Articolo aggiornato il 23 Settembre 2019 da Nicola Di Masi

Def: reddito di cittadinanza, legge Fornero, flat tax

Approvata ieri 27 Settembre 2018, dal Consiglio dei Ministri, la nota di aggiornamento al Def che contiene la programmazione economica e finanziaria in vista della legge di bilancio 2019. Una manovra, definita del popolo, che costerà circa 30 miliardi di euro per finanziarie: il reddito e la pensione di cittadinanza, la quota 100 per la pensione anticipata, la flat tax 2019 e per evitare l’aumento dell’Iva a partire dall’anno 2019. Tutto questo prevedendo un deficit rispetto al prodotto interno lordo di 2,4% sino al 2021.

A chi spetta il reddito di cittadinanza?

In attesa di sapere maggiori dettagli tecnici sui requisiti del reddito di cittadinanza, diciamo da subito che tale misura è attuabile, solo con la riforma dei Centri per l’impiego. Infatti il governo ha previsto un investimento di 2 miliardi di euro, per far funzionare gli ex uffici di collocamento, che sino ad oggi sono stati poco fluenti, nella ricerca di offerte di lavoro per i tantissimi disoccupati in Italia. Il reddito di cittadinanza spetterà:

  • ai maggiorenni di età con cittadinanza italiana;
  • ai disoccupati o inoccupati, privi di un’occupazione o per chi ha perso involontariamente il posto di lavoro. Per finanziare questa misura, si presume che la disoccupazione Naspi e la Dis-coll, saranno soggetti a revisione o eliminate completamente. Sicuramente dal 2019, con il reddito di cittadinanza sarà eliminato il reddito di inclusione REI ed alcune misure a sostegno del reddito.
  • Ai nuclei familiari privi di un reddito mensile non superiore a 780 euro;

Per ricevere il reddito di cittadinanza a partire dal 2019 bisogna:

  • iscriversi al Centro per l’Impiego della tua zona o richiedere il DID online;
  • presentare il modello Isee 2019 a partire da Gennaio 2019;
  • seguire corsi di formazione professionali;
  • ricercare offerte di lavoro per almeno due ore al giorno;
  • accettare, a pena di decadenza, la terza proposta lavorativa offerta dai Centri per l’Impiego riformati;
  • svolgere progetti di utilità sociale per almeno 8 ore alla settimana.

Il reddito di cittadinanza durerà sino al concreto inserimento del disoccupato all’interno del mercato del lavoro. Sicuramente prevediamo che ci saranno dei limiti di durata (si parla di tre anni prorogabili), oppure come il reddito di inclusione REI, ossia per un periodo non superiore a 18 mesi.

Per approfondimenti sugli importi e sui requisiti del reddito di cittadinanza, ti consigliamo di leggere il nostro articolo: Reddito di cittadinanza 2018.

Pensione di cittadinanza 2019: requisiti, a chi spetta, quando parte?

La pensione di cittadinanza, voluto espressamente dal movimento 5 Stelle, è una misura integrativa a sostegno del reddito dei pensionati, che si trovano al di sotto della soglia di povertà di 780 euro mensili. Tale misura spetterà a chi percepisce il cosiddetto trattamento minimo di 500 euro circa ed ai pensionati con una pensione:

  • minima, sotto il limite di 780 euro;
  • alle pensioni di invalidità civile;
  • ai percettori di assegni sociali.

In tutti i precedenti casi, le pensioni saranno integrate, sino a raggiungere l’importo di 780 euro mensile. Per i dettagli tecnici, attendiamo l’approvazione della legge di bilancio 2019, che avverrà a fine di dicembre 2018.

Quota 100 per andare in pensione: cosa significa?

Il governo giallo-verde ha previsto, nel contratto di governo, il superamento della Legge Fornero e l’anticipo pensionistico con la quota 100. Che cosa significa quota 100? L’anticipo di pensione quota 100 è la somma dei contributi con l’età. Quota 100 significa:

  • 62 anni di età con 38 anni di contributi;
  • 63 anni di età con 37 anni di contributi;
  • 64 anni di età con 36 anni di contributi;

Nelle ultime ore si stanno definendo i requisiti per andare in pensione. L’ipotesi più veritiera è la contribuzione più lunga, ossia il raggiungimento del periodo pensionistico con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione in diverse gestioni previdenziali.

Flat tax 2019 per chi?

La flat tax partirà nel 2019 solo per un milione e mezzo di partite iva. Verrà applicata ai professionisti, alle imprese individuali di artigiani e commercianti, con ricavi e compensi sino a 65.000 euro annuali, un’aliquota del 15% per il pagamento dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali, dell’Irap e dell’Iva. Nella manovra del popolo è anche prevista una detassazione sull’Ires per le imprese che assumono o investono su beni. Per approfondimenti, sulla nuova riforma fiscale 2019, ti consigliamo di leggere il nostro articolo: Flat tax 2019: cos’è, aliquote fiscali, esempio di calcolo.

Pace fiscale 2019: a chi è riservata?

Per finanziare tutte queste misure, il governo ha previsto la misura pace fiscale o in termini più pratici: il condono fiscale del 2019 per i contribuenti con debiti fiscali da 100.000 euro a 500.000 euro. Prevederà uno sconto delle imposte non versate al Fisco e funzionerà come un vero e proprio condono fiscale.

4 Commenti

  1. E chi percepisce invalidita civile 100×100 di INVCIV 282 euro e assegno invalidita del lavoratore dipendente IO di circa 605 euro, su quale delle 2 avra’ l’aumento, se lo avra’?

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