Naspi e reddito di cittadinanza: cosa cambierà?

Come cambierà la disoccupazione Naspi nell’anno 2019? Verrà eliminata per far posto alla misura denominata reddito di cittadinanza? Vediamo insieme come prepararsi ai cambiamenti che saranno previsti nella nuova legge di bilancio 2019.

La Naspi sarà eliminata?

La Naspi è una prestazione a sostegno del reddito, per chi ha perso involontariamente il posto di lavoro. Nel documento di programmazione di economia e finanza del 2018 e nella bozza di legge di bilancio del 2019, non è indicato in nessun articolo, l’eliminazione di questo sostegno da parte dell’Inps. Infatti in molti Paesi Europei sono previste due prestazioni:

  • una, per sostenere le famiglie in difficoltà economica, che si trovano in una situazione reddituale inferiore alla soglia minima di povertà;
  • ed un’altra, per colmare il reddito perso, in caso di licenziamento da parte di un’impresa o di un datore di lavoro.

Le due misure sono incompatibili. Ossia per chi ha percepito la disoccupazione Naspi nell’anno 2018 o la disoccupazione agricola, non ha potuto percepire il reddito di inclusione REI o altre prestazioni delle Regioni, in quanto già in possesso di un’indennità economica, da parte dello Stato. Per questo riteniamo che la disoccupazione Naspi non verrà cancellata, in quanto è un sostegno economico completamente differente, rispetto a quello previsto per le famiglie in difficoltà.

Naspi e reddito di cittadinanza: saranno compatibili?

Per richiedere la disoccupazione Naspi nel 2019, devi essere in possesso di determinati requisiti. (Leggi il nostro articolo: Durata Naspi 2019, per informati correttamente sui requisiti della disoccupazione 2019). Dopo essere stato licenziato, hai 68 giorni di tempo per inviare telematicamente la domanda di disoccupazione Naspi. In seguito all’accoglimento della domanda, devi recarti, entro 15 giorni dalla domanda, al centro per l’impiego per sottoscrivere il Patto di servizio. Nella lettera della disoccupazione, sarà indicato l’importo medio mensile, che sarà corrisposto nella prima decade del mese successivo a quello di riferimento. L’importo scaturito dalla Naspi, è il 75% della media degli imponibili Inps degli ultimi 4 anni, sino ad un massimo di 1314 euro e può essere erogato per un massimo di 24 mesi.

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Reddito di cittadinanza 2019: come funzionerà?

A differenza della disoccupazione Naspi, il reddito di cittadinanza, dovrebbe entrare in vigore nei primi mesi del 2019 e sostituire completamente il reddito di inclusione REI. Infatti tutti i fondi del REI, sono stati trasferiti nella nuova misura reddito di cittadinanza, in attesa di conoscere esattamente i requisiti per richiederlo. Questa misura sarà riconosciuta per una durata ancora imprecisa ed il disoccupato percepirà 780 euro mensili, solo con Isee uguale a zero e se intestatario di un contratto di affitto dell’abitazione principale. Sono due prestazioni diverse e secondo le indiscrezioni del governo, si avrà diritto:

  • alla disoccupazione Naspi, solo con la perdita del posto di lavoro, per dimissioni per giusta causa o per risoluzione consensuale voluta dal datore di lavoro;
  • al reddito di cittadinanza con un Isee inferiore ad euro 9.360 euro, nel caso di richiedenti disoccupati e che non percepisco la disoccupazione Naspi, la disoccupazione agricola o altre prestazione Inps a sostegno del reddito.

Per aver diritto alle misure precedentemente indicate, devi fare un’apposita domanda in via telematica. Fino all’approvazione del reddito di cittadinanza, ti consigliamo di richiedere i seguenti documenti:

  • il DID oline se sei disoccupato ed il patto di servizio al Centro per l’Impiego;
  • l’identità digitale Spid;
  • un indirizzo di posta elettronica;
  • il documento d’identità se è scaduto.

A tutt’oggi, se è terminata la disoccupazione Naspi, puoi richiedere il reddito di inclusione REI sino all’approvazione del reddito di cittadinanza 2019.

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Posted by Nicola Di Masi

Nicola Di Masi, ideatore e creatore di contenuti per il sito insindacabili.it. Abilitato Consulente del Lavoro e responsabile Caf da Maggio 2008 a tutt'oggi. Ha lavorato come Consulente del Lavoro, come operatore di Patronato e ha coordinato le attività formative di un Organismo Formativo Accreditato.

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