La dichiarazione dei redditi precompilata è uno strumento che
esiste ormai da quasi un decennio in Italia. Introdotta nel 2015,
ha permesso di semplificare la vita a milioni di contribuenti,
evitando la corsa dal commercialista per molte persone. Negli
ultimi anni il sistema si è evoluto e nel 2025 il sistema
ha caricato oltre 1,3Miliardi di dati (Fonte Agenzia delle
Entrate).
Su insindacabili trattiamo e seguiamo da vicino, da diversi anni
queste tematiche fiscali e previdenziali.
Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate presegue nel ptenziamento ulteriore del servizio, migliorando la qualità e la precisione dei dati. Tra le informazioni già presenti nel modello 730 o Redditi precompilato, ci sono molte spese che i cittadini non devono inserire manualmente, perché vengono comunicate direttamente da soggetti terzi obbligati a trasmettere i dati all’Agenzia.
Quali spese si trovano già nella precompilata 2026?
Il cittadino/la cittadina, accedendo con SPID, CIE o CNS al portale dell’Agenzia delle Entrate, può consultare le proprie spese già caricate. Queste includono, ad esempio:
- spese sanitarie (ticket, visite mediche, analisi, acquisto di farmaci con scontrino parlante);
- spese veterinarie comunicate dalle farmacie e dai veterinari;
- interessi passivi su mutui prima casa comunicati dalle banche;
- premi di assicurazioni vita e infortuni;
- contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari;
- spese scolastiche e universitarie (rette, mensa, contributi);
- spese funebri sostenute e documentate da chi ha emesso fattura;
- erogazioni liberali a enti del terzo settore o ONLUS;
- le spese per asili nido;
- i canoni di locazione per studenti fuori sede;
- gli abbonamenti ai trasporti pubblici locali e regionali.
L’elenco completo può variare di anno in anno, a seconda delle convenzioni e dei flussi dati attivati tra enti e Agenzia. In generale, ogni soggetto che riceve un pagamento detraibile o deducibile ha l’obbligo di trasmettere i dati entro una determinata scadenza.
Il contribuente ha comunque sempre la possibilità di verificare, modificare o integrare i dati presenti. Se accetta la precompilata senza modifiche, non sarà soggetto a controlli documentali su quelle spese. Se invece interviene manualmente, dovrà conservare le ricevute in caso di eventuali controlli futuri.
Il servizio online rimane disponibile fino al 30 settembre 2026 per il 730 e fino al 15 ottobre 2026 per il modello Redditi Persone Fisiche. In caso di dubbi, si può chiedere aiuto a un CAF, a un intermediario abilitato o utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia.
A chi conviene fare la dichiarazione Precompilata nel 2026?
Inviare la dichiarazione precompilata nel 2026 può essere utile
soprattutto a chi ha una situazione reddituale semplice, come
lavoratori dipendenti, pensionati o chi ha solo redditi da
fabbricati.
È inoltre vantaggiosa anche per chi ha sostenuto spese
sanitarie, scolastiche o assicurative che risultano già caricate
nel sistema. In questi casi, si può accettare il modello
così com’è, senza bisogno di modifiche o allegati. Conviene anche a
chi non ha particolari detrazioni da aggiungere o correzioni da
fare, perché si evitano controlli e si risparmia tempo.
Hai mai utilizzato questo sistema? Rientri anche tu tra i 4 Milioni di cittadini italiani che usano questo invio? Facci sapere la tua!
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