Bonus 80 euro 2020 a chi spetta? Ultime notizie

Bonus Renzi cosa cambia nel 2020? In attesta della riforma del cuneo fiscale, sino a Luglio 2020 sono confermate le aliquote irpef dell’anno scorso ed il bonus Renzi di 80 mensili, a partire dalla busta paga di Gennaio 2020 sino a quella di Giugno 2020.

Invece i pagamenti del Bonus Renzi di 80 euro sulla disoccupazione Naspi, partiranno dal mese di Febbraio 2020, sino al mese di Luglio 2020. Cosa succederà da Luglio 2020?

Bonus Renzi di 80 euro: novità 2020

Il bonus Renzi a chi spetta? Il Bonus di 80 euro mensili è un credito irpef riconosciuto:

  • ai lavoratori dipendenti pubblici e privati ed assimilati, con contratto a tempo determinato o indeterminato;
  • ai Soci – lavoratori di cooperative;
  • ai percettori di indennità di mobilità o cassa integrazione;
  • ai lavoratori con contratto a progetto;
  • ai lavoratori socialmente utili;
  • chi è titolare di un assegno legato alla formazione professionale o a borse di studio, quando supera determinati importi;
  • ai disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione Naspi;
  • ai pensionati percettori dell’Anticipo pensionistico Ape sociale.

Il governo giallo rosso, in queste ore, sta studiando un ampliamento:

  • dell’importo del bonus Renzi, sino a 100 euro in busta paga per i redditi più bassi,
  • ed un riconoscimento di un importo del bonus irpef, per i redditi superiori a 35000 euro e sino a 40000 euro.

Limiti Bonus Renzi 2020: cosa cambia con cuneo fiscale?

Da Luglio 2020 cambieranno gli importi del Bonus Renzi 2020, in base a tre fasce di reddito:

  1. 100 euro mensili di Bonus Irpef (1200 euro annuali) per i lavoratori dipendenti, disoccupati in Naspi e pensionati con Ape social, con un reddito complessivo annuale tra gli 8200 euro e 28.000 euro,
  2. 80 euro mensili di Bonus Renzi (960 euro annuali) per i soggetti con reddito complessivo annuale da 28.000 euro e sino a 35.000 euro,
  3. un importo dagli attuali 80 euro mensili e sino ad esaurirsi, per i beneficiari con reddito complessivo annuale superiore a 35000 euro e sino a 40.000 euro.

Da Gennaio 2020, gli importi del Bonus Renzi, saranno pari sempre ad 80 euro mensili ed erogati in base ai seguenti redditi presunti dell’anno 2020:

  • reddito complessivo individuale da 8.200,00 euro e non superiore a 24.600,00 euro;
  • invece, se il reddito presunto annuale di un lavoratore dipendente o di un disoccupato in Naspi, supera i 24.600,00 euro, il Bonus di 80 euro si percepisce in maniera parziale (in proporzione al reddito complessivo percepito). Ad esempio con un reddito complessivo individuale di 25000 euro per 365 giorni, spetta un bonus irpef di 64 euro e 768 annuali. (26.600-25000= 1600/2000 = 0,8*960 = 768 annuali)
  • Se si supera il limite di 26.600 euro, non si ha diritto al Bonus Renzi.

Il credito irpef viene riconosciuto in automatico, senza fare nessuna domanda.

Se l’Inps, l’Amministrazione o il datore di lavoro sbaglia i calcoli del reddito presunto ed attribuisce il bonus Renzi in busta paga, è importante restituirlo, attraverso la presentazione della dichiarazione dei Redditi 730 o Unico.

Al contrario se gli enti preposti o il datore di lavoro non paga il Bonus Renzi, è sempre possibile recuperarlo nella dichiarazione dell’anno successivo. Ad esempio il Bonus di 960 euro non erogato nel 2019, verrà rimborsato con il 730 2020 nella busta paga da Luglio in poi.

Rinuncia al Bonus Renzi 2020: modulo ed istruzioni

All’inizio dell’anno il datore di lavoro consegna al dipendente, il modulo delle detrazioni fiscali, per il riconoscimento delle detrazioni di lavoro dipendente ed assimilato, per i familiari a carico e per l’eventuale rinuncia del bonus Renzi. Infatti è proprio il dipendente, il disoccupato o il pensionato con Ape sociale, a dover comunicare all’amministrazione, al datore di lavoro o all’Inps:

  • il possesso di altri redditi per l’anno in corso (ad esempio il canone di locazione di immobili dati in affitto),
  • la rinuncia del bonus, per il superamento del limite di 26.600 euro.

Per rinunciare al bonus di 80 euro mensili, bisogna comunicare in maniera cartacea al datore di lavoro, con il modello di detrazione fiscale, la volontà di rinunciare (anche temporaneamente) al credito Irpef, ai sensi del D.L. 66/2014. Questa operazione è importante farla agli inizi dell’anno, perché se si revoca il bonus irpef durante l’anno, il datore o l’Inps, recupererà gli 80 euro mensili dall’inizio dell’anno.

Invece per revocare il bonus Renzi 2020 dalla disoccupazione Naspi, è importante seguire la procedura telematica cliccando qui.

Se si revoca il bonus di 960 euro annuali nel 2020, è possibile sempre recuperalo nella dichiarazione dei redditi nell’anno 2021. Se l’Inps non ha pagato tutto o in parte il bonus di 80 euro mensilmente sulla disoccupazione Naspi del 2019, in automatico il Bonus sarà recuperato sulla dichiarazione fiscale 730 2020 o Unico 2020.

Pagamento Bonus Renzi 2020

Il pagamento del Bonus Renzi avviene secondo le seguenti modalità:

  • mensilmente sulla busta paga, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati,
  • con un pagamento in data diversa, rispetto alla disoccupazione Naspi, sul conto corrente bancario o postale dove è accredita la disoccupazione, a partire da Febbraio,
  • con una data di disposizione diversa, sulla pensione Ape sociale.

Non si pagano le imposte irpef e i contributi Inps sul Bonus Renzi di 960 euro e lo stesso non è un costo per il datore di lavoro.

Le colf e le badanti possono recuperare il Bonus Renzi direttamente dall’Agenzia delle Entrate solo inviando la dichiarazione dei redditi 730 senza sostituto o il modello ex Unico.

Se hai bisogno di una consulenza personalizzata sul Bonus di Renzi 2020, puoi visitare la nostra area dedicata di consulenza online.

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