Dopo naspi cosa posso chiedere 2019 – Cosa fare dopo la Disoccupazione

“Cosa posso chiedere dopo la Naspi nel 2019?” – Se hai da poco terminato il periodo di Disoccupazione Naspi, ma sfortunatamente non hai ancora trovato una nuova occupazione, puoi pensare di presentare la domanda Reddito di cittadinanza.

Precisiamo sin da subito che il Reddito di cittadinanza è compatibile con la disoccupazione Naspi e la Dis-coll, ma il suo importo viene ridotto a causa dell’Indennità economica percepita.

Dopo la disoccupazione cosa fare?

Prima del termine della disoccupazione è importante incominciare a cercare un posto di lavoro in base alle tue esperienze professionali, in quanto la Naspi non può essere prorogata, attraverso:

  • le offerte di lavoro pubblicate dal centro per l’impiego,
  • le offerte di lavoro pubblicate online dalle ex agenzie interinali Mainpower, Adecco, Randstad…
  • i programmi regionali e comunali, per il reinserimento lavorativo dei lavoratori disoccupati.

Nel frattempo, una volta finiti i pagamenti della Naspi, puoi richiedere:

  • un nuovo Isee corrente al CAF, per aumentare l’importo del Reddito di cittadinanza,
  • la misura Reddito di cittadinanza, se non hai ancora presentato la domanda online.

La misura di sostegno al reddito e di inclusione lavorativa Reddito di cittadinanza, ha una doppia finalità:

1- un beneficio economico che viene erogato mensilmente, attraverso la carta prepagata della posta Reddito di cittadinanza,
2- un patto lavorativo personalizzato e di inclusione sociale, per reinserirsi nel mondo del lavoro.

Ricordiamo che i beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno diritto:

Dopo naspi cosa posso chiedere 2019: reddito di cittadinanza

Dopo la disoccupazione Naspi è possibile richiedere l’integrazione dell’importo del Reddito di cittadinanza (per chi già in possesso) o il Reddito di cittadinanza. Per richiedere la carta Rdc, devi prima di tutto, essere in possesso del modello Isee in corso di validità ed aggiornarlo prima della scadenza. Al momento della prestazione dell’istanza online Reddito di cittadinanza e sino alla percezione dell’importo Rdc, il disoccupato deve essere in possesso dei seguenti requisiti. Il richiedente della Carta Rdc deve essere:

  • cittadino italiano o dell’Unione Europea
  • cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE di lungo periodo, ovvero titolare di protezione internazionale o apolide
  • oppure cittadino di paesi terzi, titolare del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente e familiare di un cittadino italiano o dell’Unione Europea,
  • residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo. Il richiedente il beneficio, inoltre, non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo e non deve stato condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per taluno dei delitti di cui agli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale.

Reddito di cittadinanza requisiti economici

Il nucleo familiare deve possedere, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettere b) e c) e comma 2 del d.l. n. 4/2019:

  • un ISEE in corso di validità inferiore a 9.360 euro, senza errori o omissioni,
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero (come definito ai fini ISEE) non superiore a 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione
  • un patrimonio mobiliare (come definito ai fini ISEE, esempio depositi, conti correnti, ecc.) non superiore a:
    1. 6.000 euro per i nuclei composti da un solo componente
    2. 8.000 euro per i nuclei composti da due componenti
    3. 10.000 euro per i nuclei composti da tre o più componenti, incrementati di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo.

I limiti massimali indicati sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro, per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza presente nel nucleo.

  • il reddito familiare non dovrà essere superiore alla soglia annua calcolata moltiplicando 6.000 euro per il parametro della scala di equivalenza (ad esempio 1.6 per due componenti adulti ed un minore). Tale soglia è incrementata a 9.360 euro per la scala di equivalenza qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in affitto, come riportato sul modello Isee.

Infine nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario di:

  • autoveicoli immatricolati per la prima volta nei 6 mesi antecedenti la domanda di RdC/PdC, oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., in entrambi i casi immatricolati per la prima volta nei 2 anni antecedenti la domanda di RdC/PdC, con esclusione di quelli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore di persone con disabilità
  • navi e imbarcazioni da diporto di cui all’art. 3, comma 1 del d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171.

Dopo la naspi posso chiedere il reddito di cittadinanza?

Dopo aver controllato i requisiti suddetti, devi presentare la domanda dal 6 di ogni mese. Il beneficio economico, nel caso di approvazione della domanda, decorre dal mese successivo alla data di presentazione dell’Istanza online. Si può richiedere il reddito di cittadinanza:

Dopo l’approvazione della domanda riceverai due messaggi:

  1. la domanda Rdc è stata accolta o respinta,
  2. “è possibile ritirare la carta Rdc il giorno …. con il seguente codice”.

Al ritiro della carta Rdc e del Pin all’ufficio postale, sulla carta prepagata ci sarà già la prima ricarica e le seguenti verranno effettuate alla fine del mese, a partire dal mese successivo. L’importo della ricarica Rdc deve essere speso entro la fine del mese successivo.

Il Reddito di cittadinanza dura 18 mesi e può essere prorogato per altri 18, con un mese di sospensione. Per conoscere tutti i dettagli della misura Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, ti consigliamo di accedere alla nostra area dedicata Rdc e Pdc.

L’assegno di disoccupazione ASDI dopo la Naspi, è stato abolito dal 1° gennaio 2018 ed il REI (reddito di inclusione) non è più possibile richiederlo o rinnovarlo dal 1° marzo 2019.

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