Rimborso Irpef che cos’è, a chi spetta, cosa fare per riceverlo?

Il rimborso irpef, il rimborso fiscale ed il rimborso 730,  per il recupero delle deduzioni e detrazioni fiscali, sono dei termini che ricerchiamo continuamente, a partire dal mese di Luglio, sino al mese di settembre dell’anno successivo. Il rimborso irpef, è un credito derivante dal pagamento di maggior imposta dovuta, sulla busta paga, o scaturito dal calcolo delle imposte, al netto di particolari agevolazioni, previste dalla legge.

Rimborso Irpef a chi spetta?

Il rimborso fiscale irpef, è un credito monetario, determinato dalla presentazione della:

  • dichiarazione fiscale dei redditi 730,
  • dichiarazione del modello dei redditi persone fisiche,
  • dall‘istanza presso l’Agenzia delle Entrate,
  • dal conguaglio di fine anno del datore di lavoro sulla busta paga di dicembre.

La dichiarazione dei redditi 730, è un modello fiscale, presentato dalla maggior parte dei contribuenti che hanno redditi di lavoro dipendente o di pensione. Infatti, entro il 23 del mese luglio (le date possono variare ogni anno), ogni contribuente deve controllare se può ricevere un rimborso irpef sulla dichiarazione dei redditi 730 o eventualmente modello ex Unico o se deve pagare delle imposte.

Il calcolo delle imposte sulla busta paga, viene determinato dal Consulente del lavoro dell’Azienda, facendo un presunto all’inizio dell’anno, di quanto il lavoratore percepirà di retribuzione dall’inizio sino alla fine del rapporto di lavoro (se il contratto è a termine) o dal 1° Gennaio sino al 31 Dicembre. Il consulente, dopo aver elaborato la busta paga di dicembre, determinata una volta, per tutte le imposte irpef che il dipendente avrebbe dovuto pagare nell’anno. Se ha pagato di più, sarà fatto un conguaglio irpef positivo ed il prestatore di lavoro rimborserà sulla busta paga, quanto pagato in più. Nel caso contrario, ossia se ha pagato meno ritenute irpef, il lavoratore deve pagare sulla busta paga, la differenza di quando non versato.

Rimborso 730 in busta paga: cos’è, quando, in quante rate?

I lavoratori dipendenti pubblici e pubblici, dopo aver presentato la dichiarazione dei 730, potranno ricevere nella busta paga:

  • un rimborso irpef 730,
  • un debito irpef da pagare al massimo in 5 rate.

Questo importo, da pagare o da rimborsare, dipende:

  • dai tutti i redditi del dichiarante (compresi Redditi di terreni, fabbricati, canoni di locazioni o altri redditi di lavoro occasionale)
  • da tutti i redditi del coniuge, in caso di dichiarazione congiunta,
  • dal versamento delle imposte che risultano sul CU (certificazione unica), nella maggior parte dei casi si paga, se il contribuente ha più Cud,
  • dalle deduzioni di imposta (come i versamenti alla previdenza complementare, i contributi delle colf e badanti, il reddito della casa di abitazione)
  • dalla detrazioni fiscali irpef (detrazioni per reddito di lavoro dipendente e assimilati, detrazioni per familiari a carico, detrazioni fiscali per spese sanitarie, interessi del mutuo o ad esempio per ristrutturazione degli immobili).

Nel caso in cui le ritenute fiscali, in sede di dichiarazione dei redditi, sono maggiori rispetto all’imposta da pagare, il dichiarante recupera le sole imposte pagate e riceverà un rimborso sulla busta paga di:

  • Luglio, pagata nel mese di luglio (dal giorno 23), per i lavoratori dipendenti pubblici,
  • Luglio, per i lavoratori dipendenti, erogata nel mese di Agosto.

Il datore di lavoro potrebbe pagare il rimborso fiscale in più rate, a seconda del rimborso fiscale da erogare a tutti i dipendenti ed alle imposte irpef che paga per gli stessi. Ogni mese, a partire dalla busta paga di Luglio 2019, devi controllare le voci 730 sul cedolino o la voce sul CU, dell’anno successivo, credito irpef non rimborsato.

Per inviare il 730, è possibile utilizzare diversi canali:

  • i centri di assistenza fiscale CAF, il 730 non è gratuito ed il costo varia da 30 a 80 euro,
  • i commercialisti, il costo del modello 730 o Unico, è molto più alto dei CAF,
  • attraverso la piattaforma telematica infoprecompilata dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborso 730 pensionati quando arriva?

Anche i pensionati devono presentare la dichiarazione dei redditi per due motivi:

  • per dichiarare altri redditi all’Inps, in sostituzione di un’eventuale Red,
  • per ricevere un rimborso sulla pensione.

Quello che deve fare il pensionato, è consegnare tutta documentazione delle spese dell’anno precedente, entro il 31 Maggio al CAF o al consulente fiscale, per elaborare la dichiarazione dei redditi. Il pensionato Inps o Ex Inpdap, deve controllare se è stato indicato correttamente il sostituto di imposta Inps di Roma e se il caf ha riportato tutte le spese nel quadro E.

Sostituto d'imposta Inps
Sostituto d’imposta Inps

I pensionati riceveranno il rimborso irpef 730 sulla pensione:

  • di agosto, se la dichiarazione è stata presentata entro il mese di Giugno,
  • di settembre, se il modello 730 è stato inviato alla fine del mese di Giugno.

Se il pensionato non ha percepito il rimborso fiscale in questi mesi, deve con urgenza rivolgersi al CAF e capire il motivo perché l’Inps, non ha accettato il modello 730/4.

Rimborso 730 Inps Naspi e disoccupazione agricola

Il 730 può essere anche inoltrato quando un contribuente riceve:

  • l’indennità di disoccupazione Naspi nei mesi di Luglio e Agosto,
  • l’indennità di disoccupazione agricola nei mesi di Giugno/Luglio.

Per ricevere il rimborso direttamente dall’Inps, sulle prestazioni a sostegno al reddito, il disoccupato deve ricevere l’indennità nei periodi indicati precedentemente e la domanda di disoccupazione agricola deve risultare accolta. In entrambi i casi il CAF indicherà, come sostituto d’imposta, i dati dell’Inps del modello Cu Inps.

I pagamenti dei rimborsi fiscali dell’Inps vengono erogati:

  • nel mese di Luglio/Agosto, per i disoccupati in Naspi,
  • nel mese di Agosto, per i percettori della disoccupazione agricola.

Nel caso in cui il cittadino non ha un sostituto d’imposta, che possa pagare i rimborsi dovuti dal modello 730, deve presentare un modello 730 senza sostituto. (Utilizzato dalle colf e dalle badanti) In questo caso il contribuente riceverà il rimborso sul conto corrente indicato all’Agenzia delle Entrate.

Rimborso modello Unico: tempistiche

In alternativa al modello 730, è possibile inviare un modello Fiscale denominato: Modello dei redditi persone fisiche (ex modello Unico). Il modello Unico è una dichiarazione fiscale, che può essere utilizzata da tutti i contribuenti che non possono presentare il modello 730. Le scadenze del modello dei redditi persone fisiche, sono differenti e quasi tutti gli anni, è possibile inviare la dichiarazione modello Unico entro il mese di Settembre 2019.

La differenza sostanziale del modello Unico, è che si possono dichiarare anche solo redditi di terreni e fabbricati e che il rimborso si può ricevere in due modalità:

  • attraverso un rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle entrate, entro settembre dell’anno successivo,
  • con la compensazione di debiti correnti (tassa da pagare) o con il riporto del credito nella dichiarazione del prossimo anno.

I costi dei caf o dei commercialisti, per inviare il modello Unico, sono più alti ed i tempi dei rimborsi sono più lunghi.

Nel mese di dicembre ti consigliamo di chiedere la ricevuta ministeriale dell’inoltro telematico del modello dei redditi persone fisiche.

Rimborso Agenzia delle Entrate: tempi?

Se il datore di lavoro non paga i rimborsi 730 sulla busta paga o il contribuente ha pagato per sbaglio due volte le imposte irpef previste nell’anno, il contribuente può chiedere direttamente, all’Agenzia delle Entrate, il rimborso irpef. Nel primo caso, il datore di lavoro deve rilasciare una dichiarazione con allegato il documento di identità, con il quale attesti che non è stato possibile rimborsare il dipendente, mentre nel secondo caso, il contribuente deve dimostrare che ha pagato due volte. Dopo aver recuperato questi documenti, bisogna presentare un’istanza alla sede locale dell’Agenzia delle Entrate con:

  • il modulo dell’istanza compilato e firmato correttamente,
  • il documento in corso di validità del contribuente,
  • la dichiarazione e il documento di identità del datore di lavoro ed il modello F24 o la busta paga, nel quale risulta doppio pagamento irpef.

Per il datore di lavoro, il rimborso fiscale non è un costo. Lo stesso anticipa le voci rimborso 730 sulla busta paga e li recupera, come sostituto d’imposta, nel mese successivo con il modello di pagamento F24.

Consulenza del team di insindacabili.it

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