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Domanda Naspi giacente: lo stato della domanda di Disoccupazione

Cosa significa domanda Naspi Giacente? Nel nostro dizionario di lingua italiana, la parola giacente, nel linguaggio burocratico, significa: sospeso, accantonato, inevaso. La stessa parola la troviamo sul portale Inps in caso di domanda sospesa.

Nel linguaggio dell’Istituto cosa significa giacente? Purtroppo, se durante una ricerca di un esito di una pratica, visualizziamo la voce giacente, le prospettive non sono positive ed il pagamento della disoccupazione potrebbe slittare.

Ritardo pagamento disoccupazione Naspi

Dopo la presentazione della domanda di disoccupazione Naspi, l’Inps impiega circa 30 giorni per verificare i requisiti del disoccupato e che sia state inviate tutte le comunicazioni del Consulente del lavoro dell’azienda, per calcolare l’importo e la durata dell’indennità economica Inps.

Per controllare lo stato della pratica Naspi, bisogna accedere al fascicolo previdenziale del cittadino, sul portale dell’Inps, e cliccare su Prestazioni e richieste presentate e verificare lo stato della pratica di disoccupazione:

Richieste presentate pratiche Inps
Richieste presentate pratiche Inps

Se cliccando sulla domanda Naspi, il suo esito è in giacenza, vuol dire che l’Inps:

  1. non ha ancora preso in carico la pratica,
  2. che è sospesa, in attesa di ulteriore documentazione o in attesa di un invio telematico dei modelli Uniemens, da parte del datore di lavoro.

In questi due casi, la domanda Naspi non sarà pagata tempestivamente ed il disoccupato deve sollecitare l’Inps o integrare i documenti richiesti.

Cosa fare con domanda Naspi Giacente?

Quando si presenta la domanda Naspi, è indispensabile allegare una serie di documenti:

  • il documento di identità ed nel caso di stranieri, il tesserino del permesso di soggiorno non scaduto,
  • Il contratto di lavoro, se il contratto è a tempo determinato, compreso delle eventuali proroghe,
  • la convalida dell’ispettorato del lavoro, in caso di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità,
  • le dimissioni per giusta causa e la contestazione comunicata al datore di lavoro (ad esempio la lettera di contestazione con le ricevute della Pec dell’avvocato o della raccomandata con ricevuta di ritorno),
  • le ultime tre buste paga, se non sono state acquisite le comunicazioni,
  • reddito presunto, nel caso di lavoratore lavoratore autonomo o parasubordinato.

Non è più necessario allegare il modello Sr163 con timbro e firma dell’operatore postale o bancario.

Come sbloccare pagamento Naspi?

Per sollecitare lo sblocco della pratica Naspi, è indispensabile scrivere all’Inps con il servizio online INPS Risponde. In seguito, se non si ricevere nessuna risposta, bisogna presentarsi tramite appuntamento alla Sede Territoriale di competenza Inps, oppure inviare un ulteriore sollecito tramite pec (posta elettronica certificata).

Inoltre vi è anche la possibilità di contattare l’INPS utilizzando il Numero Verde Ufficiale.
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