il codice Pin online INPS-dispositivo. Se non hai il codice Pin dispositivo clicca qui.

    Pin Inps online
    Pin Inps online

    Clicca su avanti ed entrerai nella schermata di Equitalia.

    Definizione agevolata
    Definizione agevolata 2017

    Visualizzerai la tua Area riserva. In questa sezione puoi utilizzare i servizi di Equitalia:

    • Controlla la situazione – Estratto conto;
    • Rateizza il debito;
    • Definizione agevolata;
    • Sospendi la riscossione;
    • Documenti;
    • delegare un intermediario;
    Rottamazione cartelle Equitalia
    Rottamazione cartelle Equitalia

    Clicca su Controlla la situazione – Estratto conto. Prima di tutto consulta i tuoi debiti per provincia o per tutte le provincie e clicca su “Da Saldare”.

    Come controllare situazione debitoria Equitalia
    Come controllare situazione debitoria Equitalia

    Controlla la tua situazione debitoria da saldare, saldati, le procedure attivate e le rateizzazioni richieste.

    Come rottamare le cartelle Equitalia
    Come rottamare le cartelle Equitalia

    Potresti anche rateizzare il debito adesso o chiedere una rateizzazione per documenti non interamente dilazionabili.

    Procedura Rottamazione cartelle Equitalia
    Procedura Rottamazione cartelle Equitalia

    Oppure potrai chiedere la definizione agevolata per i carichi affidati a Equitalia tra il 2000 al 2016 entro il 21 aprile 2017, non più il 31 marzo.

    Clicca su definizione agevolata e clicca su procedi.

    Definizione agevolata Rottamazione cartelle Equitalia
    Definizione agevolata Rottamazione cartelle Equitalia

    Selezione le cartelle da definire. Clicca su “Dichiaro di volermi avvalere della definizione agevolata….” e dichiara di voler pagare in:

    • un’unica soluzione;
    • 5 rate, a partire da luglio 2017;
    • un numero di rate scelto da te; dopo aver selezionato clicca su procedi.
    Come pagare Rottamazione cartelle Equitalia
    Come pagare Rottamazione cartelle Equitalia

    Completa i tuo dati, selezione il tuo domicilio ai fine della trattazione di questa richiesta di definizione agevolata, dichiara e seleziona quanto richiesto dal modulo.

    Clicca su “Relativamente al trattamento consentito….” e clicca su procedi e vai avanti fino a quando la procedura sarà completata.

    Come accedere alla Rottamazione cartelle Equitalia
    Come accedere alla Rottamazione cartelle Equitalia
    Dichiarazioni online Rottamazione cartelle Equitalia
    Dichiarazioni online Rottamazione cartelle Equitalia

    Riceverai una e-mail con tutte le indicazioni ed il modulo da te compilato. Entro il 31 maggio 2017 Equitalia comunicherà l’ammontare complessivo della somma dovuta e la scadenza delle eventuali rate, inviando i relativi bollettini di pagamento.

     

  • Rimborso Irpef 2016 non percepito: attenti al nuovo Cu 2017

    Rimborso Irpef 2016 non percepito: attenti al nuovo Cu 2017

    Rimborso Irpef 2016 non percepito: attenti al nuovo Cu 2017

    Lo scorso anno hai presentato il modello 730/2016 ed a tutt’oggi non hai ricevuto il rimborso irpef 2016?

    Rimborso irpef 2016 non percepito

    Cosa devi fare? Tantissimi lavoratori lo scorso anno NON hanno ricevuto il rimborso irpef dal datore di lavoro e tanti per svogliatezza o per non far insorgere contenziosi con il datore di lavoro, hanno deciso di lasciar stare.

    Il rimborso irpef, non è un costo da parte del datore di lavoro, perché il datore di lavoro è solo un’intermediario e tecnicamente un sostituto d’imposta tra il lavoratore e lo stato. Per questo ti consigliamo di recuperare le somme non percepite.

    Il datore di lavoro non mi ha pagato il rimborso irpef 2016

    Non hai ricevuto il rimborso irpef 2016 per i seguenti motivi:

    1. Il datore di lavoro non è riuscito a pagare il rimborso fiscale, per mancanza di capienza irpef tra tutti i lavoratori o non ha potuto rimborsare le somme spettanti dal modello 730/2016. In questo caso il lavoratore, deve controllare il nuovo CU 2017 dal punto 264 al punto 294. Nella certificazione unica deve essere indicata la somma che il datore di lavoro non è riuscito a rimborsare, così da accreditare sul nuovo 730/2017.
    2. In alternativa il datore di lavoro deve rilasciare una dichiarazione ben fatta al lavoratore, dove si evince la motivazione per cui lo stesso datore di lavoro non è riuscito a rimborsare la somma richiesta dal 730/2016, allegando il documento d’identità del Legale Rappresentate o dello stesso datore di lavoro. Questa certificazione, con relativa istanza di rimborso, deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate di competenza. Alla domanda va allegato: il modello 730/2016, il documento d’identità del contribuente, l’istanza di rimborso ed la dichiarazione del datore di lavoro con documento d’identità dello stesso. L’istanza di rimborso, a pena di decadenza, deve essere presentata entro 48 mesi. Nel caso di rimborso, ti consigliamo di indicare il codice Iban del tuo conto corrente, allegando il modello di accredito delle coordinate bancarie presso l’Agenzia delle Entrate. (in questo articolo alleghiamo il modello)

    Rimborso irpef 2016: quando arriva il pagamento?

    Dopo la presentazione dell’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate, si possono verificare i seguenti casi:

    1. la domanda è accolta;
    2. la domanda è respinta (in questo caso, il contribuente può presentare ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto);
    3. l’ufficio non risponde (in questo caso, la domanda di rimborso deve ritenersi respinta, in quanto vige l’istituto del silenzio-rifiuto. Trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione della domanda ed entro il termine di prescrizione, ordinariamente decennale, l’interessato può ricorrere alla Commissione tributaria).

    Controlla attentamente il Cu 2017 e fai valere i tuoi diritti.

  • Cu 2017: come scaricarlo dal sito dell’Inps

    Cu 2017: come scaricarlo dal sito dell’Inps

    Cu 2017 come scaricarlo dal sito dell’Inps

    Cu 2017 certificazione unica: è il momento giusto per scaricare, salvare o stampare la tua certificazione unica 2017 riferente ai redditi 2016, direttamente dal sito dell’Inps.

    Se sei un lavoratore subordinato o autonomo occasionale ed hai lavorato anche solo per un giorno presso un’azienda o associazione, devi chiedere la certificazione CU, direttamente al datore di lavoro o al committente entro il 31/03/2017.

    Attenzione! Nella dichiarazione dei redditi 2017 devi indicare TUTTI i redditi percepiti nell’anno 2016. Vediamo adesso come scaricare il modello CU 2017 dal sito dell’Inps.

    Cu 2017 certificazione unica: come scaricare il Cud 2017 dall’Inps

    Vai sul sito www.inps.it e clicca su Accedi ai servizi. Clicca su Cerchi servizi, scrivi certificazione unica 2017 e clicca su cerca.

    Sito Inps
    Sito Inps

    Clicca su Certificazione Unica 2017 (Cittadino).Inserisci il tuo codice fiscale e il tuo codice Pin Inps online.Visualizzerai la tua certificazione unica 2017. Puoi stamparla o salvarla.

    Cu 2017
    Cu 2017

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    Grazie dal team di insindacabili.it

  • Esenzione ticket 2017: rinnovi dal 01 aprile 2017

    Esenzione ticket 2017: rinnovi dal 01 aprile 2017

    Esenzione ticket 2017: rinnovi dal 01 aprile 2017

    Esenzione ticket 2017 per reddito 2017 – ll cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dallo Stato. Il ticket sanitario è differente da Regione a Regione, come abbiamo letto qualche giorno fa, quando si è scatenata una vera bufera sui ticket sanitari.

    Come è possibile che i veneti paghino il quadruplo dei siciliani?

    Attenzione, anche, alle false dichiarazioni ed a quelle sbagliate, perché dopo 4/5 anni potrebbero arrivarti degli accertamenti da parte della Guardia di Finanza o direttamente dalla Asl di competenza.

    Le due principali esenzioni per motivi di reddito sono:

    • l’esenzione per assistenza farmaceutica;
    • l’esenzione per visite ed esami specialistici;

    Prima di fare qualsiasi passo, consulta il tuo medico di famiglia o il pediatria. Loro ti indicheranno se sei esente dai farmaci o dalle visite specialistiche.

    Alcune categorie di persone hanno diritto all’esenzione per alcune prestazioni specialistiche se sono affette da:

    • malattie croniche;
    • malattie rare;
    • invalidità certificata dalla Commissione medica invalidi civili;
    • diagnosi precoci e tumori;
    • gravidanza;
    • test HIV;
    • per reddito;

    Il Servizio sanitario nazionale garantisce l’accertamento gratuito per alcune visite esenti da ticket:

    • mammografia, ogni due anni, a favore delle donne in età compresa tra 45 e 69 anni; qualora l’esame mammografico lo richieda, sono eseguite gratuitamente anche le prestazioni di secondo livello;
    • esame citologico cervico-vaginale (PAP Test), ogni tre anni, a favore delle donne in età compresa tra 25 e 65 anni;
    •  colonscopia, ogni cinque anni, a favore della popolazione di età superiore a 45 anni.

    In tutti questi casi, è meglio verificare la propria esenzione con il medico di famiglia o il pediatra.

    Vediamo, ora, come ottenere l’esenzione del ticket sanitario per motivi di reddito

    Il 1 aprile 2017 si rinnovano, ai sensi del D.M. 11/12/2009, le esenzioni per motivi di reddito dal pagamento del ticket, per visite ed esami specialistici e per l’assistenza farmaceutica.

    Le esenzioni per altri motivi, per patologia o invalidità, continuano ad essere valide, senza fare alcun tipo di rinnovo. Ti consigliamo sempre di verificare la tua situazione al medico di famiglia o al pediatra.

    Che bisogna fare per essere esonerati dal pagamento del ticket

    • Verifica il diritto all’esenzione al momento della prescrizione. Il medico verifica la presenza nell’elenco del sistema sanitario nazionale e riporta il relativo codice sulla ricetta.
    • Se non siete inclusi in questo elenco e ritiene di aver diritto all’esenzione, bisogna recarsi presso gli sportelli della tua Azienda Sanitaria Locale, per autocertificare la situazione economica e ottenere il nuovo certificato di esenzione valido fino al 31/3/2018.
    • Si potrebbe anche autocertificare online la tua esenzione con la tessera sanitaria, ma devi essere in possesso di un lettore smart card o con determinate App previste dalle Regioni, ad esempio la Regione Toscana con Smart SST.

    Hanno diritto all’esenzione per motivi di reddito per visite ed esami specialistici:

    • gli assistiti di età inferiore a 6 anni (E01b) e superiore a 65 anni (E01a), appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98€ (codice E01);
    • i disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare, con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31€, incrementato fino a 11.362,05€ in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46€ per ogni figlio a carico (codice E02);
    • Titolari di pensione sociale (codice E03);
    • Titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e appartenente al nucleo familiare fiscale del titolare della pensione al minimo, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31€, incrementato fino a 11.362,05€ in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46€ per ogni figlio a carico (codice E04);

    In questi casi compila e leggi attentamente le istruzioni (note per la compilazione) del modulo della tua Asl di competenza (lo trovi sul sito internet dalla tua Asl) denominato: AUTOCERTIFICAZIONE PER RILASCIO DELL’ ATTESTATO DI ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEL TICKET PER MOTIVI DI REDDITOVISITE ED ESAMI SPECIALISTICI. Firma il modulo, allega il documento d’identità e la tessera sanitaria di tutti i componenti familiari per i quali chiedi l’esenzione.

    Hanno diritto all’esenzione per motivi di reddito per assistenza farmaceutica:

    • Assistiti appartenenti a nuclei familiari con reddito annuo complessivo fino a 18.000,00 €, incrementato di 1.000,00 € per ogni figlio a carico (codice E94);
    • utenti di età superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 € (codice E95);
    • pazienti appartenenti a nuclei familiari con reddito annuo fino a 23.000,00 €, incrementato di 1.000,00 € per ogni figlio a carico (codice E96).

    In questi casi compila e leggi attentamente le istruzioni (note per la compilazione) del modulo della tua Asl di competenza (lo trovi sul sito internet dalla tua Asl) denominato: AUTOCERTIFICAZIONE PER RILASCIO DELL’ ATTESTATO DI ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEL TICKET PER MOTIVI DI REDDITO ASSISTENZA FARMACEUTICA. Firma il modulo, allega il documento d’identità e la tessera sanitaria di tutti i componenti familiari per i quali chiedi l’esenzione.

    Tutti i redditi si riferiscono all’anno precedente. Non sbagliare e verifica bene il tuo requisito.