Articolo aggiornato il 8 Novembre 2020 da Stefano Mastrangelo

Tredicesima e Cassa Integrazione

Spetta la Tredicesima ai lavoratori che hanno usufruito di uno più periodi di Cassa Integrazione durante l’anno? In caso positivo, come avviene il calcolo e vi sono differenze rispetto agli anni lavorati “senza CIG”?

In questo articolo proveremo a dare risposte semplici a queste domande.

13esima: che cos’è?

La gratifica natalizia (tredicesima) è una retribuzione aggiuntiva, riconosciuta a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati (anche per i lavoratori domestici colf e badanti), in costanza di un rapporto di lavoro.

Viene pagata dal datore di lavoro ed è corrisposta nella maggior parte dei casi, nel mese di Dicembre o al termine del rapporto di lavoro, se si conclude prima di dicembre. Il bonus tredicesima spetta:

  • ai dipendenti pubblici di Noipa, nel mese di dicembre insieme alla mensilità corrente di dicembre,
  • ai lavoratori dipendenti del settore privato,
  • alle lavoratrici domestiche baby-sitter, colf e badanti, inquadrati nel contratto collettivo dei lavoratori domestici conviventi e non conviventi;
  • ai pensionati, sulla mensilità del mese di dicembre;
  • ai percettori della pensione di invalidità civile;
  • ai lavoratori part-time, con contratto a tempo determinato ed indeterminato.

La 13esima non spetta invece:

  • ai lavoratori che hanno instaurato un rapporto di lavoro parasubordinato, come il contratto a progetto,
  • per i lavoratori autonomi occasionali,
  • ai percettori dell’indennità di accompagnamento ed indennità di frequenza.

Tredicesima in Cassa Integrazione: come si calcola?

In Cassa Integrazione dunque, si matura la tredicesima mensilità?
I periodi di Cassa Integrazione possono essere richiesti dai datori di lavoro, per i propri dipendenti, in particolari situazioni di difficoltà o di crisi contingente, sempre rispettando quelli che sono i dettami normativi.

Durante i mesi di CIG, non si percepisce l‘ottanta percento della retribuzione (come spesso viene erroneamente riportato in alcuni siti-web) in quanto l’Inps stabilisce dei limiti massimali di reddito mensili, rapportati alle ore di integrazione salariale (la cassa integrazione) e per un massimo di 12 mensilità.

Nel mese di Dicembre purtroppo, per i lavoratori che sono stati in cassa integrazione, a fini del calcolo non si conteggeranno i periodi di cassa integrazione, in quanto vengono già compresi con lo stesso pagamento dell’integrazione salariale.

Questo comporta dunque un pagamento della Tredicesima mensilità con importo più basso rispetto agli anni nei quali il lavoratore non ha usufruito di periodi di Cassa Integrazione.

Tredicesima CIG: quando viene pagata?

In quali giorni viene pagata la Tredicesima ai lavoratori dipendenti? La 13esima mensilità viene corrisposta dall’amministrazione pubblica o dal datore di lavoro privato, entro il 21 Dicembre o al massimo prima della vigilia di Natale (salvo alcune eccezioni).

In generale dunque, la Tredicesima ai lavoratori (anche quelli in CIG o che hanno usufruito della Cassa Integrazione) viene pagata:

  • 14 Dicembre, per i dipendenti pubblici dell’amministrazione Noipa (data indicativa);
  • 18 Dicembre, per i dipendenti pubblici del comparto sanità (data indicativa);
  • entro le festività natalizie, per tutti i dipendenti del settore privato (periodo indicativo).

Come già detto, la tredicesima mensilità è disciplinata dal contatto collettivo nazionale del lavoro, il CCNL. Nel nostro articolo: “Quando si prende la tredicesima“, abbiamo indicato la date di pagamento, per i tantissimi contratti collettivi applicati in Italia.

Purtroppo diversi dipendenti del settore privato, potrebbero ricevere la tredicesima nella mensilità di Gennaio, dopo l’elaborazione della busta paga di Dicembre da Consulente del Lavoro dell’azienda.

Calcolo Tredicesima (anche in Cassa Integrazione)

La tredicesima è 1/12 della retribuzione globale di fatto, ossia un mese di stipendio lordo delle 12 mensilità percepite nell’anno, dal lavoratore subordinato pubblico, privato e domestico.

Per il calcolo della tredicesima si tengono conto di tutte le voci retributivi, quali:

  • Retribuzione lorda mensile, per i mesi lavorati nell’anno;
  • indennità di contingenza;
  • scatti di anzianità;
  • altri elementi che identificano la retribuzione globale lorda mensile.

Si includono, anche in caso di assenza giustifica, le seguenti indennità:

  • le indennità percepite per malattia ed infortunio sul lavoro;
  • le indennità per malattia professionale e la maternità;
  • l’indennità per ferie godute;
  • la maternità, del solo 20% integrato dal datore di lavoro e non dall’Inps,
  • il congedo matrimoniale;
  • i permessi, per riduzione orario di lavoro o per allattamento,
  • le festività nazionali e patronali;
  • il preavviso non lavorato.

Per i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato, si calcolerà la tredicesima, dividendo la retribuzione lorda mensile diviso 12, per i mesi lavorati. E’ considerato come mese intero, ai fini del calcolo della tredicesima, il mese con 15 giorni lavorativi o superiori.

Il lavoratore, inoltre (sul lordo) pagherà sulla tredicesima mensilità:

  • il 9,19% dei contributi Inps,
  • l’aliquota irpef, applicata nel mese di corresponsione della tredicesima, ad esempio il 23% sino a 15000 euro di reddito, senza applicare nessuna detrazione fiscale di lavoro dipendente e familiari a carico, perché terminata nei 365 giorni.

Quindi la tredicesima è tassabile, sia ai fini delle imposte irpef e sia dei contributi Inps.

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